You-We. Lâopposizione/relazione del titolo della mostra si propone come ambivalente, a
seconda del significato dato alla traduzione del pronome inglese. Questione di
sguardi. Da un lato la lettura inclusiva, il âtuâ che porta lâaltro in direzione
di un possibile accoglimento da parte di una comunità in cui può riconoscersi.
Dallâaltro quella esclusiva, il âvoiâ come contrapposizione a unâalteritĂ che rimane
lontana, incomprensibile e potenzialmente minacciosa. I due diversi sguardi,
nella rassegna di 15 video della collezione Sandretto, sono alternative
lasciate al visitatore, sfruttando le possibilitĂ del medium utilizzato per
imporre unâestetica alla seconda persona, in grado di costringere lo spettatore
a un incontro diretto con lâopera.Democracies di Artur Zmijewski mostra una decina di momenti pubblici, tra cui
manifestazioni, proteste, commemorazioni. Lâocchio della sua telecamera si
muove imparziale, documentando ciò che avviene, dai tradizionali scontri del Primo
maggio tra polizia e anarchici a Berlino, ai funerali di Haider o alla festa
dellâesercito polacco. Non impone un filtro, ma lascia che il carattere sociale
di tali eventi sia libero di manifestarsi in quanto tale, cedendo allo
spettatore la libertĂ di giudizio.San Sebastiano di Fiona Tan mostra la cerimonia Toshiya di Kyoto, soffermandosi sui
volti delle tiratrici e i loro movimenti rallentati, enfatizzandoli come rito
iniziatico, senza mai mostrare il bersaglio che, attraverso il titolo, crea un
cortocircuito di tradizioni. Marine Hugonnier presenta invece un diario di un
viaggio realizzato nel 2002 in Afghanistan, diretto allâincontaminata valle di
Pandjsher, indagando con un geografo e un antropologo lâintreccio di storia e
paesaggio, e lâinflusso della cultura sulla percezione.Allo sguardo âesternoâ di questo gruppo di video si
affianca quello âdallâinternoâ di un secondo gruppo. Come nei due video A
Season Outside di
Amar Kanwar e The
News di Bani
Adibi, che descrivono
lo scontro culturale fra India e Pakistan attraverso la tensione sui confini o
le differenze in merito alle stesse notizie.Affianca la rassegna un nuovo progetto, donato dalla
Fondazione Sandretto al Comune di Milano. Si tratta di un racconto corale,
fatto da 10 giovani artisti italiani, dedicato ad Ablo, cantante griot
dellâOrchestra di via Padova. Ciascun artista ha elaborato un video di pochi
minuti dopo aver avuto un incontro con il cantastorie. I vari frammenti corrono
lungo binari autonomi, in cui Ablo racconta, canta, interpreta se stesso oppure
recita una parte.
Nel video di Sabina Grasso, ad esempio, è il suo canto
protagonista, mentre si alternano le immagini del suo volto e del panorama di
un tramonto visto dalla Montagnetta di Milano. PiĂš concettuale il video di Antonio
Guitto, in cui
Ablo è un lettore che cerca di imporre la propria voce/luce sulle altre, che si
sovrappongono in un oceano di opinioni indistricabili, non velata critica alla
limitata libertĂ dâinformazione. articoli correlati
Mutanti a Roma
Migranti a Venezia
Fiona Tan alla Biennale 2009
stefano mazzoni
mostra visitata il 12 giugno 2010
dal 7 giugno al 8 luglio 2010
You-We
+ Ablo. 25 Video dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo
a cura di Francesco Bonami
Rotonda della Besana
Via
Besana, 15 (zona Porta Vittoria) â 20122 Milano
Orario: da martedĂŹ a domenica ore
9.30-19.30; giovedĂŹ ore 9.30-22.30
Ingresso libero
Info:
tel. +39 0288465677; www.fsrr.org
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