Categorie: Mostre

A Genova l’arte contemporanea entra in una bottega storica, attraverso il mare

di - 26 Settembre 2025

Un luogo simbolo di Genova e del suo profondo legame con il mare, attivo dal 1920, apre le sue porte all’arte contemporanea, trasformandosi in spazio di esposizione e dialogo: sarà visitabile fino al 31 gennaio 2026, presso la Bottega Storica Lucarda, la mostra I haven’t known the silence of the stars and of the sea. Il titolo prende spunto da un verso di Edgar Lee Masters, ribaltato attraverso la negazione “NOT”, che non traduce un’assenza, bensì invita all’apertura verso nuove possibilità, alla ricerca di un altrove da esplorare e conoscere.

Marco Strappato,Wandering Star, Stampa Fine Art su carta cotone HahnemĂĽhle Photo Rag, 20 x 14 cm, 2025. Foto di Michele Luigi Mulas

L’iniziativa si inserisce nel progetto itinerante I miei musei sono i negozi, che porta l’arte contemporanea fuori dagli spazi istituzionali, per radicarla in luoghi quotidiani e comunitari. In questa occasione, la Bottega Lucarda, che da oltre un secolo veste portuali, marinai e cittadini genovesi, rinnova il suo legame con il mare e la città, proiettando la propria storia in un presente creativo e condiviso.

Protagonisti della mostra sono Giorgio Cellini, Daniele Coppola, Andrea Croce e Marco Strappato. Il progetto, curato dallo stesso Cellini ed Elena Scovazzi Lucarda, nasce da una residenza di ricerca presso i Musei del Mare di Genova – dal Galata Museo del Mare all’Archivio Fotografico Leoni – con il supporto dell’Associazione Promotori Musei del Mare. Qui, gli artisti hanno potuto studiare archivi e collezioni, per poi restituire la loro ricerca in opere che indagano il mare come esperienza di viaggio, soglia tra memoria e trasformazione, intrecciando storie intime, identità collettive e visioni immaginifiche.

Marco Strappato, Genova – Milano / Milano – Genova, stampo per corzetti, legno tornito e inciso produzione artigianale ligure di ritorno da Milano, 2025. Foto di Michele Luigi Mulas

Giorgio Cellini parte dalle vicende di navigazione del nonno, Douglas Cellini, che nel 1975 tentò in solitaria l’attraversata atlantica. In Nel regno delle onde avrà il nome di Pirata 14-_-19 (2025), ristampa dell’attestato rilasciato al nonno dalla Compagnia Italia per il superamento dell’equatore, la memoria personale si intreccia con la fragilità di una documentazione manomessa. La serie What you see when you see the sea (2025), incisioni laser su denim, combina archivi familiari, fotografie dell’Archivio Leoni, scatti di Ambrogio Fogar e Giancarlo Pedote, costruendo un atlante poetico che unisce la dimensione epica del navigatore all’esperienza corale delle migrazioni.

Daniele Coppola, Théorie du nuages, incisione su vetri, 35×15, 2025 – prestito da collezione privata. Foto di Michele Luigi Mulas

Artista e marinaio, Daniele Coppola guarda al cielo, mappa eterna per chi solca i mari. In Théorie du nuages (2025), incisioni su vetro ispirate a Dürer, le nuvole diventano presenze monumentali e inafferrabili. Con la serie Sans crier gare (2023), realizzata a partire da lungometraggi sul cielo di Bruxelles, i colori del tempo che passa si trasformano in pittura su tapparelle recuperate, in un dialogo tra trascendenza e quotidianità urbana.

Andrea Croce, Autoritratto, stampa su carta, 50Ă—70 cm, 2025. Foto di Michele Luigi Mulas

Andrea Croce porta la moda e lo styling nel cuore della bottega. Con Autoritratto (2025), l’artista utilizza archivi e ambienti di Lucarda per costruire una serie di autoritratti fotografici che lo vedono interpretare ruoli diversi – cliente, marinaio, modello – reinterpretando il costume come dispositivo identitario e politico.

Giorgio Cellini, Nel regno delle onde avrà il nome di Pirata 14-_-19, stampa a getto d’inchiostro, 30×40 cm, 2025. Foto di Michele Luigi Mulas

Marco Strappato continua la sua indagine sull’iconografia del mare. In Orizzonte e altre linee (III) (2022), l’orizzonte marino è il punto di partenza per frammenti pittorici sospesi tra veduta e astrazione. In Wandering Star (2025), fotografia fine art, l’attesa di un ritorno impossibile diventa simbolo di ricerca e inquietudine. L’opera Genova-Milano / Milano-Genova (2025) lega invece due città e due biografie, esponendo un timbro per pasta fresca donato dal ristorante ligure U Barba di Milano: un gesto ironico e affettivo che intreccia cucina e memoria.

Marco Strappato, Orizzonte e altre linee (III), olio su tela, 150Ă—100 cm, 2022

Ad arricchire il percorso, i disegni della serie La vecchia Genova di Emanuele Luzzati, dedicati al capoluogo ligure del dopoguerra, prestati dalla Lele Luzzati Foundation e da Casa Luzzati.

Disegni della serie La vecchia Genova del Maestro Emanuele Luzzati. Foto di Tais Marynets

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