La mostra Sequencias è un’antologica, composta da quelle opere che fanno parte del patrimonio personale di Pedro Cano, uno dei principali esponenti del neorealismo spagnolo.
Le opere, esposte in ordine cronologico, ripercorrono le fasi temporali e tematiche della vita personale ed artistica del pittore di origine spagnola (Blanca, Murcia 1944), trapiantato in Italia, a Roma, dove tuttora vive. Sono, infatti, presenti tele risalenti all’epoca della sua formazione a Madrid, come Bombilla o Estudios de paisaje in cui il linguaggio conciso e le tonalità variopinte sono il frutto degli insegnamenti dei suoi maestri.
Diversamente si evolverà la sua arte, che si allontanerà dai temi del paesaggio e dall’espressione nitida per avvicinarsi, invece, a soggetti realistici diluiti, per contrappunto, in atmosfere magiche di paesaggi monocromi.
Importante, ai fini di questa crescita, è l’esperienza romana, intrapresa nel 1974 ed interrotta solo nel 1976 per un lungo viaggio in America Latina. Il trasferimento in Italia gli consente, tra l’altro, di accostarsi alla pittura pompeiana, riprodotta poi in maniera personale e mescolata ai suoi temi più cari, come l’assenza, la solitudine e la malinconia e rappresentata con espressività concisa e con inquadrature che ricordano le sequenze cinematografiche (Pompeyano).
Nel 1984 Cano si trasferisce a New York, dove risiede per cinque anni, nel corso dei quali ha l’opportunità di esporre alla Bonino Gallery. Fanno parte della sua esperienza americana opere come La Maleta, Cama, Maquina de Escribir e Silla.
Tornato in Italia continua la sua attività artistica con opere sempre di ispirazione pompeiana (la serie Hortus) ed una serie di settanta opere dedicate al Tevere. Parallelamente collabora con il Teatro di Roma, per il quale progetta la scenografia di “Galileo Galilei” di Bertold Brecht e disegna i costumi per “Le memorie di Adriano” di M. Yourcenar, tenutosi a Villa Adriana di Tivoli.
Tra le sue ultime opere citiamo “El Hijo prodigo ” (2000), di ispirazione evangelica.
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