Vale Palmi, Agnello sensibile, comunicante. Dipinto site-specific, sangue bovino n.2 su carta, 2019
Con la doppia personale al femminile “Curatio Vulneris” si è aperta la stagione 2020 di CRAC – Castelnuovo Rangone Arte Contemporanea, spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea lungo le antiche mura cittadine di Castel Nuovo Rangone, provincia di Modena. Giunto al terzo anno di attività , rivolgendosi alla promozione di progetti site-specific visibili per 365 giorni e 24 ore su 24, CRAC si ripropone di avvicinare l’occasione dell’arte alla vita quotidiana offrendo, attraverso le sue vetrate, una fruizione ininterrotta delle mostre ospitate al suo interno. A cura di Maria Chiara Wang, “Curatio Vulneris” accoglie gli interventi di Vale Palmi e Alena Tonelli, artiste formatesi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, che tra il bianco delle sindoni e il rosso del sangue innescano nello spazio relazioni dicotomiche, simboliche ed estetiche.
Riprendendo le parole della curatrice, la mostra configura «una liturgia che dal vulnus crudum conduce al vulnus medeor», ossia un percorso dalla ferita sanguinante all’atto di medicazione. Sulla duplicità si impernia il senso dell’operazione installativa, che porta il fruitore a contatto con il trauma, ripercorrendone il processo di risanamento e accettazione.
Al centro del perimetro, Vale Palmi pone cinque vasche di ferro zincato dove cadaveri d’animale hanno trasudato il loro disfacimento a comporre le geografie opalescenti di Perduranza, una decomposizione sublimata della «Vita dopo la Vita». Lo squarcio di Epifania Galvanizzata si fa poi varco tra il corpo dell’opera e dell’osservatore in una forma di concerto empatico. Agnello sensibile, comunicante, simile a una pittura rupestre dipinta con vero sangue bovino, privo della pelle ci è più prossimo. Nell’organicità del pigmento ematico, l’unico che l’artista impiega — pena il fallimento del sentire del e col segno — si presenta la verità biologica dell’opera, che tenta di penetrare nel reale mediante un arto dell’animale teso oltre il confine della tela.
Agli antipodi, Alena Tonelli protegge, lenisce, lascia che la lesione si mostri. Ritualmente, fascia con la tela grezza la ferita, che trapela dal diaframma del tessuto: un trauma fisico e spirituale votato a far insorgere stati d’animo e memorie di lunghe stagioni interiori, inspiegabilmente familiari. Non v’è inflizione visibile ma una poetica d’affioramento. In /Intra/, l’ocra e il ciano acquerellato segnano i propri contorni sulla tela dalle infinite increspature, a ricordare il drappo della deposizione ma, al contempo, lo spazio puro d’espressione in potenza, se non il motivo del velo che, scostato, svela.
Sacre coeur rievoca il cuore di Cristo donato nudo e ora avvolto dalle bende, mentre Le soin de Saint Roch, protettore dal flagello della peste, l’uomo corrotto dalla piaga e per carità ricevuta risanato. Infine, con La fatica di Cristoforo, una grande tela annodata al legno naturale, accorre il rimando al gigante che guadando il fiume con sulle spalle Cristo bambino resse il peso del Mondo e che, martire, disse «Bagnati l’occhio col mio sangue, e sarai risanato», al proprio carnefice, il re cieco, offrendo la cura e il perdono in uno.
Curatio Vulneris sarĂ vistabile da CRAC, a Castelnuovo Rangone, fino al 22 marzo 2020.
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