Categorie: Mostre

Echoes: risonanze tra Italia e Asia, alla Galleria Studio11 di Roma

di - 17 Dicembre 2024

Il 20 e 21 dicembre 2024, Roma ospiterà Echoes, una mostra collettiva che intreccia memorie e riflessioni, poesia e attualità, simboli e storie, mettendo in dialogo artisti italiani e asiatici. L’appuntamento è alla Galleria Studio11, giovane realtà espositiva fondata nel 2022, che si pone come piattaforma di confronto aperta allo scambio culturale internazionale, per la valorizzazione dei linguaggi della creatività contemporanea.

Echoes nasce attorno al tema dell’eco: un ritorno, una ripetizione che attraversa il tempo e i confini geografici, diventando il filo invisibile che collega opere, esperienze e suggestioni. Una narrazione polifonica, dalla pittura alla scultura, dalla performance alla fotografia, per declinare il tema dell’identità, termine criticamente conteso tra l’individuo e la collettività, tra territori e culture. Ogni opera in Echoes agisce come una risonanza: un frammento che viaggia oltre le geografie, riflettendo sulla capacità dell’arte di creare connessioni universali.

C. Alviti, Testa#11

Gli artisti italiani

In rappresentanza della scena italiana, Massimo Scognamiglio, pittore che trasforma la tela in un luogo di sospensione. Le sue opere, dense di simboli e colori evocativi, esplorano la memoria come tensione tra l’introspezione e la realtà . La pittura di Scognamiglio destruttura le forme classiche, costruendo universi che oscillano tra figurazione e percezioni distorte.

Massimo Scognamiglio, To smear the canvas

Ad affiancarlo, il duo Cristiano e Patrizio Alviti porta avanti una riflessione sulla forma e sulla materia. Le loro sculture, sintesi di tradizione e innovazione, rivelano un’identità condivisa e radicata, in equilibrio tra il peso della storia e la leggerezza della sperimentazione contemporanea. Il loro linguaggio, raffinato e concreto, diventa un simbolo tangibile di dialogo culturale.

P. Alviti, impressioni#5

L’avanguardia della scena cinese

Dal panorama asiatico emergono le opere di due protagonisti della scena cinese: Ma Liuming e Jiang Zhi. Figura centrale dell’avanguardia dell’East Village di Pechino, Ma Liuming ha sfidato le convenzioni sin dagli anni Novanta con performance in cui corpo e identità diventano terreno di esplorazione. Le sue opere, sospese tra intimità e provocazione, riflettono il coraggio di interrogare i limiti sociali e personali, in un dialogo incessante con i mutamenti della società contemporanea cinese.

Ma Liuming, Fen Ma Liuming II

Diverso, ma complementare, è lo sguardo di Jiang Zhi. Attraverso un’estetica fotografica di precisione formale e impatto emotivo, Jiang esplora il dualismo del progresso cinese, sospeso tra consumismo e tradizione. Le sue immagini, impeccabili nella composizione, rivelano la fragilità e l’effimero delle esperienze umane, restituendo un senso di straniamento che invita alla riflessione.

Le nuove voci

La mostra offre spazio anche a talenti emergenti, come le artiste Winna Go e Shannah Orencio, che portano alla luce temi legati all’identità culturale e alla natura. Winna Go, di origine cinese, esplora attraverso la pittura i concetti di memoria e diaspora, utilizzando simboli tradizionali cinesi che si intrecciano a linguaggi contemporanei. Le sue opere su seta, delicate e poetiche, evocano la frattura e la bellezza delle eredità culturali in un mondo in continua migrazione.

Winna Go, The Viridian Phoenix

Shannah Orencio, invece, si concentra sulla fugacità della natura e del ricordo. I suoi paesaggi floreali, dettagliati e vividi, diventano un diario autobiografico di luoghi vissuti e memorie personali. La sua pittura, immersa in un’intimità luminosa, ci riconnette a una dimensione di contemplazione e armonia naturale.

Shannah Orencio, Sight beyond Sight

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