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fino al 31.X.2010 | Carsten Nicolai | Gallarate (va), Maga

di - 6 Ottobre 2010
Opere come tracce. Passaggi e registrazioni. Immagini
residue. Ombre nell’aria. Superfici iridate. Nastri magnetici. Voti di
silenzio. Vernici fonoassorbenti. Scienza, finzione (dal latino ‘fingere’: plasmare, dunque simulare) e
intrattenimento.

Carsten Nicolai (Chemnitz, 1965; vive e lavora a Berlino) si presenta al
Maga scegliendo la sua immancabile livrea bianca e nera. Foto, sculture, video,
installazioni e applicazioni murali (sette serie di lavori realizzati tra il
2004 e il 2010) danno un nuovo volto al museo. Il piano mezzano, affacciato
sulla hall dell’ingresso, infatti, offre a Nicolai, in arte Alva Noto, di non
essere solo uno dei principali chimici sonori presenti sulla scena
musical-sperimentale europea degli ultimi quindici anni.

Da sempre attratto dalle difformità delle fonti luminose, per il Maga riproduce processi sonori che,
tradotti su differenti formati e supporti, portano impresse tracce svanenti di
intensità luminose. Ancora una volta, le variazioni dei contrasti fra luce e
buio sono dunque privilegiati conduttori di energia, che Nicolai sistematizza e
trasforma in spazio d’esperienza percettiva. Geometria che intrattiene perché
fa sperimentare.

Fotografie e video,
indissolubilmente intrecciati tra loro, sono testimonianza di passaggi
invisibili, modulazioni di luce che producono un suono e spesso fanno sì che la
luce non solo diventi, ma anche sia. Incisa. Fades still 1-48 del 2007, ad esempio, progetto duplicato in disposizione simmetrica
sulla pareti del Maga, è una serie di 48 fotogrammi tratti dalla
videoinstallazione fades. Ognuno di queste immagini fotografiche, 58×88 cm ciascuna, è la
risultante visiva di un codice numerico basato sulla combinazione di logaritmi
che fanno emergere dal buio pattern di luci sotto forma di scie geometriche.

Installato di fronte alla ripetitività
di entrambe le serie si staglia il monolite vibratile anti. Attraverso questa enorme sublimazione della messianica pietra nera, l’artista
esamina le relazioni fra tecnologia, matematica, valenza totemica, scienza
ottica e fisica. Il valore del processo creativo, in anti, consiste nella ricerca di attivazioni magnetiche che
consentano una sorta di catacresi ideale fra il corpo nero dell’opera e i
movimenti di avvicinamento del visitatore.

Il risultato finale
dovrebbe provocare la sensazione di poter articolare suoni e vibrazioni frutto
di un’interazione personale con l’oggetto-arte. Ma, forse, per avere maggior
effetto l’opera avrebbe dovuto ricevere un riparo più intimista, perdendone,
com’è ovvio, di visibilità.

Da notare, infine,
l’unico dipinto presente in mostra: magnetic static 2. Il pannello traduce
in sequenza la scansione ritmica orizzontale di segnali audio provenienti da un
lettore CD. Frutto di un’installazione (Telefunken) prodotta da una
serie di monitor tv, il dipinto, attraverso la stesura e l’adesione di nastri
magnetici sulla superficie, diventa uno strumento fisso in grado di analizzare
il tempo scorso sotto forma di traccia.

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primo al 31 ottobre 2010

Carsten Nicolai

a cura di Vittoria Broggini

MAGA – Museo d’Arte di
GAllarate

Via Egidio De Magri, 1 (zona Cimitero)
– 21013 Gallarate (VA)

Orario: da martedì a domenica ore
9.30-19.30

Ingresso: intero € 8; ridotto € 5

Info: tel. +39 0331791266; www.museomaga.it

[exibart]

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