La mostra, prima di un ciclo di iniziative che, anche al museo Novecento come in molti musei italiani, vede protagonista il collezionismo privato, è inserita in un percorso mosso e geometrizzato. La felice soluzione si deve all’estro e alla finezza di Daniel Liebeskind, curatore dell’allestimento, che permette di concentrarsi sulla singola opera (presenti tra gli altri Fausto Pirandello, uno splendido Cagnaccio di San Pietro, Mario Sironi, Lucio Fontana, Giulio Paolini, Mario Merz) gettando su di essa uno sguardo provvisorio per seguire lo zigzagare delle pareti, il loro assieparsi, crescere e diminuire. Un catturante virtuosismo, nonostante lo spazio destinato all’esposizione non sia propriamente adatto, nel suo stretto sviluppo longitudinale e nel suo “effetto vetrina”, ad una razionalizzazione espositiva.
Così, in questa sorta di “labirinto aperto” profilato in bianco e bordeaux si succedono opere che sono idee, sono pezzi di storia – come il famoso libro oggetto di Duchamp Prière de toucher – lavori che simboleggiano scelte intelligenti, i percorsi classici e nel contempo all’avanguardia di una donna libera di cui Milano già sente la mancanza e a cui, con questa esposizione a cura di Danka Giacon, rende il giusto omaggio.
Francesca Coppola
Mostra visitata il 16 febbraio 2012
dal 9 novembre 2012 al 3 marzo 2013
Collezionare il Novecento. Claudia Gian Ferrari, collezionista, gallerista e storica
Museo del Novecento, Palazzo dell’Arengario
Via Marconi, 1 – (20122) Milano
Orari: Lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30
Info: 02 43353522, museodelnovecento@civita.it, www.museodelnovecento.org
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