William N. Copley Konku 1982 Acrilico e pennarello su tela con cornice in legno. 194,95 x 193,04 x 5,72 cm Collezione Von Storch, Colonia, Germania Foto: Christopher Burke © 2023 William N. Copley Estate / Artists Rights Society (ARS), New York
Complemento d’arredo a chi? Diciamo più oggetto di design, se non vera e propria opera d’arte, considerando non solo gli illustri antenati dei paraventi, ritrovati in Cina nelle preziose tombe dell’era Han (206 a.C. – 220 d.C) ma anche i tantissimi artisti che si sono cimentati nella loro realizzazione, come Franz West e Cy Twombly. Insomma, quante declinazioni può assumere il paravento? Dietro la sua forma rigorosa si nascondono, letteralmente, infinite suggestioni, dalla tradizione artigianale fino alle interpretazioni contemporanee, in uno scambio tra culture ed epoche che solo certi oggetti possono esprimere. A rendere conto di questo lungo percorso tutto da scoprire, la nuova mostra autunnale di Fondazione Prada a Milano, “Paraventi: Folding Screens from 17th to 21st Centuries”, che aprirà il 26 ottobre 2023.
Curata da Nicholas Cullinan e visitabile fino al 26 febbraio 2023, la mostra narra di contaminazioni tra Oriente e Occidente, di ibridazioni tra linguaggi e forme espressive, di collaborazioni tra designer e artisti, attraverso paraventi storici, in prestito da musei internazionali e collezioni private, e nuovi pezzi, appositamente commissionati per questo progetto a più di 15 artisti.
Si parte così dai paraventi cinesi e giapponesi realizzati tra il XVII e il XIX secolo, reinterpretati da maestri del design e dell’architettura contemporanei, come Alvar Aalto, Charles e Ray Eames, Le Corbusier, Josef Hoffmann e Jean Prouvé. Si passa quindi alle sperimentazioni avanguardistiche di Giacomo Balla, René Magritte e Pablo Picasso per arrivare alle opere di artisti contemporanei, fra i quali Marlene Dumas, Mona Hatoum, Yves Klein, Sol LeWitt, Ed Ruscha, Betye Saar, Keiichi Tanaami, Cy Twombly e Luc Tuymans, concludendo con le recentissime variazioni sul tema dei giovani Kamrooz Aram, Atelier E.B (Beca Lipscombe & Lucy McKenzie) e Małgorzata Mirga-Tas.
Ma oltre alla manipolazione della sua composizione fisica, il paravento può diventare anche altro da sé, un mezzo per proiettare una stratificazione di immagini ed effetti multischermo con l ’uso pervasivo delle tecnologie digitali, come nelle opere recenti e inedite realizzate da Tony Cokes, Cao Fei, Shuang Li, Joan Jonas, Tiffany Sia e Wu Tsang.
«Pittura o scultura? Arte o complemento d’arredo? Elemento utilitaristico oppure ornamentale? Decorativo, funzionale, architettonico o teatrale? Questa mostra esamina con un approccio innovativo gli interrogativi e i paradossi che circondano la storia dei paraventi, una storia di migrazione culturale (da Oriente a Occidente), di ibridazione (tra forme d ’arte e funzioni diverse) e di ciò che viene celato e rivelato», spiega Cullinan. «La nostra ricerca svelerà come questa storia e il suo manifestarsi nel presente coincidano con la storia di oggetti liminali e della liminalità stessa, in un processo di superamento delle rigide distinzioni e gerarchie tra le diverse discipline dell’arte e dell’architettura, della decorazione d’interni e del design».
Il 2 novembre 2023 inaugureranno altre due mostre complementari, presso Prada Rong Zhai a Shanghai e Prada Aoyama Tokyo, che approfondiranno l’eredità storica e le interpretazioni contemporanee dei paraventi nei contesti orientali.
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