Categorie: Mostre

Davide Mancini Zanchi, Quadri a Brescia

di - 8 Gennaio 2026

«Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole», diceva Goethe, e Davide Mancini Zanchi, da A+B Gallery, ce ne dà l’occasione. Nella sua mostra, intitolata – appunto – Quadri (è la sesta con la galleria di Brescia), l’artista esplora il gesto pittorico come atto fisico, mentale e concettuale dando forma a un percorso attraverso cui, opera dopo opera, mette in discussione il rapporto tra la pratica pittorica, il linguaggio che ne deriva e il significato delle immagini che appartengono alla nostra vita quotidiana.

Si parte con Scritte, una serie con cui Mancini Zanchi combina dipinti di piccolo formato con parole poste su sfondi astratti densi e carichi di emotività. Le parole, scelte per il loro tono rassicurante, assumono una presenza centrale che rivela una certa forza imperativa. Il rapporto tra la fluidità dello sfondo e la rigidità della parola crea un disallineamento semantico, trasformando il messaggio in un’affermazione che permette di far emergere un vuoto irrisolto. L’effetto, che ricorda i meme, sposta il significato dell’immagine ed evidenzia l’ambiguità tra ciò che viene detto e ciò che viene percepito, aprendo il dipinto a una riflessione su se stesso. La serie Nature Morte nasce invece dal legame tra fisicità e gesto pittorico. Utilizzando la vernice spray, un’estensione del corpo, l’artista crea tracce e segni che non si limitano a rappresentare, ma testimoniano un’azione. Gli strati e i gesti ripetuti creano una presenza che va oltre la natura statica dell’immagine, interagendo con la tensione tra controllo e casualità, costruzione e dispersione.

Davide Mancini Zanchi, Paesaggio ItaGliano, 025. Olio su tela, 50×60 cm

All’interno della galleria trovano posto anche opere della serie Paesaggi ItaGliani: l’artista utilizza i colori della bandiera italiana per ricreare paesaggi che non si limitano a rappresentare la realtà, ma ne mettono in discussione la costruzione culturale. Il titolo stesso gioca con il linguaggio e la storia politica, introducendo un elemento critico che va oltre l’estetica. La serie riflette sulla retorica del paesaggio nazionale e sulle ideologie che esso veicola, offrendo una lettura ironica e critica dell’immaginario identitario. Costellazioni invece sono una serie di monocromi nelle tonalità del blu notturno, dove l’artista proietta sulla tela piccole palline di carta imbevute di saliva, creando composizioni inedite. Il gesto semplice e diretto intreccia il corpo con la materia, trasformando il dipinto in uno spazio intimo e personale. Queste opere giocano con la fisicità del gesto pittorico, introducendo una dimensione ludica e irriverente che allude anche a dinamiche sociali e comunicative.

Davide Mancini Zanchi, Costellazioni

Con Polittici Transformers, per finire, Mancini Zanchi sfida invece la funzione tradizionale del dipinto come oggetto contemplativo. I polittici sono costituiti da elementi che possono essere smontati e riassemblati, trasformandosi in un nuovo oggetto: un veicolo. La pittura non è più solo una superficie da guardare, ma diventa qualcosa da manipolare e riorganizzare, esplorando la tensione tra arte e funzione, contemplazione e azione: attraversare un’opera dopo l’altra significa raccogliere l’invito a riconsiderare il ruolo della pittura oggi, sfidare le convenzioni e riconoscere nella pittura uno spazio di riflessione sulla materia, il gesto e il linguaggio visivo come strumenti di pensiero.

Articoli recenti

  • Musei

Il modello Ambrosiana raccontato da Antonio Grimaldi e Andrea Canova

Biglietti a 3 euro, mostre gratuite e radicamento territoriale: il segretario generale Antonio Grimaldi e il presidente Andrea Canova spiegano…

1 Febbraio 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Alla galleria Noero la mostra di Mario García Torres rilegge il Messico rivoluzionario

Fino al 14 febbraio 2026 la Galleria Franco Noero di Torino ospita Oils, la personale di Mario García Torres: una…

31 Gennaio 2026 16:00
  • Mercato

Il Perugino della Galleria Nazionale dell’Umbria vola a New York

Un prestito istituzionale senza precedenti porta a Manhattan un capolavoro del Rinascimento italiano. Sarà in mostra da Sotheby’s, nella settimana…

31 Gennaio 2026 15:38
  • Attualità

In una chiesa di Roma c’è un angelo che assomiglia un po’ troppo a Giorgia Meloni

Il volto di un cherubino nella basilica romana di San Lorenzo in Lucina richiamerebbe quello di Giorgia Meloni, dopo un…

31 Gennaio 2026 15:31
  • Mostre

Joana Vasconcelos dialoga con Valentino nella nuova mostra da PM23 a Roma

Lo spazio PM23 della Fondazione Garavani Giammetti presenta una mostra di Joana Vasconcelos: l’artista portoghese dialoga con le creazioni di…

31 Gennaio 2026 15:00
  • Arte contemporanea

La storia di Valie Export e Ketty La Rocca è scritta con il corpo

Due artiste femministe, protagoniste dell’arte concettuale negli anni ‘60 in Europa, che hanno scelto il corpo come strumento di espressione…

31 Gennaio 2026 12:30