Agnes Cecile, Medusa
Relazioni pericolose, passioni brucianti e amori contesi, spesso finiti tragicamente, sempre con una trasformazione a dir poco radicale dei protagonisti, divinità, semidei, eroi, ninfe e animali. Sono le storie raccontate da Ovidio nelle sue Metamorfosi e lì, in quegli 11995 versi, c’è letteralmente tutto, dal Caos primigenio alla morte di Gaio Giulio Cesare e alla sua trasformazione in divinità. Tra questi due termini cronologici si è formata parte della cultura occidentale che, ancora oggi, modella il mondo che abitiamo e che immaginiamo. Ed è a questa materia magmatica che si rifà “Metamorfosi”, mostra presentata da Nero Gallery, visitabile al Museo Civico Archeologico di Fondi. «La mostra collettiva vuole creare un rapporto tra antichità e arte iper-contemporanea, reinterpretando in chiave moderna e innovativa i miti della tradizione classica», spiegano gli organizzatori. «In questo modo si vuole instaurare un dialogo tra passato e presente, comunicando la nostra eredità culturale attraverso un linguaggio artistico attuale».
Agnes Cecile, Diamond, Fabio Petani, Fabio Timpanaro, Gerlanda Di Francia, JBRock, Lucamaleonte, Marco Mazzoni, Marco Rea, Petites Luxures, Selena Leardini, Solo, Stella Tasca, Tirchio, Virginia Mori, sono gli artisti coinvolti, tutti provenienti da esperienze e contesti diversi, dalla Street Art al Pop Surrealismo, a rappresentare l’avanguardia dei linguaggi contemporanei. Similmente a Ovidio, autore anticonformista che, per un non meglio precisato “error” – forse relazioni illecite con Giulia maggiore, figlia dell’allora imperatore Augusto – fu relegato Tomis, oggi Costanza, un piccolo centro portuale sul mar Nero.
«Ovidio rivolge i propri scritti a una società libertina ed edonista, che vuole godere dei frutti della pace dopo decenni di guerre civili. L’autore, infatti, esalta la libertà sessuale e l’emancipazione femminile, invitando soprattutto le giovani generazioni a essere “sex positive”, vivendo in modo positivo, aperto e senza pregiudizi la propria sessualità». Ogni opera esposta rappresenta un mito, che gli autori hanno selezionato in base alla propria sensibilità e gusto. Gli artisti, mediante diverse tecniche e con il proprio stile personale, hanno reinterpretato la tradizione classica, proponendone una visione iper-contemporanea e onirica.
All’opening di sabato, 3 giugno, dopo i saluti Istituzionali del Sindaco di Fondi e dell’Assessore alla Cultura, Beniamino Maschietto e Vincenzo Carnevale, si terrà una conferenza dal titolo “Ovidio tra passato e presente”, con interventi del Direttore del Museo Civico di Fondi Alfredo Moraci e della curatrice Giulia Capogna. A seguire, i momenti performativi di Marco Caricola e di Luca Longobardi, con Digital Installation a cura di Field A1.
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