Bizhan Bassiri, Erme (dettaglio), 2000-2024, ferro, pietra lavica, pigmenti colorati (nero avorio e blu oltremare), 180 x 44 x 32 cm, ph. Benedetta Balloni
Situata a pochi passi dalla Pinacoteca di Brera, la Building Gallery ha recentemente inaugurato presso i propri spazi a Milano due mostre monografiche, dedicate rispettivamente a Bizhan Bassiri e Giorgio Vigna. I due progetti arricchiscono ulteriormente lâofferta della galleria che, attualmente, ospita allâinterno della Building Box, una delle vetrine che affaccia sullâarteria stradale, Private Atlas di Chiara Dynys. Si tratta di un progetto espositivo annuale, accessibile a tutti i passanti 24 ore su 24, concepito come una mostra in continua evoluzione.
Bizhan Bassiri. Creazione, a cura di Bruno CorĂ , è la prima mostra che accoglie i visitatori al civico 23 di via Monte di PietĂ . Per la prima volta, lâartista italo-persiano espone i suoi lavori in una personale a Milano, attraverso un percorso espositivo concepito come un racconto ascensionale. Sculture, dipinti e disegni si susseguono come tappe fondamentali che rivelano la maturitĂ linguistica della sua produzione. Bruno CorĂ ha articolato il percorso sui diversi livelli del palazzo, ognuno dei quali scanditi dallâuso di specifici materiali e cromie: dal rosso iniziale al blu, fino a culminare nel nero e nellâoro.
Al piano terra sono collocate le imponenti opere della serie Specchi Solari. Si tratta di lastre di acciaio inox che lâartista incide attraverso abrasioni, impedendo alla superficie di riflettere le immagini. Questo processo, però, permette allâacciaio di proiettare con maggior potenza la luce che si irradia negli spazi circostanti. Gli Specchi Solari dialogano idealmente con le Particelle della Tempesta, dipinti materici ottenuti dalla lavorazione di carta riciclata. Queste opere, definite da CorĂ ÂŤStratificazioni geologicheÂť, sono il frutto di un processo alchemico in cui la carta viene fatta macerare in vasche piene di acqua colorata da pigmenti naturali.
Osservando da vicino questi dipinti, colpisce come sia evidente il processo di lavorazione che ha portato lâartista a plasmare la materia impiegata. CosĂŹ come avviene per gli Specchi Solari, la gestualità è evidente; infatti, in tutti questi lavori, il gesto artistico non viene in alcun modo camuffato, ma anzi diviene parte integrante dellâopera.
Al piano superiore il rosso dominante lascia spazio al blu oltremare, impiegato nella realizzazione di quadri monocromatici, ulteriore declinazione sul tema della serie Particelle della Tempesta, e nelle Erme. Lâerma è nella statuaria antica, soprattutto in epoca classica, una delle tipologie scultoree piĂš diffuse: essa raffigurava generalmente il busto di un personaggio posto al di sopra di un piedistallo.
Le Erme di Bassiri sono formate da masse informi di pietra lavica poste su una base metallica tronco-piramidale rovesciata. Â In questa serie, realizzato a partire dagli anni 2000, lâartista rielabora in maniera personale un concetto classico e lo fa allontanandosi da ogni possibile iconografia antica. I volti delle divinitĂ o degli imperatori sono qui sostituiti da rocce vulcaniche.
Accanto a questi lavori, è possibile ammirare Inchinato Pennino, una raccolta di 120 piccoli disegni realizzati attraverso lâutilizzo della china e della matita durante gli anni del lockdown. Il progetto è un insieme di ipotetiche cartoline raffiguranti paesaggi magmatici che richiamano il cosmo, le stelle, i pianeti e il microcosmo. Un diario quotidiano in cui è possibile cogliere dettagli poetici.
Conclude la mostra, al secondo piano, lâesposizione di alcune Erme interamente ricoperte da pigmento nero avorio che dialogano idealmente con una scultura realizzata in bronzo lucido. Il contrasto tra il nero, colore dominante della sala, e lâoro, trasporta lo spettatore in una dimensione metafisica, onirica e spirituale al tempo stesso.
Lâultima opera che il pubblico ha la possibilitĂ di ammirare è Dimora della Sorte: una vasca con allâinterno del mercurio liquido in cui vi sono immersi due dadi. Osservando bene, si potrĂ notare come ogni faccia dei dadi riporta il numero sei. Si tratta di una vera e propria metafora; la vita di un ognuno, soprattutto di chi ha scelto di diventare un artista, è una scommessa, un gioco duro che bisogna vincere a tutti i costi.
Lâultimo piano del palazzo ospita la mostra Giorgio Vigna. Cosmografia. In esposizione diverse opere, tra sculture e incisioni, che restituiscono lâeterogeneitĂ del lavoro dellâartista veneto. Il tema cardine di tutta lâesposizione è lâacqua, non solo quale fonte di vita, ma anche come via dâaccesso per il micro e macrocosmo. Fondamentale è la scultura Acqua, ipotetico incipit di questo racconto: una ciotola in rame che racchiude al suo interno un delicato vetro lavorato, capace di evocare la fluiditĂ di una superficie acquatica.
Domina la stanza Cosmografie, unâopera che fa parte di una serie omonima iniziata negli anni â80. Le cosmografie vengono definite ÂŤAcquatipiÂť, pezzi unici e irripetibili creati con una tecnica di stampa in cui lâartista lascia galleggiare il colore su una superficie, intervenendo con il soffio per modellarne lâandamento casuale. Queste cosmografie sono finestre sul micro e sul macro, in cui lo spettatore può osservare un universo cosmologico minuzioso, geografie astronomiche straordinarie, mappe, dettagli che attirano lo sguardo e disorientano la percezione. Della stessa serie è esposto anche uno dei primi libri dâartista che Giorgio Vigna realizza, è unâopera fondamentale per la sua carriera poichĂŠ testimonia lâinfluenza dellâartista Maria Lai, che frequentò a Roma.
Un altro aspetto che emerge dalla mostra organizzata dalla Building è lâinteresse da parte di Giorgio Vigna nei confronti dallâartigianalitĂ . In tutti i lavori che realizza cerca di cogliere lâartigianalitĂ dei processi creativi, questo è evidente nella serie dei Morfemi, sculture polimorfe che richiamano strani esseri marini, creature che si estendono e si muovono sulle superfici, realizzati attraverso lâaccostamento di sfere di vetro incastonate in steli di rame.
La lavorazione del vetro, che ha la sua massima espressione nellâisola di Murano, a Venezia, cittĂ in cui lui si forma artisticamente, sottolinea lâattenzione per i materiali e ci rivela lâautenticitĂ del lavoro dellâartista. Altrettanto significativo è lâimpiego del rame o di specifiche tipologie di carta per la realizzazione delle acqueforti e acquetinte Vulcano e Cosmo.
Bizhan Bassiri. Creazione e Giorgio Vigna. Cosmografie offrono lâopportunitĂ di approfondire il lavoro di due affermati artisti internazionali, le cui carriere decennali vantano numerose mostre in Italia e allâestero. SarĂ possibile ammirare le creazioni di Bassiri fino al 22 marzo, mentre la mostra allestita presso gli spazi di Building Terzo Piano, dedicata a Giorgio Vigna, rimarrĂ in programma fino al 22 febbraio.
Unâesposizione monumentale, in corso fino al 25 gennaio 2026, riporta Pellizza da Volpedo alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Dai…
Accademie, Conservatori e UniversitĂ insieme, per creare un unico museo a cielo aperto: il progetto guidato dallâAccademia di Belle Arti…
Ă morto oggi a Roma Valentino Garavani, fondatore dellâomonima maison e figura cardine della moda italiana del secondo Novecento: aveva…
Crocevia culturale, snodo tra Est e Ovest, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato. Alla vigilia dellâapertura, Magnus Renfrew, co-fondatore di…
La stagione dâopera del Teatro Regio di Parma si apre con l'Orfeo ed Euridice di Gluck, affidato alla regia di…
Nel pieno delle proteste in Iran, emergono notizie sulla morte di artisti coinvolti o colpiti dalla violenza statale, mentre continua…