Le light quotation sono infatti il risultato di un’indagine sulla
produzione, il ruolo del linguaggio e il suo significato all’interno dell’arte.
“Art as idea as idea”, il leitmotiv
delle più importanti riflessioni teorico-critiche raccolte nei due saggi
L’arte dopo la filosofia (1969);
testi che accompagnano tutta la produzione di Kosuth e che dichiarano come in
futuro solo l’arte potrà continuare il percorso lasciato in sospeso dalla
filosofia, poiché la molteplicità dei mezzi espressivi assicura una maggiore
efficacia comunicativa rispetto a quanto offre il linguaggio verbale.
I Texts for Nothing di Samuel Beckett ripresi e assorbiti da Kosuth –
poco considerati dalla critica poiché interpretati come una pausa letteraria
temporanea – sono invece fra i testi più importanti della produzione del
drammaturgo irlandese, perché costituiscono l’essenza della sua integrità
artistica. Basati sull’analisi puntuale del significato, i testi
sono reinterpretati in 19 opere realizzate in neon bianco a luce calda e
rivestite di nero.
Avvolte in una buia atmosfera, a
tratti funerea al piano terra del mausoleo Lia Rumma, le frasi riportate in
italiano e inglese esaminano l’invisibilità del linguaggio e il suo significato
più criptico. “Luce calore facce bianche
irradianti ma sola irradiante bianca all’infinito se non saputo di no” e “così via all’infinito”, tra le parole a
parete che “rompono il silenzio”,
poiché “tutto il resto tace”, anche
perché il nero che ricopre i neon le rende noiosamente poco accoglienti e
decifrabili.
Negli altri due piani della
galleria è allestita la sezione An Uneven
Topography of Time, con nove opere storiche legate al tema del tempo e
realizzate in un arco di circa quarant’anni. La selezione, oltre a segnare il
lungo sodalizio tra la galleria e l’artista americano, fa riferimento al “nulla temporale” degli scritti di
Beckett. La relazione con la storia, che appare concettualmente più solida
rispetto al rapporto anacronistico dell’artista con il presente, è così espressa
attraverso lavori miliari della sua produzione.
In The Eighth Investigation, Proposition #4 e Clock (One and Five), rispettivamente del 1971 e del 1965, il tempo
è indagato con lo strumento della sua misurazione, la mimesi dell’oggetto e il
suo significato letterale tratto dal vocabolario. Entità accostate e unite
razionalmente dal senso che le accomuna secondo la tautologia logica. Oltre il
tempo.
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Le
opere degli esordi in mostra a Milano da Six
Joseph
Kosuth al Louvre
Kosuth
a Villa Panza di Biumo
mostra visitata il 25 novembre 2010
dal 12 novembre 2010 al 31 gennaio
2011
Joseph Kosuth – Texts for Nothing. An Uneven Topography of Time
Galleria Lia Rumma
Via Stilicone, 19 (zona Cimitero Monumentale) – 20154 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 11-13.30 e 14.30-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0229000101; fax +39 0229003805; info@liarumma.it;
www.liarumma.it
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