Quasi un percorso a tappe che attraversa la città di Como, la rassegna antologica dedicata all’artista lariano Francesco Somaini. Le sue opere sono state dislocate principalmente presso due sedi: il Broletto e la Fondazione Ratti, ma alcune sculture sono anche presenti nei cortili del Museo Giovio e di Palazzo Cernezzi.
Presso il Broletto sono esposte opere che abbracciano circa cinquant’anni di lavoro dell’artista: si tratta di sculture organizzate per gruppi tematici. Nei Martirii, Somaini sperimenta il ferro e il bronzo, rafforzandone l’espressività grazie all’uso della fiamma ossidrica. L’alternanza di parti lucide e brillanti con altre dotate di una profonda cupezza accentua il carattere dinamico di molte opere.
Levigati o sfaldati, alcuni lavori sembrano danzare come fuochi, ed è una scoperta cogliere all’improvviso elementi biologici all’interno di forme apparentemente inorganiche. Questa è una delle linee di ricerca dell’artista, la sua volontà di far dialogare forme così diverse fra loro, per ottenere nuove armonie dal loro confronto. Tematica che appare evidente nella serie Carnificazioni di un’architettura, realizzata nel 1975/76.
Così in Fenice elementi vengono legati alternandosi in sapienti dosaggi di vuoti e pieni, mentre paiono cortecce sfoggianti un’iridescenza metallica e deformate dalla pressione di forze invisibili quelle che ci offre Racconto patetico.
Trionfo e lacerazione è una mutazione: corpi umani scivolano, si mescolano e si deformano, tentando di fuggire alla materia generatrice. In mostra presso il Broletto anche le “antropoammaniti”, sculture estremamente dinamiche che lasciano intravedere nel loro percorso generatore forme antropomorfe, e le sculture dinamiche per eccellenza nel lavoro di Somaini: le “tracce”. In pratica, egli progetta una “matrice” che viene fatta rotolare e lascia dunque una traccia, una sorta di bassorilievo. Questo dialogo fra positivo e negativo si concretizza nella Porta D’ Europa, opera monumentale di recente realizzazione divenuta molto nota perché sita nei pressi di un trafficato centro commerciale.
Presso la Fondazione Ratti sono principalmente esposti inchiostri e sperimentazioni su cellulosa di cotone.
Sagome laviche fosche, che mescolano il basso con l’alto, bagliori di zolfo che lo vivificano. E poi personaggi: fate e streghe a danzare sull’orlo del cratere, giganti che vi nascono all’interno, sirene che ondeggiano in un’aura lattescente.
In mostra anche 4 studi per una Scultura di fuoco, inchiostri e mordenti su tavola, che si allontanano per resa cromatica e materiali dalle altre opere esposte dell’artista.
Gli allestimenti, curati da Luigi Caccia Dominioni, permettono al visitatore di scrutare le opere quasi da ogni punto di vista. Mentre il tempo è scandito da un tappeto sonoro costruito da “Le Onde” di Ludovico Einaudi.
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Stefania Caccavo
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