Categorie: Mostre

A New York ha aperto la prima retrospettiva su Nanni Balestrini negli Stati Uniti

di - 21 Marzo 2024

Quanto pesano le parole? Quanto sono potenti? Quanto sono disobbedienti? La mostra in esposizione da CIMA – Center for Italian Modern Art di New York è la prima retrospettiva dedicata a Nanni Balestrini (1935-2019) negli Stati Uniti, a cura di Marco Scotini, e ripercorre circa 20 anni della carriera dell’artista. Balestrini, artista sperimentale, attivista e poeta, è noto per la propria pratica artistica che si lega indissolubilmente con il carattere tipografico e la parola stessa.

Con oltre 70 opere, nonché un vasto apparato documentario e bibliografico, si ripercorrono le parole, le lotte e le vite di chi non si è allineato e di chi ha scritto. Le opere mostrano il suo coinvolgimento diretto con i movimenti socio-politici degli anni Sessanta e Settanta. Si racconta del suo attivismo, di come la parola è altro, si mostra un coro polifonico che urla, che grida slogan e diritti. La mostra, Nanni Balestrini: Art as political action. One thousand and one voices, è un invito ad andare oltre il visivo, a oltrepassare il normale segno tipografico, a mettere in mostra la parola che si rende corpo, la parola che si fa arma.

Nanni Balestrini. Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni
Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni

In un panorama come quello di oggi, in cui la parola sembra aver perso il proprio corpo, il proprio peso, a favore di un’apparente perfezione estetica, la retrospettiva su Balestrini ci racconta altro, sottolinea un potere amorfo, una lotta operaia per la libertà, una democrazia che si arma con l’intelletto, con un collage di parole. «La democrazia è il fucile in spalla agli operai», si legge, in mostra, su una copertina di Potere Operaio; «La repressione è una tigre di carta», è riportato su una pagina del giornale politico Compagni. La parola diventa attivismo, muta e cresce in chi lotta, in chi non si arrende per i propri diritti.

Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni
Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni

Entrando nello spazio del CIMA tutto sembra parlare. Stanza dopo stanza si ripercorrono pensieri, lettere colorate e sovrapposte che danno forma ad architetture letterarie, a cortei rivoluzionari. «Bene o male è sempre Italia», si legge in uno dei tanti Cronogramma degli anni ‘60 disposti su lungo tratto rosso nel muro. Percorrendo le pareti, il tutto sembra essere disposto come una enorme poesia infinita, dove le singole opere diventano versi e gli angoli dello spazio sono paragrafi. È possibile leggere la storia di un vissuto non poi così tanto lontano, contemporaneo, dove quelle lotte sono le stesse lotte. «Percepiscono il dramma a colpo d’occhio» (Percepiscono, 1962).

Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni
Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni

Tra le opere in mostra è possibile vedere anche una ricostruzione del Tape Mark I, 1961, uno dei primi esempi di arte generata. Tape Mark I anticipa molte delle domande attuali sull’AI, sull’intelligenza artificiale: l’opera mostra una poesia nuova, una poesia generata dalla macchina, dall’intelligenza della macchina. Partendo da tre poesie diverse se ne genera una totalmente nuova, plasmata da un algoritmo scritto nel linguaggio di programmazione Unix. L’opera, presentata nell’edizione del 1962 dell’Almanacco Letterario Bompiani, era un esperimento moderno che sottolinea complessità morali e identitarie riguardo le applicazioni dei calcolatori elettronici, oggi computer. L’opera, mai contemporanea come adesso, pone domande, racconta di una lotta odierna, di quale sia il confine tra uomo e macchina.

Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni
Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni
Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni

Nanni Balestrini: Art as political action. One thousand and one voices è una mostra politica, non comoda, non silente e certamente non allineata. Al CIMA si mostra un’arte in cui il radicalismo stesso viene sovvertito, dove le parole, come lapilli, colpiscono il potere, chi ascolta e chi vive.

Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni
Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni
Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni
Nanni Balestrini – Art as Political Action, veduta della mostra, CIMA, New York, 2024. Courtesy Center for Italian Modern Art Photo by Dario Lasagni © 202 4 Dario Lasagni

La mostra Nanni Balestrini sarà visitabile al CIMA – Center for Italian Modern Art di New York fino al 22 giugno 2024.

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