Ming (frammento?), Cina, Pechino(?), seconda metĂ del XVI secolo, ordito e trama in cotone, nodo in lana, cm 325 x 225. Ph. Wladimir Zaleski
Nell’immaginario collettivo i tappeti portano alle atmosfere delle notti d’Oriente. Si sollevano nell’aria, attraversano deserti e città illuminate da lanterne, custodendo storie di viaggi, scambi e meraviglia. Simbolo di passaggio tra mondi lontani, uniscono luoghi e culture diverse. Sono testimonianze di incontri lungo le rotte dell’Asia, dove ogni trama conserva e svela piccoli segreti. La mostra Le trame del dragone al MITA Museo Internazionale del Tappeto Antico di Brescia, visitabile fino al 7 giugno 2026, si sviluppa come un viaggio attraverso l’Asia lungo le antiche vie della seta.
Il percorso curato dallo storico dell’arte Giovanni Valagussa, parte dalle regioni di confine e arriva fino al cuore della Cina imperiale, accompagnando il visitatore in un’esperienza davvero coinvolgente. Si possono ammirare alcune tra le serie più preziose di tappeti delle dinastie Ming e Qing provenienti dalla Collezione Zaleski. Sono esposti più di 40 manufatti cinesi, datati tra il XV e il XIX secolo, affiancati da un numero simile di esemplari provenienti dall’area dell’attuale Xinjiang, in particolare dalle oasi di Kashgar, Yarkand e Khotan, città ai margini del deserto del Taklamakan e importanti punti di passaggio verso l’impero.
Il percorso mostra come i tappeti cambiano nel tempo pur mantenendo elementi simbolici costanti. Il grande disco centrale legato alla figura del Buddha, la croce uncinata come simbolo solare e le decorazioni a grata intrecciata ricorrono in diverse aree. Nei tappeti dello Xinjiang dominano colori intensi, motivi geometrici e floreali stilizzati, insieme al caratteristico collare di nubi nelle bordure. Avvicinandosi al centro della Cina, la tavolozza diventa piĂą sobria, con prevalenza di giallo e blu e leggere sfumature rosate. Nei manufatti piĂą recenti, tra XVIII e XIX secolo, compaiono figure animali stilizzate come draghi, pipistrelli e pesci, ognuna con un significato preciso. Il fiore di loto emerge nei tappeti di rango piĂą alto, con grandi petali e racemi sinuosi che definiscono superfici ampie e armoniose.
Interessante è anche il laboratorio di restauro visibile durante la visita, dove i tappeti vengono studiati e catalogati con attenzione. Gli spazi del museo accompagnano bene il percorso e la presenza di fragranze ispirate alla tradizione cinese contribuisce a rendere l’esperienza più completa. Si entra in un ambiente raffinato, dove si percepiscono la cura, la maestria e la dedizione di chi ha realizzato questi manufatti. Il tempo sembra seguire un ritmo più lento e invita a osservare con maggiore attenzione.
Il tappeto ha una storia molto antica che attraversa secoli e culture diverse. Nato inizialmente come oggetto pratico per proteggersi dal freddo e arredare gli spazi, nel tempo è diventato anche un importante elemento decorativo e simbolico. I motivi e i colori raccontano una storia, legata alla cultura, alla religione e alle tradizioni del luogo di origine. Storia che ancora oggi affascina e coinvolge.
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