Categorie: Mostre

Faccia a faccia con Arcimboldo, al di là del tempo: la mostra al Centre Pompidou-Metz

di - 29 Aprile 2021

Cosa vuol dire trovarsi faccia a faccia con Arcimboldo? Cioè, osservare molto da vicino le sue notissime “teste composte” di frutta e verdura e altri elementi, gioielli, armi, libri, che proprio non ti aspetteresti di trovare al posto di una faccia, degli occhi e della bocca. Oppure sì, insomma, il naso a patata è una verità somatica evidente a tutti. Lo chiamavano Manierista, il periodo era quello e il suo gusto per il trompe-l’œil lo conferma come uomo pienamente del tempo e un po’ avanti, quel ‘500 di Umanesimo maturo in cui si stavano preparando le passioni per le metafore e per tutte le altre figure retoriche – un metodo per dire al modo di non dire – che sarebbero esplose nel seguente secolo barocco. Anzi, un po’ neoplatonico, un po’ aristotelico, Arcimboldo è un bel po’ avanti, considerando l’evidente grado di Surrealismo delle sue opere che, addirittura, tende a spostarlo a lato della cronologia, come capita solo ai grandi Maestri. Ammiratissimo in vita per la finezza della sua tecnica e per l’acume del suo intelletto, era il ritrattista ufficiale degli Asburgo, eppure Arcimboldo non è mai stato un Michelangelo, la sua è una figura sfuggente al pari della sua figurazione, dei suoi ritratti bizzarri che ci guardano, sono lì però vogliono dire altro anzi non lo dicono, perché molteplici sono i livelli della nostra percezione, dei linguaggi con i quali, interpretiamo, raccontiamo e trasformiamo le cose. E al modo in cui la sua arte è giunta nel contemporaneo, trasformata come fosse sostanza alchemica e interpretata da altri artisti, manipolatori di materia e di pensiero, è dedicata “Face à Arcimboldo”, mostra in apertura il 29 maggio al Centre Pompidou-Metz, nata da un dialogo tra Patricia Falguières, Antonio Pinelli e Maurizio Cattelan, altro maestro del dire e del non dire facendo dire agli altri (peraltro, attesissima la sua prossima mostra a Milano), con Chiara Parisi, direttrice del museo francese, e curatrice dell’esposizione insieme ad Anne Horvath.

Arcimboldo, L’imperatore Rodolfo II in veste di Vertumno, 1590, Castello di Skokloster, Håbo

Arcimboldo al Centre Pompidou-Metz: le opere e gli eventi collaterali, da Mario Merz a Daft Punk

La mostra inaugura il programma di Parisi e prosegue sulla scia di “Effetto Arcimboldo. Le trasformazioni del viso nel XVI e XX secolo”, storica esposizione concepita nel 1987, per Palazzo Grassi, da Pontus Hultén, primo direttore del Centre Pompidou, con Yasha David. E ora, “Face à Arcimboldo” ci racconta l’attualità –oppure l’atemporalità – artistica, formale e concettuale del Maestro lombardo, ripreso da 130 artisti, da Francis Bacon ad Alighiero Boetti, da James Ensor a Ed Ruscha, da Daniel Spoerri a Gustave Courbet, da Albrecht Dürer a Marcel Duchamp, fino ai cadavres exquis di Yves Tanguy, André Masson, Marcel Duhamel, Max Morise, André Breton.

Le 250 opere scandiranno una scenografia che, curata dagli architetti Berger&Berger, suggerirà la cartografia di una cittadella dove le generazioni, le geografie e i linguaggi si combinano. Ad apertura del percorso espositivo, la storica installazione di Mario Merz, ricomposta per la prima volta dal 1987 nelle sue tre componenti originali – Hommage à Arcimboldo, Cono e Table de Chagny – dove si succederanno, al ritmo dei giorni, frutta e verdure. Incontreremo poi la Head VI (1949) di Francis Bacon, in dialogo con i collage di Hannah Höch. E poi Anders (Brighton Arcimboldo) di Wolfgang Tillmans accanto allo Studio per le Catacombe di Palermo di Otto Dix, Untitled (#155) di Cindy Sherman che interpella La Poupée di Hans Bellmer.

Mario Merz, Hommage à Arcimboldo

Chi volesse fare un salto a Metz in occasione dell’inaugurazione, pandemia permettendo, potrà trascorrere un bel fine settimana. In quei giorni si terrà infatti Week-end Renaissance, con diversi eventi diffusi tra le varie aree dell’avveniristico museo progettato da Shigeru Bang: Simone Fattal disegnerà un giardino con le sue sculture in dialogo con le stele romane del Musée de la Cour d’or di Metz, Bertrand Lavier proporà un mini-golf, Fabrice Hyber metterà in scena una sua famosa performance.

La mostra “Face à Arcimboldo” sarà inoltre accompagnata da un programma di conferenze, spettacoli di danza, letture di poesia e progetti digitali. Fra gli artisti invitati, Daft Punk partecipa al progetto con la proiezione del film Electroma (2006), dove due robot in cerca di umanità si ritrovano nel pieno del deserto della California.

Articoli recenti

  • Bandi e concorsi

Nuovi pittori italiani a Londra: aperta la call Artist in Residence 2026

Artist in Residence 2026: ancora pochi giorni per candidarsi al programma di residenza promosso da Camberwell College of Arts, University…

14 Maggio 2026 17:20
  • Progetti e iniziative

Milano Ibrida: quattro giorni per scoprire gli spazi della rigenerazione urbana

Dal 21 al 24 maggio, 25 presidi socioculturali aprono le porte alla città con un ricco programma di itinerari, workshop…

14 Maggio 2026 16:33
  • Mostre

Tutto l’oro di Georg Baselitz. I suoi ultimi lavori in mostra alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia

Alla Fondazione Giorgio Cini Eroi d’Oro ripercorre gli ultimi lavori realizzati da Georg Baselitz prima della sua morte. La mostra,…

14 Maggio 2026 16:30
  • Mostre

Giuseppe Stampone in mostra alla Prometeo Gallery con “Saracinesche”

La mostra di Stampone, aperta fino al 29 maggio presso la galleria milanese, è accompagnata da un testo critico di…

14 Maggio 2026 16:30
  • Progetti e iniziative

Con MOUE Festival, il design “fuori fuoco” torna ad attraversare Foggia

Entra nel vivo la seconda edizione di MOUE, il Festival della Grafica Sociale che anima Foggia con mostre, laboratori, talk…

14 Maggio 2026 15:35
  • Mercato

Inizia TEFAF New York 2026: opere da museo, pezzi unici e grandi mercanti internazionali

Da un capolavoro di Cecily Brown da $ 4 milioni, fino alla coppia di vasi in gesso realizzati da Alberto…

14 Maggio 2026 14:45