Categorie: Mostre

Edouard Nardon: The distant smell of a black locust, the silent dance of a ghost in the visiting room

di - 5 Maggio 2023

Questi fantasmi

Intriganti dipinti, tele grezze intelaiate di grandi dimensioni, dove forme avvolgenti si intrecciano in una sorta di impressionismo astratto che diviene simbolismo onirico, attingendo al profondo della psiche e della storia dell’artista.

Questa è la sostanza della mostra di Edouard Nardon curata da Riccardo Angossini alla The Address Gallery di Brescia, dove l’artista approfondisce la sua ricerca pittorica passando da stesure sottili a stratificazioni più intense e profonde, fino ad arrivare a mostrare l’essenza materica dei pigmenti.

Avevamo lasciato il pittore con opere dove già emergevano ectoplasmi, memorie infantili e archetipi iconici, collegati da linee di tensione in modo drammatico, sebbene con una dominante coloristica tanto leggera quanto i ricordi evocati, ma minacciosi nell’incedere delle figure simboliche.

Edouard Nardon, The Address Gallery Brescia. Installation view

In questi nuovi quadri l’artista arriva a cromatismi intensi e spessori di dipinto sensibili, tangibili, anche attraverso una ricerca della sovrapposizione dei materiali pittorici dove si manifestano gesso, polveri, cariche di marmo, dimostrando – come lui stesso afferma – di percorrere la via del “Magnum Opus” alchimistico , segnata dai suoi stadi simbolici: nigredo, albedo, citrinitas, rubedo, cauda pavonis (nero-terra, bianco-acqua, giallo-aria, rosso-fuoco, coda del pavone-policromia).

Questo processo di determinazione dei colori, che parte dal buio e trova la luce, porta nei dipinti la “contraddizione costruttiva” di stati opposti:

forme che evolvono dalla lievità del segno e del tono verso la intensità dello strato e dei colori forti o bui, stesure pittoriche su un supporto di tela non preparata, ruvida, che fa da contrasto e sfondo. La fluidità del gesto ragionato – che appare in continuità con la mente dell’artista ma anche autonomo e irrefrenabile – dà luogo alla natura apparentemente informale del dipinto, dove emergono immagini ambiguamente riconoscibili.

Edouard Nardon, The Address Gallery Brescia. Installation view

Sono simboli dalle molteplici valenze: maschere inquietanti che diventano minute e rassicuranti figure femminili, che avanzano nello spazio verso l’osservatore. Sono mani che abbracciano ma si dilungano fino a diventare artigli della Fenice, alambicchi da cui zampillano elisir ma anche sorgenti di acqua purificatrice. Calici di vino abbandonati nel ricordo dell’ebbrezza, ma anche vasi canopi generatori di fantasmi.

Le ombre della psiche – emerse dal dipinto con il controllo della ricerca alchemica che vuole governarle nella coscienza del sé – non appaiono più minacciose ma dialogano e si confrontano con l’artista, come segni di una storia che è collettiva ma anche materialmente vissuta dal pittore.

Edouard Nardon, The Address Gallery Brescia. Installation view

Appaiono così scie di fiori e stelle (la coda del pavone) che ricordano l’educazione dell’artista, il suo vissuto nella cultura Francese e gli apparati decorativi – quasi fondali di tessuto – dei simbolisti dell’Ottocento.

Dai precedenti quadri chiari ma dominati da una tensione spasmodica, l’artista approda dunque ad opere che scaldano con una sensazione di (momentanea?) quiete e di accettazione, nel suo processo creativo-cognitivo dalle tenebre alla luce, dalla corruzione alla purificazione, dalla malinconia al vivido ricordo cosciente.

Nardon sembra aver fatto la pace con i fantasmi, non li nega ma convive e dialoga con loro.

Edouard Nardon, The Address Gallery Brescia. Installation view

Articoli recenti

  • Mostre

Roberto Amoroso e il multilivello delle immagini: pittura digitale tra percezione e manipolazione

Fino al 18 aprile 2026, alla galleria 10 & zero uno di Venezia, la mostra “Manipolazione d’origine controllata” di Roberto…

8 Aprile 2026 0:02
  • Mercato

Da Cambi Casa d’Aste, un viaggio nella ceramica europea e persiana

Maioliche, porcellane e un vetro veneziano sono i protagonisti della vendita (e mostra) genovese, a Castello Mackenzie. Ecco gli highlights…

7 Aprile 2026 21:30
  • Arte contemporanea

Più o meno un’indagine sulla pittura: intervista a Roberto Cuoghi

L'immaginario di Roberto Cuoghi in mostra alla Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare. Incontro con uno degli artisti più…

7 Aprile 2026 19:30
  • Beni culturali

Il mercante d’arte David Nahmad dovrà restituire il Modgliani rubato da nazisti

Dopo una battaglia legale durata dieci anni, la giustizia ha deciso: il miliardario mercante d'arte David Nahmad dovrà restituire un…

7 Aprile 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Giusi Sferruggia, la pittura è un rituale tra controllo e abbandono

In questa intervista a margine della sua mostra negli spazi di MARTHA, a Palermo, Giusi Sferruggia ci racconta la sua…

7 Aprile 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

I Limiti Non Esistono: il libro-scultura di Fulvio Morella per Milano Cortina 2026

Il progetto di Fulvio Morella, presentato in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, raccontato in un libro…

7 Aprile 2026 13:30