Categorie: Mostre

Comunità e arte contemporanea. Il progetto di Silvia Scaringella al Parco Archeologico di Segesta

di - 31 Luglio 2024

Il Parco Archeologico di Segesta si trasforma in un grande contenitore d’arte contemporanea a cielo aperto, accogliendo, ad un anno di distanza dal terribile incendio che nel luglio 2023 distrusse parte del parco minacciando l’integrità del maestoso Tempio Dorico, il progetto di comunità di Silvia Scaringella dal titolo “Texere. Come fili nell’insieme”, curato dal direttore di Segesta Luigi Biondo e con il supporto collaborativo del Riso, Museo Regionale D’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo. La mostra è organizzata e prodotta da MondoMostre.

Pondus, Ibrissa e Texere sono i tre nodi cardine attorno ai quali si sviluppa il grande progetto dell’artista romana, che in uno scambio simbolico-spaziale con il luogo e con una sinergica collaborazione della comunità di Calatafimi, tesse un legame che oltrepassa le differenze  individuali che risiedono nella fede, negli usi e nei costumi e giunge fino ad una Storia comune, in cui ogni essere umano si trova inserito, evidenziando la bellezza di questo misterioso intreccio.

Silvia Scaringella (credits by Edoardo Luciano)
Silvia Scaringella, Idrissa, Segesta 2024 (dettaglio) Foto by Sisilab

Curato dalle archeologhe Hedvig Evegren e Monica de Cesare, Pondus. Tenere insieme i fili è il primo nodo del progetto di Silvia Scaringella realizzato all’interno dell’Antiquarium di Segesta, coinvolgendo adulti e bambini che hanno realizzato 2500 pesi in terracotta per una grande installazione che riproduce un antico telaio verticale. Ispirandosi ai pesi rinvenuti durante gli scavi nel sito archeologico, ogni partecipante ha inciso sul proprio peso un simbolo, una parola o un pensiero, contribuendo a creare una condivisione emozionale che viaggia tra le città coinvolte, come Palermo, Trapani, Catania, Favignana, Roma, Dakar e ovviamente Calatafimi Segesta dove l’installazione è stata realizzata.

Idrissa. Sotto lo stesso cielo è il secondo dei tre punti su cui poggia l’intero progetto e comprende sei steli di marmo che riproducono i licci in movimento di un telaio che unisce, tramite lunghi fili che percorrono il paesaggio, la chiesa medievale cristiana di San Leone e l’antica moschea del Venerdì: un modo poetico ed essenziale per richiamare collettivamente all’armonia

Ultimo, non per importanza, è Texere. Tempio come un telaio in cui proprio il Tempio Dorico di Segesta diviene il supporto avvolto da un’installazione di 1222 metri, interamente realizzata da 3000 tessere in tessuto ricavate da abiti riciclati, per la quale hanno collaborato il Centro del Riuso di Calatafimi e la Pro Loco. Così dall’alto della collina e grazie all’installazione di Scaringella, il tempio diventa un telaio simbolico che ricorda l’unione che servirebbe tra gli esseri umani; un’unione che supera il tempo e lo spazio, che investe la vita e che genera comunità forti e prive di quasi forma di esclusione individuale.

Silvia Scaringella, Pondus, Segesta 2024 (dettaglio) Foto by Sisilab
Silvia Scaringella, Pondus, Segesta 2024 (installation view) Foto by Sisilab
Silvia Scaringella, Pondus, Segesta 2024 (installation view) Foto by Sisilab

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