Categorie: Mostre

Con la sua pittura, Sabine Schlatter invita a sentirsi parte della natura

di - 11 Luglio 2025

Alla Galleria Fonti di Napoli sarà visitabile fino al 14 settembre la prima mostra personale di Sabine Schlatter, a cura di Raphael Gygax. Nata e residente a Zurigo, l’artista inizia come performer (anche di danza) ed espone negli anni in varie gallerie a Zurigo e a Manifesta, ad Amsterdam, nel 2016.

Sabine Schlatter, Gate, 2025, a cura di Raphael Gygax, veduta della mostra, Galleria Fonti, Napoli. Ph. Amedeo Benestante, C.sy l’Artista e Galleria Fonti

La sua arte è sempre stata fortemente influenzata da una profonda riflessione sulla collettività e sul sociale: «Le sue performance possono essere descritte come espressioni visive di “cartografie sociali”, dove le condizioni individuali sono tracciate e traslate in modelli collettivi», afferma Raphael Gyax. La mostra Gate raccoglie una quindicina di pitture realizzate negli ultimi due anni, che sono stati per l’artista un momento di passaggio e transizione verso l’astrattismo.

Sabine Schlatter, Gate, 2025, a cura di Raphael Gygax, veduta della mostra, Galleria Fonti, Napoli. Ph. Amedeo Benestante, C.sy l’Artista e Galleria Fonti

Il mondo naturale è grande e costante fonte di ispirazione; lo si ritrova nelle pennellate libere e stratificate come fiori e arbusti, e nella sovrapposizione accesa dei colori. È il mondo prediletto per sperimentare l’astrazione delle forme organiche. Einwalden, ritirarsi nella foresta o diventare parte di essa. Questo concetto, intraducibile nella sua forza evocativa, può fare da guida all’interno della mostra.

Sabine Schlatter, Gate, 2025, a cura di Raphael Gygax, veduta della mostra, Galleria Fonti, Napoli. Ph. Amedeo Benestante, C.sy l’Artista e Galleria Fonti

Le opere sono esposte in due stanze comunicanti, e due grandi tele fanno da anello di connessione tra le due sezioni della mostra: la prima, dai colori vivaci e accesi, ricorda il dolce e caldo fiorire di un giardino. La seconda, più selvaggia e incontaminata, rimanda ai bui anfratti di una foresta, da cui sbocciano inaspettati lussuriosi petali.

Sabine Schlatter, Gate, 2025, a cura di Raphael Gygax, veduta della mostra, Galleria Fonti, Napoli. Ph. Amedeo Benestante, C.sy l’Artista e Galleria Fonti

Due mondi simili, liminali, dolcemente separati da una flebile zona di confine, così nella mostra come nella realtà. «Non ho un fiore o una pianta preferiti: è l’insieme della natura ad affascinarmi» afferma l’artista.

Sabine Schlatter, Gate, 2025, a cura di Raphael Gygax, veduta della mostra, Galleria Fonti, Napoli. Ph. Amedeo Benestante, C.sy l’Artista e Galleria Fonti

Le tele sono volutamente non incorniciate, vengono lasciate libere di espandersi e di dialogare con l’ambiente circostante, di trascendere i confini a cui di solito sono costrette. Testamento di come le sue opere incarnino «Una mutua interazione tra controllo e spontaneità, interiorità e ambiente» (Raphael Gygax). Niente di più spontaneo di una tela senza telaio, niente di più controllato della loro disposizione nello spazio.

Sabine Schlatter, Gate, 2025, a cura di Raphael Gygax, veduta della mostra, Galleria Fonti, Napoli. Ph. Amedeo Benestante, C.sy l’Artista e Galleria Fonti

Il processo stesso di creazione delle opere è espressione del suo approccio poetico, in cui il movimento diventa protagonista. Le opre sono «Campi attivi di trasformazione: attraversamenti, dissoluzioni e accumuli». Nascono da un’intuizione, ma che vengono maneggiate e plasmate nel corso di mesi, nella continua ricerca del giusto bilanciamento tra spontaneità e precisione.

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