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fino al 9.XII.2010 | Aoife Collins | Milano, Centro Medico Sant’Agostino

di - 10 Novembre 2010
In questa mostra, allestita all’interno di una
clinica come primo atto di una serie, entrano in gioco numerose metafore.
Figure di pensiero che ruotano attorno alla differenza tra fertilità e
sterilità, intese come determinazioni fondamentali di due sistemi. Ma un
sistema di tipo primario non esiste solo per il fatto che l’origine che esso
esprime nelle metafore non possa affatto possedere la qualità, o più
esattamente la disqualità, che spetta già al secondario, di essere cioè un
sistema.

È infatti compito di Aoife Colins (Dublino,
1980; vive a Londra), con L’influenza
delle code di pesce sulla rottura delle onde
, far sussistere nel mezzo delle due dimensioni
un rapporto univoco di irreversibilità. Questo legame ha la sua specifica
metaforica nel risolvimento del contrasto, nello sfruttamento
dell’impoverimento immaginativo, nella dilapidazione del nostro capitale
linguistico e nell’indebitamento di riserve figurative. Le opere esposte al
Centro Sant’Agostino conferiscono alla mostra un’intelligibilità che ne fa
emergere l’evidenza superficiale (sgargiante) attraverso un’esibita, espressiva
consapevolezza compositiva. Il tempo dedicato alla fruizione visiva è quindi
concepito secondo un modello spaziale che processa con lentezza le ambivalenze
tra strutture organiche e forme d’uso quotidiane.

Lo stesso titolo, tratto da una citazione dal romanzo di Verne Il raggio verde, mette in scena
la ricerca chimerica di un fenomeno naturale che si verifica solamente in
rarissime condizioni climatico-ambientali. Sarà uno dei protagonisti del
romanzo, il poeta, che con l’idea suggestiva del raggio verde conquisterà la
protagonista, incitando ironicamente il rivale-scienziato a occuparsi di aride
problematiche scientifiche, fra le quali quella dell’influenza
delle code di pesce sulla rottura delle onde. “Attraverso questo
libro
”, spiega la curatrice Irina Zucca Alessandrelli, “la visione
dell’artista si sofferma sull’importanza dei concetti di ‘wonder’ e di ‘resonance’,
che nell’arte contemporanea si identificano con la capacità di un’opera di
colpire l’attenzione dello spettatore e di scatenare in lui una serie di
associazioni e riflessioni anti-apatia
.

Silenziosissima e rigorosa, Collins applica alle
regole dell’assemblaggio e agli espedienti del bricolage,
verosimiglianza e immaginario. Il video Dead wood versus dead wood e le
installazioni realizzate con la stoffa di fiori finti sfilati a mano presentano
al visitatore una minuta serra botanica creata per sovrapporre sistemi
linguistici.

Tra
batuffoli di colore e tronchi d’albero in skateboard, l’artista inserisce i suoi fiori all’interno di un
contesto naturale reinterpretando la pratica pittorica che ritrae la natura
morta come soggetto del vero. I petali di stoffa, cullati dalla brezza marina,
testimoniano lo scontro tra reale e finzione, tra natura e artificio in un
mondo che rende i sistemi generativi di senso una metafora tra la fine della
fertilità e la vita della sterilità.

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dal 7 ottobre al 9 dicembre 2010

Aoife Collins – L’influenza delle code di pesce sulla rottura delle onde

a cura di Irina Zucca Alessandrelli

Centro Medico Sant’Agostino

Piazza Sant’Agostino, 1 (zona via Larga) – 20121 Milano

Orario: da lunedì a venerdì ore 8-20; sabato
ore 8-13

Ingresso libero

Info: tel. +39 0289701701; informazioni@cmsagostino.com; www.cmsantagostino.it

[exibart]

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