Studio Pratha, lavorazione. Ph Elsa Pizzutto
La Fondazione Dino Zoli di Forlì ospita Trame esplorative. Un viaggio attraverso l’arazzo, la mostra curata da Nadia Stefanel e promossa da Dino Zoli Textile e dalla Fondazione Dino Zoli che invita a riscoprire il fascino intramontabile dell’arazzo come medium artistico. A lungo relegato a mero prodotto decorativo, l’arazzo è oggi una forma espressiva autonoma capace di intrecciare storie, culture e tecniche. Da secoli il medium tessile affascina per la sua potenza narrativa, frutto dell’incontro tra arte e perizia artigianale: pensiamo alle sontuose creazioni rinascimentali, ai cartoni preparatori di maestri come Raffaello o Rubens, alle audaci sperimentazioni delle avanguardie del Novecento, fino alle interpretazioni contemporanee.
Lontano dall’essere un semplice ornamento, l’arazzo ha saputo espandere il proprio linguaggio trasformandosi in uno spazio fertile di sperimentazione. Eventi come Textile USA al MoMA nel 1956 e la Biennale della Tapisserie a Losanna del 1962 hanno consolidato l’autonomia dell’arte tessile emancipandola dai limiti dell’arte decorativa per esplorare anche temi sociali e politici, come dimostrano le opere di artisti come William Kentridge o Pae White. Su questo sfondo di sviluppa l’esposizione Trame esplorative. Un viaggio attraverso l’arazzo che, concepita appunto come un “viaggio”, esplora l’evoluzione di questo medium dagli anni ’50 del secolo scorso ad oggi in Italia, con alcune incursioni europee ed extra europee, toccando il valore simbolico e culturale di questa arte millenaria.
Non è solo una mostra, ma un’immersione che attraversa decenni e confini geografici, evidenziando l’arazzo come un campo di sperimentazione in continua evoluzione, dove l’innovazione si fa strada nella tradizione. Trame esplorative ci invita a immergerci in un racconto fatto di fili e di intrecci che danno vita a opere d’arte estremamente diversificate, alcune delle quali attraversano le principali arazzerie italiane: dalla Lombardia con l’Arazzeria di Elio Palmisano e l’Arazzeria di Esino Lario, le cui creazioni in seta e canapa testimoniano l’inventiva delle tradizioni locali; all’Abruzzo con l’Arazzeria Pennese, che impiega la tecnica del basso liccio per una libertà artistica senza pari; fino alla Sardegna con lo Studio Pratha, che preserva la tessitura su telaio verticale in lana sarda. Un racconto che si espande anche oltre i confini nazionali, grazie all’apporto degli Ateliers Pinton, celebri esponenti della tradizione tessile francese.
Ogni sezione mette in luce le peculiarità dell’arte tessile e il fondamentale ruolo delle arazzerie nella valorizzazione di un medium che unisce arte e artigianato in un processo creativo collaborativo. Questo approccio ha coinvolto alcuni dei più influenti maestri del secondo Novecento, come Sonia Delaunay, Gino Severini, Alexander Calder, Afro e Piero Dorazio, presenti in mostra. Oggi, la tradizione continua con autori contemporanei come la designer Nathalie du Pasquier, lo stilista Antonio Marras, e gli artisti Omar Galliani, Maurizio Donzelli, Stefano Arienti, Loredana Longo e Sissi, i quali esplorano le potenzialità espressive del medium tessile, ampliando i confini di questa forma d’arte. A chiusura del percorso troviamo l’opera di Francesca Müller, artista contemporanea che utilizza tecnologie digitali e intelligenza artificiale per innovare il linguaggio tessile senza perdere il legame con la tradizione artigianale.
Trame esplorative rappresenta un’occasione per riscoprire il patrimonio visivo dell’arazzo, una forma espressiva in grado di parlare al nostro presente attraverso le sue evoluzioni storiche. È un viaggio che intreccia passato e futuro, tradizione e sperimentazione, rivelando l’arte tessile come un linguaggio in continua trasformazione capace di comunicare con immediatezza e profondità a ciascuno di noi.
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complimenti per il vostro ottimo lavoro, nei temi, nei contenuti e nella cura delle immagini.
Vi seguo da anni sempre con molto piacere.