Categorie: milano

fino al 7.XI.2009 | Maia Sambonet | Milano, Alessandro De March

di - 21 Ottobre 2009
Non cerca le grandi dimensioni né il clamore il lavoro di Maia
Sambonet
(Milano,
1981). Che invece entra in punta di piedi, con discrezione, nell’immaginario
dello spettatore, come sulle superfici su cui va a intervenire.
La personale milanese nella Galleria Alessandro De March
traccia l’arazzo delle sue geografie decostruite, intrappolate in riquadri dal
formato ridotto, in grado però di aprire innumerevoli finestre su mondi cui
solo l’artista sembra poter accedere. Taccuini per appunti di un viaggio
introspettivo, sui quali Sambonet traccia note ai margini di figurette umane e
non, protagoniste di avventure ai limiti del surreale.
Il rapporto con lo stile e la celebrazione del disegno,
come tecnica d’eccellenza, non sono estranei a un percorso che, tuttavia, non
tende alla conservazione. È vero che l’artista serba nel cuore i codici della
pittura. Non a caso, i suoi supporti dichiarano un’origine ortodossa, una
frequentazione assidua del cavalletto, quando rivelano le squadrature di
memoria paoliniana, quando scoprono nell’incrocio delle diagonali il passaggio
del compasso (Radar #15), quando le parole, seppur affrancate dal ruolo di didascalia, sono
incorniciate in un severo cartiglio, che tuttavia spesso si trasforma in
esplosivi cunei di sapore costruttivista.

Ma nonostante quest’affezione militante a una formazione
accademica, l’artista non esita a mescolare con assoluta indipendenza
procedure del tutto differenti. Al bozzetto, infatti, si affianca la
paroliberistica, con un approccio che non può fare a meno di ricordare le norme
di un certo tipo d’illustrazione “colta”, ma anche alcuni sviluppi
della poesia visiva. Non mancano presenze “dada” realizzate a collage
(Radar #10),
dove l’inserto sta a suggerire l’unico elemento in grado di ricondurre al
reale, in un amplesso di percezioni, proiettato nel limbo bianco della
superficie, che funge da cornice, ma anche da luogo del naufragio.
Laddove il segno lieve non dovesse bastare a identificare
una mano femminile, Sambonet inserisce intere tracce a ricamo, che stabiliscono
un ulteriore raccordo con il reale nella sostanza, ma che convalidano il
desiderio di astrazione, di costruire attraverso geometrie impossibili luoghi di
speculazione filosofica, in cui détournement è la parola d’ordine (Untitled
(Unsettlement)
)
e dove i percorsi
lineari della grafite sulla carta “incarnano” le onde, normalmente
invisibili, rilevate dai radar, cui il titolo inevitabilmente riporta.

Osservando attentamente i lavori di Maia Sambonet non si
può fare a meno di pensare a una delle ultime fatiche del collega più anziano, Pavel
Pepperstein
: Victory
Over the Future
,
meta-mostra del Padiglione Russo alla 53. Biennale di Venezia.
Le atmosfere fantascientifiche, l’uso osservante degli
artifici del disegno, la costruzione di universi paralleli, avvalorati
ulteriormente dall’uso attento della parola, avvicinano notevolmente la ricerca
di questi due artisti. Anche laddove l’uno prediliga la figurazione e l’altra
invece la declini in favore della geometria e delle sue affascinanti trame.


articoli correlati

Maia Sambonet per il
Burkina Faso

santa nastro
mostra visitata il 17 settembre 2009


dal 18 settembre al 7 novembre 2009
Maia Sambonet – Dismantled Geography

Galleria Alessandro De March
Via Massimiano, 25 (zona Ventura) – 20134 Milano

Orario: da martedì a sabato ore 12-19 o su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 026685580; info@alessandrodemarch.it;
www.alessandrodemarch.it


[exibart]



Articoli recenti

  • Libri ed editoria

I Chumbawamba e l’economia della cultura, nel nuovo libro di Franco Broccardi

Un saggio ironico e rigoroso, recentemente pubblicato da Franco Broccardi ed edito da Nomos, smonta i cliché sul valore della…

14 Gennaio 2026 9:33
  • exibart.prize

exibart prize incontra Giorgio Micco

Tendo a impostare la fase di ricerca e sviluppo di un progetto o di una serie di lavori secondo una…

14 Gennaio 2026 8:49
  • Mostre

Una vita nel colore, quella di Claire Vasarely ad Aix-en-Provence

Fino al 15 febbraio, la Fondazione Vasarely ospita la prima grande retrospettiva dedicata a Claire Vasarely (1909–1990), artista e designer,…

14 Gennaio 2026 0:02
  • Fotografia

Ospitare nella propria intimità: gli scatti di Erika Pellicci a Pistoia

La mostra personale di Erika Pellicci alla Galleria ME Vannucci di Pistoia, fino al 16 febbraio 2026, ritrae un’intimità in…

13 Gennaio 2026 21:28
  • Attualità

Presto si potrà visitare la casa londinese di David Bowie

A Londra si guarda all’infanzia di un’icona globale: la casa di David Bowie a Bromley, nel sud di Londra, sarà…

13 Gennaio 2026 18:18
  • Mercato

All’asta una collezione di whiskey americano da oltre $ 1 milione

360 bottiglie provenienti dallo stesso proprietario e pronte a passare di mano con una vendita live, da Sotheby's New York.…

13 Gennaio 2026 17:13