Con il titolo del giorno in cui
sono stati dati alla luce, una selezione di 29 volti, stampati su formato e
supporto polaroid, dà l’avvio a una galleria di ritratti, scatti irrequieti,
immagini dal tono chirurgico e dal timbro netto, dolcemente sarcastico.
ancora in svolgimento, che ritraggono personaggi (artisti, critici, galleristi)
del mondo dell’arte contemporanea.
La scelta dei soggetti non è mai
casuale, per Di Giampietro. Ognuno è immortalato assieme alla propria maschera,
la propria smorfia, congelata su pellicola come solamente una combinazione stocastica
di nasi, bocche e sguardi riesce a riportare in vita. Divertenti, irriverenti,
leggere e talvolta taglienti le pose dei protagonisti di questa personale sono
stati tutti tomizzati e ricuciti per sottolineare dettagli che, nella normale
integrità del riquadro, sarebbero andati persi.
Gli scatti per ciascun soggetto,
in vero, sono una ventina di repliche. Copie prese di fronte al medesimo sfondo:
una tendina dorata. I soggetti ritratti decidono come mostrarsi alla camera. In
questa fase del lavoro l’artista si limita a effettuare l’inquadratura e lo
scatto.
Lo scatto è im-mediato, l’idea è
quella di mettere ciascun protagonista davanti allo specchio di ogni giorno,
facendolo diventare l’obiettivo della polaroid, per far emergere caratteri e
connotati dei soggetti.
state scattate e raccolte, Di Giampietro interviene sulle pellicole di acetato
strappandole, invertendole e ricombinandole di nuovo. Con rivelazioni di
ulteriori livelli iconografici.
Alessandro Di Giampietro nel suo
lavoro fotografico sveste le persone della loro coscienza, regalando all’attimo
dello scatto del tempo in meno, tempo sottratto al pensiero. Il fotografo è in
costante ricerca dell’altro e di sé attraverso la vista dell’altro. L’incontro
con l’alterità sembra essere lo zoccolo duro del lavoro proposto in mostra,
progetto che si basa proprio sulla manifestazione dell’altro nel luogo inatteso
in cui la vita diventa esistenza, sfera fatta di paure, fobie, curiosità,
riconoscimento e bisogno di essere percepito.
Perché “non tutto ciò
che stimola il nervo ottico è necessariamente un’immagine. La condizione perché
vi sia un’immagine è infatti l’alterità”
(Serge Daney).
ginevra bria
mostra visitata il 26 maggio 2010
dal 26 maggio al 31 luglio 2010
Alessandro di
Giampietro – Goldenboy
Galleria Davide Di Maggio
Viale Monza, 10 (zona Loreto) – 20127
Milano
Orario: da lunedì a sabato ore 11-19
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0239663874; milano@galeriadavidedimaggio.com;
www.galeriedavidedimaggio.com
[exibart]
Lo scenario della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran si allarga agli altri Paesi del Golfo, portando alla chiusura…
Nei Giardini della Reggia di Venaria tornano i ciliegi in fiore: è il tempo dell’hanami, con un programma di aperture…
Durante le Paralimpiadi invernali, la funivia del Lagazuoi diventa opera d’arte, grazie al Braille Stellato di Fulvio Morella: un’esperienza artistica…
Dal 20 al 24 aprile 2026, in occasione della Milano Design Week, il collettivo Park presenta un’installazione site-specific che trasforma…
Fino al 28 giugno, ‘Hit List 80’ trasforma il Trentino in un osservatorio critico su un decennio di euforia e…
Oro, demoni e anime in giudizio: ai Musei Reali di Torino, il paradiso ordinato di Beato Angelico si scontra con…