Jiang Zhi, Rainbow out of service
Il 20 e 21 dicembre 2024, Roma ospiterĂ Echoes, una mostra collettiva che intreccia memorie e riflessioni, poesia e attualitĂ , simboli e storie, mettendo in dialogo artisti italiani e asiatici. Lâappuntamento è alla Galleria Studio11, giovane realtĂ espositiva fondata nel 2022, che si pone come piattaforma di confronto aperta allo scambio culturale internazionale, per la valorizzazione dei linguaggi della creativitĂ contemporanea.
Echoes nasce attorno al tema dellâeco: un ritorno, una ripetizione che attraversa il tempo e i confini geografici, diventando il filo invisibile che collega opere, esperienze e suggestioni. Una narrazione polifonica, dalla pittura alla scultura, dalla performance alla fotografia, per declinare il tema dellâidentitĂ , termine criticamente conteso tra lâindividuo e la collettivitĂ , tra territori e culture. Ogni opera in Echoes agisce come una risonanza: un frammento che viaggia oltre le geografie, riflettendo sulla capacitĂ dellâarte di creare connessioni universali.
In rappresentanza della scena italiana, Massimo Scognamiglio, pittore che trasforma la tela in un luogo di sospensione. Le sue opere, dense di simboli e colori evocativi, esplorano la memoria come tensione tra lâintrospezione e la realtĂ . La pittura di Scognamiglio destruttura le forme classiche, costruendo universi che oscillano tra figurazione e percezioni distorte.
Ad affiancarlo, il duo Cristiano e Patrizio Alviti porta avanti una riflessione sulla forma e sulla materia. Le loro sculture, sintesi di tradizione e innovazione, rivelano unâidentitĂ condivisa e radicata, in equilibrio tra il peso della storia e la leggerezza della sperimentazione contemporanea. Il loro linguaggio, raffinato e concreto, diventa un simbolo tangibile di dialogo culturale.
Dal panorama asiatico emergono le opere di due protagonisti della scena cinese: Ma Liuming e Jiang Zhi. Figura centrale dellâavanguardia dellâEast Village di Pechino, Ma Liuming ha sfidato le convenzioni sin dagli anni Novanta con performance in cui corpo e identitĂ diventano terreno di esplorazione. Le sue opere, sospese tra intimitĂ e provocazione, riflettono il coraggio di interrogare i limiti sociali e personali, in un dialogo incessante con i mutamenti della societĂ contemporanea cinese.
Diverso, ma complementare, è lo sguardo di Jiang Zhi. Attraverso unâestetica fotografica di precisione formale e impatto emotivo, Jiang esplora il dualismo del progresso cinese, sospeso tra consumismo e tradizione. Le sue immagini, impeccabili nella composizione, rivelano la fragilitĂ e lâeffimero delle esperienze umane, restituendo un senso di straniamento che invita alla riflessione.
La mostra offre spazio anche a talenti emergenti, come le artiste Winna Go e Shannah Orencio, che portano alla luce temi legati allâidentitĂ culturale e alla natura. Winna Go, di origine cinese, esplora attraverso la pittura i concetti di memoria e diaspora, utilizzando simboli tradizionali cinesi che si intrecciano a linguaggi contemporanei. Le sue opere su seta, delicate e poetiche, evocano la frattura e la bellezza delle ereditĂ culturali in un mondo in continua migrazione.
Shannah Orencio, invece, si concentra sulla fugacitĂ della natura e del ricordo. I suoi paesaggi floreali, dettagliati e vividi, diventano un diario autobiografico di luoghi vissuti e memorie personali. La sua pittura, immersa in unâintimitĂ luminosa, ci riconnette a una dimensione di contemplazione e armonia naturale.
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