Nell’alternanza dei bianchi e dei neri, su piedistalli cubici coesistono tra noi, in modo quasi inedito per gli insoliti accostamenti, i capolavori della scultura del ‘900 delle Civiche Raccolte d’Arte esposte in attesa della nuova sede all’Arengario. Black Light, un ossimoro, parrebbe, ma le vibrazioni di luce nello spazio sono veramente un’attenta regia dei passaggi estremi dal bianco e nero. Con la consulenza dello studio di illuminotecnica Marco Pollice, Italo Rota e Fabio
Per la raccolta Jucker, invece, acquisita definitivamente dal Comune dopo anni di soggiorno a Brera, vediamo l’anteprima di una tipologia di allestimento che prevede pannelli in vetro mirror, grandi specchiature che sostituiscono le tradizionali superfici opache e che sono il leit motiv del futuro museo dell’Arengario impostato proprio sul gioco di piani trasparenti. Si susseguono anche così, con visioni simultanee, La carica dei Lancieri di Boccioni e il Faro a Westkapell di Mondrian, l’Odalisque di Matisse e Wald Bau di Klee. La collezione Jucker sarà esposta nella sua integrità senza sacrificarla a un univoco ordine cronologico, proprio per conservare memoria della grande attenzione che la famiglia tra gli anni ’20 e ’60 ha sempre riservato alla cultura, anticipando le acquisizioni dei musei e prevedendone fin dall’inizio una fruizione pubblica. Non si capisce perciò per quale motivo si venga privati delle minime informazioni sull’opera: l’identificazione degli autori o delle date richiede una paziente ricerca sulla mappa fotocopiata su un foglio uniA4. Comunque, buon lavoro allo studio Rota e a tutti coloro che sono coinvolti in questa grande rilettura del nostro secolo.
Gabriella Anedi
La collezione Jucker rappresenta un tipico paradosso italico: dopo essere stata acquistata dal Comune di Milano nel 1992, questa meravigliosa quadreria ha vissuto, dopo la fortunata esposizione del dicembre del ’92 nelle sale di Palazzo Reale, una serie di incredibili pellegrinaggi che sovente l’hanno costretta in locali del tutto inadeguati alla sua assoluta importanza. Queste brevi righe vogliono dunque essere non solamente la semplice segnalazione di un evento ma un invito a chi ama davvero l’arte a visitare questa eccezionale collezione, momentaneamente – purtroppo solo momentaneamente…- sistemata in ambienti adeguati (quanto meno le opere non sono praticamente accatastate una sull’altra come successo in altre occasioni !!): è un invito quindi a recarsi al Museo della Permanente per riapprezzare o per scoprire assoluti capolavori che dovrebbero essere l’orgoglio della città e che invece spesso pare siano solo un peso. Inoltre la direzione del Museo della Permanente, ha avuto l’ottima idea di accostare alla Collezione Jucker una serie di capolavori scultorei provenienti dalle Civiche Raccolte d’Arte, che fanno idealmente da pendant ai dipinti un
Ribadisco quindi l’invito a visitare uno dei tesori più invidiati di Milano, nella speranza che da febbraio sia possibile vedere sempre questa collezione in una sede finalmente degna di tanto valore.
Luca Scalco
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