Categorie: Mostre

In arrivo alla Fondazione Prada di Milano una mostra sull’arte senza tempo del paravento

di - 19 Luglio 2023

Complemento d’arredo a chi? Diciamo più oggetto di design, se non vera e propria opera d’arte, considerando non solo gli illustri antenati dei paraventi, ritrovati in Cina nelle preziose tombe dell’era Han (206 a.C. – 220 d.C) ma anche i tantissimi artisti che si sono cimentati nella loro realizzazione, come Franz West e Cy Twombly. Insomma, quante declinazioni può assumere il paravento? Dietro la sua forma rigorosa si nascondono, letteralmente, infinite suggestioni, dalla tradizione artigianale fino alle interpretazioni contemporanee, in uno scambio tra culture ed epoche che solo certi oggetti possono esprimere. A rendere conto di questo lungo percorso tutto da scoprire, la nuova mostra autunnale di Fondazione Prada a Milano, “Paraventi: Folding Screens from 17th to 21st Centuries”, che aprirà il 26 ottobre 2023.

Screen Cina, seconda metà del XVIII secolo Legno ricoperto di lacca intagliata e colorata con vernice a olio, montature in rame dorato e legature in pelle. 194 x 224 x 1,3 cm Fundação Oriente – Museu do Oriente © Hugo Maertens – BNP Paribas/Fundação Oriente – Museu do Oriente, Lisbona, Portogallo
Paravent (byobu) Giappone, XVIII secolo Ventagli montati su carta e foglia d’oro. 180 x 180 x 2,5 cm MAK – Museo di Arti Applicate, Vienna Foto: © MAK/Georg Mayer. Courtesy MAK – Museo di Arti Applicate, Vienna

Curata da Nicholas Cullinan e visitabile fino al 26 febbraio 2023, la mostra narra di contaminazioni tra Oriente e Occidente, di ibridazioni tra linguaggi e forme espressive, di collaborazioni tra designer e artisti, attraverso paraventi storici, in prestito da musei internazionali e collezioni private, e nuovi pezzi, appositamente commissionati per questo progetto a più di 15 artisti.

Si parte così dai paraventi cinesi e giapponesi realizzati tra il XVII e il XIX secolo, reinterpretati da maestri del design e dell’architettura contemporanei, come Alvar Aalto, Charles e Ray Eames, Le Corbusier, Josef Hoffmann e Jean Prouvé. Si passa quindi alle sperimentazioni avanguardistiche di Giacomo Balla, René Magritte e Pablo Picasso per arrivare alle opere di artisti contemporanei, fra i quali Marlene Dumas, Mona Hatoum, Yves Klein, Sol LeWitt, Ed Ruscha, Betye Saar, Keiichi Tanaami, Cy Twombly e Luc Tuymans, concludendo con le recentissime variazioni sul tema dei giovani Kamrooz Aram, Atelier E.B (Beca Lipscombe & Lucy McKenzie) e Małgorzata Mirga-Tas.

Ma oltre alla manipolazione della sua composizione fisica, il paravento può diventare anche altro da sé, un mezzo per proiettare una stratificazione di immagini ed effetti multischermo con l ’uso pervasivo delle tecnologie digitali, come nelle opere recenti e inedite realizzate da Tony Cokes, Cao Fei, Shuang Li, Joan Jonas, Tiffany Sia e Wu Tsang.

Eileen Gray ‘Brick’ Screen 1925 circa Legno laccato con aste in acciaio. 213 x 178 x 2 cm Collezione Joe e Marie Donnelly, Parigi Foto: François Halar. Courtesy J&M Donnelly
William Kentridge Untitled 2023 Disegno a inchiostro di china su pannelli multipli di tela dipinta, uniti da cerniere per formare un paravento. Cinque pannelli: 165 x 45 x 2,5 cm ciascuno [dimensioni complessive: 165 x 230 x 2,5 cm] Courtesy l’artista
Sol LeWitt Untitled Screen 1987 Inchiostro su tavole di paravento. 184 x 384 x 2,5 cm © Lewitt Collection. Courtesy Lisson Gallery
Cy Twombly Paravent 1989 183 x 166,9 x 5 cm © Private collection Foto: Cy Twombly Foundation

«Pittura o scultura? Arte o complemento d’arredo? Elemento utilitaristico oppure ornamentale? Decorativo, funzionale, architettonico o teatrale? Questa mostra esamina con un approccio innovativo gli interrogativi e i paradossi che circondano la storia dei paraventi, una storia di migrazione culturale (da Oriente a Occidente), di ibridazione (tra forme d ’arte e funzioni diverse) e di ciò che viene celato e rivelato», spiega Cullinan. «La nostra ricerca svelerà come questa storia e il suo manifestarsi nel presente coincidano con la storia di oggetti liminali e della liminalità stessa, in un processo di superamento delle rigide distinzioni e gerarchie tra le diverse discipline dell’arte e dell’architettura, della decorazione d’interni e del design».

Carrie Mae Weems, in collaborazione con The Fabric Workshop and Museum, Philadelphia The Apple of Adam’s Eye, 1993 Pigmento e ricamo su sateen, cornice in pizzo australiano. 190 x 203 80 x 4,4 cm Lascito di Marion Boulton Stroud The Fabric Workshop and Museum, Philadelphia
Mona Hatoum Grater Divide 2002 Acciaio leggero. 204 cm x larghezza e profondità variabili © Mona Hatoum Courtesy White Cube (Foto: Iain Dickens)
Małgorzata Mirga-Tas Face Value 2021 Tessuto, acrilico, paravento in legno. 160 x 150 cm Courtesy l’artista, Karma International (Zurich) and Foksal Gallery Foundation (Warsaw)
Wade Guyton Untitled 2023 Getto d’inchiostro Epson UltraChrome HDX su lino. Cinque pannelli, dimensioni complessive: 213 x 430 x 66 cm Courtesy l’artista Foto: © Wade Guyton

Il 2 novembre 2023 inaugureranno altre due mostre complementari, presso Prada Rong Zhai a Shanghai e Prada Aoyama Tokyo, che approfondiranno l’eredità storica e le interpretazioni contemporanee dei paraventi nei contesti orientali.

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