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fino al 3.VII.2005 | Annicinquanta | Milano, Palazzo Reale

di - 7 Marzo 2005

Colorata nostalgica divertente. La mostra che Palazzo Reale dedica agli anni ’50 ripercorre uno dei decenni più vitali della storia italiana, dal dopo elezioni del 1948 alle Olimpiadi di Roma del 1960. Una mostra ambiziosa e ricca di curiosità che intende testimoniare la voglia di fare e di cambiare che caratterizzò tutti i settori, dall’architettura alla moda, dal cinema al design e che gettò le premesse per il boom economico.
L’Italia usciva distrutta dalla seconda guerra mondiale, fiaccata e indebolita da fascismo e povertà. Con un tasso di analfabetismo elevato e un’identità nazionale da ricostruire. La maggior parte degli oggetti che adesso ci circondano e che diamo per scontati non esisteva. I piccoli elettrodomestici, gli oggetti in plastica, le auto Fiat e la Vespa, ma anche i cibi in scatola e l’industria alimentare, l’Italia scopriva negli anni ’50 il “nuovo mondo degli alimenti prodotti industrialmente ” (Bosoni).
La mostra è suddivisa in sezioni: architettura, design, grafica, moda, cinema e Tv, fotografia, arte che espongono oggetti e documenti. Coloratissimi sifoni in acciaio per il selz, abiti da cocktail di Capucci, documenti e immagini dei film di Fellini, Totò e Alberto Sordi. Altri oggetti di culto? Il modello in mogano della Fiat 500 e le biciclette di Bartali e Coppi. Per la grafica sono esposti i bozzetti delle innovative pubblicità di Armando Testa, mentre nella sezione design è proposta una bella sequenza di oggetti realizzati dai più creativi designer italiani, dalle forme essenziali e pure dei razionalisti agli oggetti più fantasiosi che recuperavano la grande tradizione dell’artigianato italiano. In Piazzetta Reale di fronte al palazzo è presentata la motrice del Settebello, interamente progettato dagli ingegneri delle Ferrovie dello Stato. In architettura si fronteggiavano i razionalisti e gli esponenti dell’architettura organica di Bruno Zevi; sono gli anni della Torre Velasca di BBPR e delle case popolari. E la mostra riesce a ricreare il clima di vivacità intellettuale di quegli anni, quando il fare si accompagnava sempre ad un (a volte acceso) dibattito intellettuale.

Colpisce la distanza tra gli oggetti così moderni, colorati, frutto d’ingegnosa creatività e la situazione reale dell’Italia documentata da una suggestiva serie di scatti in bianco e nero di (tra gli altri) Berengo Gardin, Roiter e Donzelli. Dalle fotografie emerge un’Italia arretrata, povera, con i muri delle case pericolanti dopo la guerra, le piccole piazze animate da feste tradizionali e processioni religiose con un forte sapore di superstizione.
Molto efficace l’idea di far seguire alla sezione dedicata alla fotografia quella dell’arte, curata da Claudia Gian Ferrari. Il modo migliore per comprendere lo strappo culturale dei tagli di Fontana, dei sacchi di Burri, dei graffi di Vedova è proprio quello di contestualizzarli tra gli oggetti e le fotografie dell’Italia di quegli anni. In mostra una selezione di opere che rappresentano tutte le correnti artistiche, dagli achromes di Manzoni ai colori pastosi stesi a macchie di Afro.
Una mostra coinvolgente, molto documentata e stimolante (ottimo il catalogo). Ma allo stesso tempo malinconica: dove si sono disperse la magica creatività e la “cultura di progetto” di quegli anni?

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antonella bicci
mostra visitata il 3 marzo 2005


Annicinquanta- La nascita della creatività italiana
Dal 4/03/2005 al 3/07/2005
Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano –
Call Center: 02.33020050; www.annicinquanta.org
Ingresso: euro 9; ridotto euro 7,50; ridotto gruppi euro 8; ridotto scuole euro 4/4,50
Orari: da martedì a domenica 9.30/19.30; giovedì 9.30/22.30; chiuso lunedì; la biglietteria chiude un’ora prima
Catalogo: ArtificioSkira; euro 38


[exibart]


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