Categorie: Mostre Street Art

Alla GAM di Roma, tre decadi di dissenso nell’arte di Shepard Fairey, aka Obey

di - 9 Ottobre 2020

La GAM – Galleria d’Arte Moderna di Roma ospita “Shepard Fairey / 3 Decades Of Dissent”, progetto espositivo curato dallo stesso street artist, conosciuto anche con il nome di OBEY, insieme a Claudio Crescentini e Federica Pirani, in collaborazione con Wunderkammern Gallery. In contemporanea, nel chiostro della Galleria d’Arte Moderna, anche una selezione di opere e un’installazione dei due affermati street artist italiani Sten & Lex.

La Street Art, nella forma in cui iniziò a diffondersi tra gli anni Sessanta e Settanta, ha sempre accolto varie problematiche sociali, per denunciare ma anche per riflettere. Shepard Fairey può essere considerato tra i più significativi urban artist, soprattutto per la grande qualità grafica con la quale esprime temi a carattere politico. Fairey ha sempre rappresentato, in modo eversivo e iconico, personaggi importanti dell’attivismo, impegnati nella difesa della dignità umana, nella lotta contro la violenza sulle donne e contro l’infanzia violata, a favore della salvaguardia dell’ambiente.

La prima opera in mostra alla GAM di Roma che segna l’inizio dei tre decenni di dissidenza è una copia autografata di HOPE del 1989, una delle opere forse più celebri di Shepard Fairey, in cui l’artista ha ridefinito il volto di Barack Obama. In esposizione anche altre opere diventate ormai iconiche, come André the Giant Has a Posse, Power And Equality, dedicata ad Angela Davis, oppure Greetings From Iraq.

Le interferenze di Shepard Fairey con la grande collezione della GAM

Nel linguaggio di Fairey è riconoscibile la tradizione grafica dell’arte dissidente e di Avanguardia dell’Europa del Novecento. Sperimentatore accorto, l’artista statunitense ha sviluppato un concept appositamente per la Galleria d’Arte Moderna di Roma, presentando un nucleo di 30 sue recenti opere grafiche inedite, tutte del 2019, attraverso il quale non solo ripercorre la ricerca ma apre anche un dialogo con importanti opere della collezione d’arte contemporanea del museo della Sovrintendenza Capitolina.

In mostra, le opere di Fairey si relazionano con le opere di Giacomo Balla, Giorgio De Chirico, Mario Sironi, Scipione (Gino Bonichi), Antonio Donghi, Primo Conti, Fortunato Depero, Fausto Pirandello, Mario Schifano, Carla Accardi, Renato Guttuso, Giulio Turcato, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Fabio Mauri e Claudio Abate, in un serrato e intenso confronto di idee e di pensiero. Così, Guns and Roses dialoga con La resa delle armi di Giuseppe Salvatori e Pino Pascali – Cannone, ripresa da una fotografia di Claudio Abate, oppure, Mao Money e Nixon Money a confronto con Siao Tai Tai – La cinese, di Primo Conti, e 1) Willy Brandt / 2) Morder von Rechts / 3) Non esiste l’anima?, di Fabio Mauri.

La rigorosa e spietata ricerca politica e la sapiente elaborazione dei temi trattati da Shepard eclissano il discutibile fenomeno popolare di Banksy, amato dal grande pubblico ma poco considerato dal sistema ufficiale dell’arte. L’arte non può essere solo protesta tout court ma anche sintesi tra denuncia e ricerca poetica, nel tentativo di indagare la realtà e sollecitare la riflessione. E in questo senso, Fairey incarna compiutamente la parte nobile della migliore cultura underground.

Condividi
Tag: Claudio Crescentini Federica Pirani GAM Galleria d'Arte Moderna di roma Obey roma Shepard Fairey Sten & Lex Wunderkammern Gallery

Articoli recenti

  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina SofĂ­a di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti piĂą rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28
  • Arte contemporanea

Emilia Kabakov torna a Venezia, con un diario collettivo per la Biennale 2026

Emilia Kabakov invita i cittadini a raccontare la propria Venezia, attraverso le pagine di un diario condiviso: l’installazione sarĂ  presentata…

20 Febbraio 2026 14:22
  • AttualitĂ 

Olimpiadi, tregue e conflitti: quanto è neutrale la rappresentazione sul campo di gara?

Dall’ekecheiria greca al casco dello skeletonista ucraino e alla telecronaca di Stefan Renna a Milano Cortina, il concetto di tregua…

20 Febbraio 2026 12:49
  • Mostre

Le opere di Pier Paolo Perilli sono scene da un fantastico quotidiano

Alla Galleria Eugenio Delfini di Roma, vanno in mostra i “quadrucci” di Pier Paolo Perilli: opere visionarie che raccontano il…

20 Febbraio 2026 12:13