Categorie: Mostre

Cécile Guettier e David Renggli in due personali alla Wentrup Gallery

di - 13 Dicembre 2024

Quello scelto da Wentrup Gallery per la sua nuova sede veneziana —inaugurata lo scorso aprile ed affidata alla direzione di Lucia Longhi— è un luogo di per sé eccezionale. Situato all’interno dello storico Palazzo Loredan Grifalconi, noto anche per essere stato rappresentato da Canaletto in un suo capriccio, lo spazio è stato infatti per lungo tempo l’atelier della celebre stilista Giuliana Camerino (1920-2010).
Questo ambiente, dunque, con il suo delizioso giardinetto, vibra di energia creativa: qui si intrecciano armoniosamente storia, contemporaneità, design e arti visive, diventando il contesto ideale per accogliere la nuova avventura veneziana della galleria berlinese.

David Renggli, installation view at Wentrup Venezia – courtesy the gallery and the artist, ph Silvia Longhi

Fino al prossimo 1 febbraio è proprio in questi spazi che si dipanano le due personali Dinted like a Thimble e The Lightness of a Shadow, mostre che esplorano la produzione, rispettivamente, della giovane francese Cécile Guettier (Parigi, 1992) e di David Renggli (Zurigo, 1974).

Per l’occasione, quest’ultimo presenta produzioni recentissime, appartenenti alla serie dei Desire paintings, su cui lavora già dal 2015. Particolarmente interessante è la tecnica alla base di queste opere: l’artista dipinge su pannelli di legno forme astratte e colori vibranti per poi sovrapporre una rete di juta a maglia larga su cui realizza una seconda stratificazione di figure dai colori vivaci. Il risultato è dunque una composizione che sfonda la bidimensionalità del quadro e che gioca con la nostra percezione visiva, mutando in base al nostro avvicinarci e allontanarci.

David Renggli, installation view at Wentrup Venezia – courtesy the gallery and the artist, ph Silvia Longhi

Quelli di Renggli sono principalmente lavori astratti, che con le loro forme primarie fanno diretto riferimento alla tradizione modernista, ai colori e alle composizioni che hanno definito la storia dell’arte del secolo scorso.  Tuttavia, è vero anche che in alcune di queste opere si può a volte scorgere una figura familiare, ben delineata, come nel caso di Desire Painting (Portabella) (2024), dove il rosa acceso e il violaceo si fondono per dar vita ad un volto di donna dalle labbra carnose, invitanti.

Se l’universo di Renggli si muove tra rigore geometrico e sottile illusione ottica, la ricerca di Cécile Guettier si traduce invece in un’esplosione di colori, di linee contorte, di mostri dalle sembianze umane e, viceversa, di uomini dall’aspetto mostruoso.

Nel suo immaginario, ad una dimensione estremamente fisica, quasi violenta, si aggiungono omaggi alla grande letteratura e alla storia dell’arte, come nel caso di Une pièta pour la mouette (2024), dove l’iconografia classica della pietà si fonde con un riferimento al dramma teatrale Il gabbiano di Anton Čechov, per un’opera toccante, che racconta di una tragedia universale.

Cécile Guettier, installation view at Wentrup Venezia – courtesy the gallery and the artist, ph Silvia Longhi

I volti delle sue creature, poi, sono maschere del teatro d’arte: ovali in cui ogni espressione, ogni corrucciamento vengono amplificati, come è ben evidente in Pas de fantôme ; juste de temps en temps, una serie di carte dove i corpi si contorcono e si deformano, quasi come se lo spazio del foglio fosse troppo limitato per loro.

È proprio in questo tentativo di superare i limiti della superficie pittorica che si potrebbe intravedere un filo conduttore tra Guettier e Renggli, ma le due mostre non aspirano a essere un dialogo diretto e formale tra i due artisti. Si tratta, piuttosto, di due poetiche autonome, due percorsi distinti che convivono nello stesso spazio, rivelando sia la versatilità della nuova sede veneziana sia il contributo che essa porta alla crescente internazionalità del panorama artistico della città lagunare.

Cécile Guettier, installation view at Wentrup Venezia – courtesy the gallery and the artist, ph Silvia Longhi

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