Riuscire ad esprimere le proprie emozioni, i propri sentimenti usando una vasta gamma di strumenti e supporti tecnici, è sicuramente una delle caratteristiche principali che distinguono il grande artista; in particolare per uno scultore che ama il grande formato, come nel caso di Arnaldo Pomodoro, mutare radicalmente tecnica e dimensioni, ottenendo ugualmente opere considerevoli, è davvero raro e straordinario. Lo stupore si attenua pensando alla grandezza dell’artista in questione che, sin dagli esordi milanesi, negli anni Cinquanta, ha sempre perseguito l’obiettivo di creare una reale integrazione tra le varie arti figurative e non. La serie di bozzetti, schizzi, illustrazioni per libri che sono esposti in questi giorni nella nuova sala della Fondazione Biblioteca di Via Senato, non sono dunque da considerare come un aspetto minore dell’artista, ma come un riuscito tentativo di creare un ponte tra i suoi diversi metodi espressivi; l’attività di incisore, illustratore, grafico si compendia perfettamente con il suo mondo scultoreo, che appare così diverso solo per la tecnica e i materiali usati e non certo per l’approccio artistico. E per sottolineare ulteriormente questo rapporto emotivo, esistente tra la diversa produzione dell’artista di Morciano di Romagna, alla Fondazione è esposto una sua opera tipica Disco in Forma di Rosa del Deserto; pur passando “ dalla carta al metallo, e dal metallo alla carta, Pomodoro persegue e prosegue un percorso di scrittura, di poesia, di feroce lucidità , tensione e coerenza che ne fa ben più del pur grande scultore che già il pubblico conosceva” (dal catalogo della mostra).
Articoli correlati:
Omaggio a Pomodoro
Luca Scalco
La quarta edizione di Contemporanea mette in rete 32 spazi della capitale, proponendo una lettura alternativa della scena artistica romana,…
Dai corpi ambigui di Nine Antico ai cattivi pensieri di Robert Crumb, il Napoli Comicon 2026 conferma il ruolo del…
Memorie di carta: per gli 80 anni del Totocalcio, Sisal ha presentato alla Biblioteca Braidense di Milano il restauro dei…
L’Iran smentisce il ritiro dalla Biennale Arte 2026 e chiede di poter aprire il proprio Padiglione durante l’estate: la dichiarazione…
Nella sua mostra al MAR di Ravenna, Francesca Pasquali indaga l’abitare contemporaneo, mettendo in discussione il significato della casa, attraverso…
Tra gli eventi collaterali della Biennale Arte 2026, Andrea Crespi porta, nell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, un'opera che…