Collaterale a MiArt 2005, questa mostra, organizzata dalla Provincia di Milano in collaborazione con la Fondazione Fiera, costituisce solo la metà di un circuito espositivo che si completerà con un secondo evento che si intitolerà Beauty NOT So Difficult e si terrà dal 16 giugno al 23 luglio presso la stessa sede. L’esposizione invita nuove generazioni di artisti italiani e stranieri, selezionati da Michele Robecchi, a intraprendere un’indagine sul contemporaneo concetto di bellezza, interpretato secondo le personalissime esperienze artistiche di ciascuno di loro.
La sala del quattrocentesco palazzo raccoglie le opere di Pavel Braila, Alex Cecchetti, Chris Gilmour e Shirana Shahabazi. È invece il chiostro dell’edificio a ospitare l’opera di Ceal Floyer (Karachi, Pakistan, 1968), intitolata Wearning Birds (2002): una miriade di nere sagome-uccello disseminano le vetrate che custodiscono i portici creando l’effetto di un’hitchcockiana invasione.
Il titolo della mostra “avverte” lo spettatore della difficoltà di queste ricerche, complessità che si risolve in opere dai temi spiazzanti e originali. Come a rammentare che la bellezza non è altro che una questione di arbitraria parzialità.
Nel ridotto spazio della sala centrale sono esposte le altre opere, uno scarno nucleo che, sebbene rappresenti solo la prima tappa di un percorso espositivo più ampio, finisce per determinare un assaggio insufficiente di una produzione certamente più vasta e interessante nella sua complessità. Ciò non toglie tuttavia l’effetto di lavori come Bosco 15 con Variazione (2003) di Alex Cecchetti (Terni, 1973), che genera prospettive avvolgenti immergendo lo spettatore nella dimensione incantata e selvaggia dei boschi, fatta di liquide ombre di vernice nera. Chris Gilmour (Manchester, 1973) riesce a rendere confortevole e rassicurante persino una sedia a rotelle, realizzata come al suo solito in cartone, tanto da spingere un visitatore a testarne la seduta (con risultati disastrosi). Solo due purtroppo sono le foto esposte di Shirana Shahbazi (Theran, 1974), estratte dalla serie Real Love, nella quale rivisita temi classici come il ritratto colto nella cerimonialità del matrimonio, e da Flowers, Fruits e Portraits del 2005, in cui le altrettanto classiche nature morte riacquistano vita, colore e movimento.
Ad accompagnare lo spettatore in un’ipotetica passeggiata tra le sale di una lussuosa villa sono le installazioni video di Pavel Braila (Chisinau, Moldavia, 1971) che nei sontuosi interni della sua Baron’s Hill (2004) testimonia le vicende architettoniche di una comunità rom di Soraca, città del paese d’origine dell’artista.
dario moretti
mostra visitata il 10 maggio 2005
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