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Poldi Pezzoli: Dante torna a riveder le stelle |

di - 31 Luglio 2002

L’Ottocento italiano ha purtroppo sempre goduto di scarsa considerazione, soprattutto da parte della critica; schiacciati dall’indubbia, ma forse anche esagerata, fama dei colleghi d’oltralpe, i nostri pittori, molto spesso, sono stati praticamente dimenticati. Infatti gli studi più incisivi hanno riguardato quasi esclusivamente alcuni momenti specifici, come l’esperienza macchiaiola o quella divisionista, comunque sempre in antitesi alla cosiddetta pittura di accademia. Eppure questa rigida, anche se parzialmente condivisibile, divisione tra avanguardisti ed accademici ha portato a volte a “seppellire” nella memoria autentici capolavori un tempo apprezzati dai contemporanei. Fortunatamente in questi ultimi anni stiamo assistendo ad approccio critico meno sbilanciato che considera l’opera in quanto tale e non manifestazione di una corrente più o meno in voga. Esempio di questo nuovo modo di intendere l’oggetto artistico è la recente riapertura di uno degli spazi più affascinanti e originali di tutto il nostro Ottocento, lo Studiolo del Collezionista, posto all’interno del Palazzo Poldi Pezzoli. Voluto espressamente da Gian Giacomo Poldi Pezzoli intorno alla metà dell’Ottocento ed affidato principalmente all’estro di due artisti del calibro di Giuseppe Bertini e di Luigi Scrosati, esso rappresentava un luogo privato e personale ove il nobile milanese conservava i pezzi più pregiati della sua straordinaria collezione d’arte; volutamente, tutto l’apparato decorativo ed architettonico si rifà ad una concezione fantastica e originale del medioevo tipica degli anni cinquanta dell’Ottocento, concezione in seguito giudicata negativamente da buona parte della critica novecentesca. Lo studiolo venne quasi completamente distrutto durante i bombardamenti alleati del 1943, che colpirono, oltre che il Poldi Pezzoli, numerosi monumenti cittadini. I restauri che si sono succeduti dopo la guerra hanno parzialmente cancellato l’originaria impronta eclettica, rendendo l’ambiente tutto sommato anonimo. Oggi, dopo una importante campagna di restauro durata oltre un anno e curata dal Centro di Restauro di Paola Zanolini e Ida Ravenna con la collaborazione di Lavinia M. Galli Michero, possiamo finalmente riapprezzare nuovamente la sontuosa decorazione voluta da Scrosati e le vetrate di squisito stampo preraffaellita di Bertini. Il mondo medievale per questi due artisti è solo il punto di partenza per una poetica figurativa che pare anticipare la fiorente stagione del Liberty e che si pone come una autentica gemma nel nostro panorama decorativo ottocentesco. Scrosati, in particolare, appare artista di grande spessore, capace di ricreare delle atmosfere davvero insolite, usando delle tecniche oggi praticamente scomparse, come l’uso della punzonatura, di matrice prettamente senese, per la decorazione dello splendido soffitto in oro. Altrettanto straordinaria è la caminiera bronzea dello Studiolo realizzata con eccezionale virtuosismo tecnico da Giuseppe Speluzzi, con la supervisione del Bertini, sulla base dei disegni di Edmod du Somrand del celebre Candelabro Trivulzio. Il programma iconografico della piccola stanza è basato completamente su soggetti danteschi (lo Studiolo è anche chiamato Gabinetto Dantesco). Tale impostazione ci rimanda direttamente al clima politico dell’epoca; Dante era visto dai patrioti risorgimentali, come il Poldi Pezzoli, il vero prototipo del genio italiano da contrapporre all’arroganza del potere austriaco. Dunque Milano ritrova un altro gioiello culturale grazie a questo illuminato restauro che viene accompagnato da un volume ricco di saggi altrettanto preziosi: iniziare a illuminare criticamente un periodo artistico così ingiustamente negletto come certo nostro Ottocento appare davvero un ulteriore merito di questo intervento e del relativo catalogo.

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Il sito del Museo Poldi Pezzoli

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Lo studiolo del Collezionista
Fondazione Artistica Poldi Pezzoli, via Manzoni 12 – 20121 Milano
Orari: da martedì a domenica dalle 10,00 alle 18,00 chiuso il Lunedì
Prezzo ingresso museo: € 6,00 intero, € 3,00 ridotto
Per informazioni su visite guidate o itinerari per bambini tel. 02 794889-796334
Catalogo edizioni Terraferma € 15,00


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