Categorie: milano

fino al 31.VII.2009 | Pierpaolo Campanini | Milano, Francesca Kaufmann

di - 17 Luglio 2009
Prendete un giorno qualunque, in preda a una crisi di nervi. Una stanza, magari la vostra, su cui sfogare la rabbia. La logica domestica degli oggetti rovesciata. In pochi istanti, le quattro mura diventano la piazza di una folle concatenazione architettonica di oggetti comuni violati. Lo sfogo impulsivo del gesto come un sublime e incontrollato atto di creazione, che cambia il significato del rassicurante ordine (o disordine controllato) della quotidianità.
Quella cecità del gesto, nello speciale stato di trance creativo, ricorda le opere di Pierpaolo Campanini (Cento, Ferrara, 1964) che, come lui stesso sostiene, partono dall’idea della dispersione, con un particolare interesse per le forme auto-collassate. Oggetti afflitti dal peso inesorabile della gravità, che li risucchia verso il basso, sono sequenze compositive sregolate e libere, come un gesto mosso da un forte impulso emozionale. Eleganti e decadenti nature morte iperrealistiche di cianfrusaglie, che sviluppano, fino a rendere soggetto dell’intera opera, il tema dell’ammaccatura sulla mela caravaggesca (Canestro di frutta, 1596 ca.): tutto è rivolto al declino.
Campanini prende piena consapevolezza dell’inevitabile perdita di controllo sull’inarrestabile rapporto causa-effetto: un ciclo di meccanismi che sempre più si allontanano dalla fonte d’origine. L’artista crea sculture-modello da cui ricava minuziosi oli su tela che ricordano certe macchine/assemblaggi di Tinguely, se non fosse per la mancanza di funzionalità nel rapporto fra le parti della composizione. Un prezioso elogio alla morte del significato dell’oggetto, per nobilitarlo raffigurandolo con una calda minuzia pittorica, paragonabile a un Giovanni Bellini o a un Van Eyck, e a un gusto decorativo tardo gotico, con una predilezione per lo scintillio dell’oro.

I recentissimi lavori in mostra alla Galleria Kaufmann scelgono di spogliarsi della tipica ricchezza cromatica per un morbido gioco di sfumature a carboncino e grafite, dal bianco al nero. I soggetti trovano ambientazione in un soleggiato e rigoglioso giardino, la tensione si placa in controllate e geometriche composizioni lignee, che danno un tono più modesto e confidenziale all’opera. Il materiale è interamente, esplicitamente povero, ma gode di forza solenne e pacata.
Moderni totem o altari? Forse richiami a edifici del futuro, o magari semplicemente libere congetture? Senza dubbio richiamano lo Sky Totem di Louise Nevelson o il curioso Construction pour dada di Paul Joostens. Il materiale, sempre relitto di una vita passata, è il protagonista delle opere di Campanini, conferendogli nuova dignità.

Scriveva César in un’intervista del 1983: “Io percepisco un’anima nella materia”. E con il medesimo rispetto per tutti i materiali, l’artista li manipola con gioia, assemblandoli. Illustre predecessore, insieme a molti altri, da cui Campanini sembra aver tratto preziosi insegnamenti.

articoli correlati
Campanini allo Spazio Aperto della Gam di Bologna

nila shabnam bonetti
mostra visitata il 18 giugno 2009


dal 26 maggio al 31 luglio 2009
Pierpaolo Campanini
Galleria Francesca Kaufmann
Via dell’Orso, 16 (zona Brera) – 20121 Milano
Orario: da martedì a venerdì ore 11-19.30; lunedì e sabato ore 14-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0272094331; info@galleriafrancescakaufmann.com; www.galleriafrancescakaufmann.com

[exibart]

Visualizza commenti

  • Ecco un'artista che riesce a coniugare una certa freschezza eccentrica con soluzioni formali "rispettose" ma originali.

  • un artista senza apostrofo caro Luca Rossi, è un uomo. impara a scrivere in Italiano

  • Mi riferivo alla parte femminile di campanini..comuque sì, scrivo sentenze troppo velocemente

  • se ti piace il lavoro o questa mostra o anche solo una parte di ciò che fa campanini allora tutto è chiaro, Luca Rossi, non ti piace e critichi quel po' che l'Italia propone a livello internazionale perchè sei uno sfigato.
    Campanini..., ahahahahahahahahah

Articoli recenti

  • Mostre

Ceroli, quando il legno prende vita: da Tornabuoni Arte una mostra antologica del Maestro

Fino al 29 maggio prossimo, Tornabuoni Arte ospita nella sede fiorentina la prima mostra antologica di Mario Ceroli, intitolata: “MARIO…

24 Marzo 2026 0:02
  • Mostre

Al Poldi Pezzoli di Milano l’opera simbolo del Grand Tour incontra la regia di Ferzan Ozpetek

Fino al 4 maggio 2026 la mostra Meraviglie del Grand Tour mette in dialogo i capolavori di Panini con la…

23 Marzo 2026 19:04
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026: oltre 400 eventi tra istituzioni, spazi indipendenti e fiere

Milano Art Week fa dieci anni e torna, dal 13 al 19 aprile 2026, con oltre 400 eventi, tra mostre,…

23 Marzo 2026 18:42
  • Musei

Museo Arte Contemporanea Cavalese: le mostre del 2026, tra partecipazione e territorio

Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta il programma delle mostre e dei progetti del 2026, puntando sull'incontro tra territorio…

23 Marzo 2026 17:56
  • Attualità

Ibrahim Mahama è stato aggredito in Ghana: istituzioni e comunità artistica chiedono chiarezza

L’artista di fama internazionale è stato vittima di un attacco da parte della polizia ghanese. Le istituzioni culturali di Tamale…

23 Marzo 2026 15:04
  • Fiere e manifestazioni

The Collector.Chain Prize: Annalies Damen è la vincitrice del premio di Art Defender

In occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, il riconoscimento conferma la stretta relazione di Art Defender con la…

23 Marzo 2026 13:15