Dopo mesi di disagi, si è forse concluso l’intervento di riqualificazione urbanistica di un’area di importanza cruciale per Como. Parliamo di Piazza Volta e della direttrice Via Garibaldi, lembo di città che collega il centro storico alle sponde del lago. Già oggetto di riordino era stata l’altra piazza antistante il primo bacino, Piazza Cavour.
Nell’ambito di queste complesse rielaborazioni del tessuto urbano, si è voluto introdurre l’elemento “acqua”, sotto forma di fontane e fontanili.
Così si scorgono i piccoli zampilli allineati della già citata Piazza Cavour, o la piccola “aiuola d’acqua” che si attesta sulla Via Cairoli, resa suggestiva dalla presenza dei salici. In questo percorso, peraltro progettuale ma non facilmente percepibile come semplici passanti, arriviamo a quello che è parso il suggello artistico dell’intera ricomposizione urbana.
Parliamo del cosiddetto “fontanile” progettato da Mario Di Salvo (urbanista che ha curato l’intera opera di riqualificazione) e consegnato alla cittadinanza con una cerimonia ufficiale.
La struttura (circa 7 metri di diametro) è giocata sulla forma del semicerchio: il porfido sembra sollevarsi per accogliere in un abbraccio una lastra inclinata di pochi gradi, su cui scorre l’acqua che sfugge poi alla nostra vista insinuandosi sotto il selciato. Al centro, trova posto la scultura d’acciaio concepita dall’artista canturino Paolo Minoli.
Può apparire una scelta poco consueta la collocazione dell’intera fontana. Non si trova in una posizione centrale, ma in un lembo di strada defilato rispetto ai luoghi canonici di “passeggio” dei comaschi. Sondando la storia della città, possiamo ottenere la spiegazione di questa apparente stranezza.
In epoca medievale, il luogo su cui sorge il fontanile, veniva denominato “contrada del fontanile”. E se ci si allontana dai gorgoglii della fontana e si imbocca Via Volta, accanto alla toponomastica corrente si potrà leggere l’antico nome della contrada. Del fontanile, appunto.
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[exibart]
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che bello che vi occupate anche della mia città.