Pesci, musica, acqua e vetro. Sono questi gli elementi contrastanti, uniti da Ennio Bertrand (Pinerolo, 1949), per dar vita all’installazione Swimming Sounds. Le nuove tecnologie per la prima volta fanno parlare chi non può, risvegliando un mondo di sensi nascosto. L’ombra dei pesci rossi, proiettata su 144 piccoli altoparlanti, scatena un bombardamento di note caotiche. Ciascun altoparlante è dotato di un sensore fotosensibile che ad ogni calo di luminosità reagisce emettendo un diverso suono acuto. Non si tratta di una melodia, ma di una serie di effetti sonori casuali che riflettono il movimento istintivo e irrazionale dei pesci mentre si muovono in una grossa vasca rettangolare.
I visitatori diventano veri e propri spettatori di un’opera che non ha bisogno del loro intervento, e che invece ha scelto come protagonisti interattivi i pesci, focalizzando così l’attenzione sul racconto di un evento e di una realtà microscopica. Un gioco ironico quello di Bertrand che fa parlare i pesci attraverso
L’installazione, posta al centro della sala buia della galleria Die Schachtel, può anche essere ricostruita in piccolo per i collezionisti che volessero acquisirla. In un’altra stanza è infatti possibile vedere un cubo di vetro, circa 40X40 cm, con acqua e pesci illuminati dall’alto da una mini luce da scrivania, con alla base una serie di altoparlanti che producono lo stesso effetto, seppur più modesto, dell’installazione principale. I pesci, nel grande e nel piccolo spazio, si muovono ignari di tutto, dando vita ad uno spettacolo di suoni che sono alla base della ricerca espressiva dell’artista, sempre più rivolto ad una continua contaminazione sonora e visiva.
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