Categorie: Mostre

È tutto verde: Barbara Baroncini per Nelumbo, a Bologna

di - 3 Dicembre 2019

Colore ambiguo e lunatico, il verde è da un lato simbolo di speranza e buona sorte, natura e libertà. Dall’altro è stato associato al veleno, al denaro e perfino al maligno. Giudizi altamente contrastanti, che si sono avvicendati nel corso dei secoli e che sono lo specchio dei cambiamenti socio-culturali. Sicuramente questa premessa è d’obbligo per ricordare come il colore non sia solo una lunghezza d’onda, o una sensazione, ma anche un’idea, un sistema complesso di percezioni e convinzioni condivise da una civiltà. Secondo una recente ricerca, per esempio, un cittadino euroeo su sei avrebbe identificato proprio il verde quale sua nuance preferita. È evidentemente il caso anche di Barbara Baroncini (Bologna, 1989) che, con “È tutto verde”, personale a cura Michele Gentili, ha in qualche modo deciso di omaggiare questa tinta. La mostra è nata a seguito di un periodo di residenza piuttosto lungo che Baroncini ha trascorso, durante quest’estate, negli spazi di Nelumbo Open Project, l’artist-run space di Bologna, in via Arienti, che ha anche co-curato il progetto.

è tutto verde, Barbara Baroncini, installation view, 2019, foto di Zoe Paterniani

Il tributi di Baroncini a David Foster Wallace

Tributo all’omonimo racconto di David Foster Wallace, dal quale l’operazione ha preso il titolo, il percorso espositivo da Nelumbo comincia con alcuni disegni a grafite in cui Baroncini rappresenta frammenti di giardini ideali nei quali il colore è assente, ma la cui presenza si percepisce chiara, in attesa di essere identificata, come nel caso del protagonista del racconto che, interloquendo con MayFly, sembra in primis quasi rinnegarlo. Poi, una maniglia di terracotta che incarna due piccole gambe indica la portcina in verde acquamarina.

è tutto verde, Barbara Baroncini, installation view, 2019, foto di Zoe Paterniani

Un breve passaggio basso e stretto che conduce lo spettatore nella seconda sala della galleria nella quale la Baroncini ci mostra il suo personalissimo giardino “segreto” che si concretizza in due pannelli di grandi dimensioni sospesi a soffitto. Nel dittico, realizzato con pittura a secco su intonaco, è evidente la volontà di ripercorerre oggi le tecniche di affresco tipiche dei maestri del passato tenendo fede al proprio segno pittorico. Una comunicazione tra interno ed esterno quella tra il lavoro ed il piccolo giardino, questa volta  “reale”, situtato al termine dello spazio espositivo nel cuore della città.

Articoli recenti

  • Fiere e manifestazioni

YouNique 2026, a Lugano la Boutique Fair of Arts tra gallerie, artisti e talk

Dal 27 al 29 marzo 2026, Villa Ciani ospita YouNique, la fiera boutique d’arte contemporanea di Lugano: sei le gallerie…

16 Marzo 2026 13:30
  • Mostre

Per Rosa Panaro la cartapesta era materia politica: la mostra a Napoli

Alla Galleria Tiziana Di Caro, una mostra dedicata a Rosa Panaro ripercorre la sua lunga ricerca artistica, tra attivismo sociale,…

16 Marzo 2026 12:51
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 16 al 22 marzo

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 16 al 22 marzo, in scena nei teatri…

16 Marzo 2026 11:30
  • Mostre

Zandomeneghi e Degas, la modernità come dialogo: la mostra a Palazzo Roverella

A Palazzo Roverella di Rovigo, una mostra racconta affinità, tensioni e scambi tra Federico Zandomeneghi ed Edgar Degas, due protagonisti…

16 Marzo 2026 10:30
  • Cinema

Agli Oscar 2026 trionfa Una battaglia dopo l’altra. E sul palco irrompe la guerra

Il film di Paul Thomas Anderson domina gli Oscar 2026 con sei statuette: da Michael B. Jordan a Jessie Buckley,…

16 Marzo 2026 9:16
  • Mostre

Donne che escono dai muri. Marina Lubrano in mostra ad Alveare Culturale

Fino al 27 marzo Alveare Culturale, spazio milanese in continua trasformazione, ospita la mostra “Donne che escono dai muri”, personale…

16 Marzo 2026 0:02