Francesco Barocco, La casa gialla, 2025. Cemento e carta. Vista dell'installazione, courtesy l'artista e Quartz Studio, Torino. Ph. Beppe Giardino
La casa gialla nasce dall’affinità elettiva di Francesco Barocco (Susa, 1972) con il maestro olandese Vincent Van Gogh. Attraverso il gesto, scultoreo e poetico, Barocco esprime il suo uragano emotivo entrando in sintonia con l’universo interiore di Van Gogh. Nel spazio espositivo di Quartz Studio le sculture si manifestano come preziose formule di pathos appartenenti alla sua personale iconografia, in accordo con i versi poetici nati dalla combinazione dei titoli, spesso tautologici, delle opere di Van Gogh. Lo sguardo di Francesco Barocco è radicale, le quartine sono tenute da un piccolo pezzo di nastro, le forme cineree si rivelano allo stato del cemento grezzo.
L’inedita composizione scultura-foglio-gesto, realizzata appositamente per lo spazio torinese, è il raccolto prezioso di un ricerca che Francesco Barocco ha maturato nel corso degli anni. Il suo lavoro esprime un’intenzione interiore in una dimensione ermetica capace di traslare la percezione visiva delle opere iconiche di Van Gogh in poesia. Il segno dell’artista si rivela come un gesto capace di trasformare La casa gialla in un luogo assoluto.
Il volume dei lineamenti delle sculture di Francesco Barocco evidenzia un abile e dettagliato studio del volto umano. I profili, privi di sguardo, mantengono un alone di mistero ascetico. Ognuno di essi sembra voler rappresentare una versione uguale ma differente della stessa immagine. Come una serie di autoritratti che rifratti dalla frantumazione pirandelliana dell’io danno l’impressione di respingere il senso univoco della realtà che li circonda.
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