Categorie: Mostre

Futurism, I quattro elementi, Visioni futuriste | Futurism&Co Art Gallery

di - 3 Aprile 2020

Latenter vivere, suggeriva lo scettico Giuseppe Rensi – un filosofo apprezzato da Pirandello- richiamando un antico monito epicureo. Ne raccogliamo la salutare risonanza nella diffusa mestizia di questi tempi infausti e lo facciamo nostro, senza però rinunciare all’ampio respiro dell’arte: che preferiamo, piuttosto, frequentare virtualmente, ma con immutato interesse. Come nel caso di questa esile mostra, dal tema singolare, composta di quattro quadri futuristi, corrispondenti, nella visione del curatore, ai quattro elementi dell’antica filosofia naturale. Un olio di Benedetta Cappa, la geniale e iperattiva consorte di Marinetti, dai toni equorei e dalle morbide geometrie ondulanti; una tortile aeropittura di Alessandro Bruschetti, futurista umbro; un febbrile paesaggio di Sibò, plastico cantore dell’Agro Pontino; una tela di Gerardo Dottori con l’armonica visione di una città in fiamme.

Troviamo sparsi qua e là, nella letteratura futurista, suggestioni alludenti alle forze primordiali della natura, a partire da un rapido cenno nel manifesto programmatico del 1909. E la particolarità della mostra sta proprio nella volontà di sottolineare questo aspetto che la critica ha sempre ritenuto marginale nella poetica futurista. Chiediamo lumi al curatore Antonio Saccoccio. «La frequente riduzione del Futurismo a modernolatria ha impedito di decifrare la reale natura di questa avanguardia» -ci spiega – «Ma se leggiamo attentamente i testi teorici futuristi e analizziamo le opere (letteratura, pittura, musica, scultura, fotografia, moda, cinema, architettura, arredamento etc.), ci si accorge che molti aspetti della poetica e dell’ideologia del movimento sono stati trascurati, a volte proprio perché ne rendevano più problematica la comprensione, perché mettevano in discussione interpretazioni ormai date per assodate. Uno di questi aspetti è proprio la riflessione sulla natura, sulle forze della natura». In effetti, siamo soliti soffermarci sulla diade antinomica natura-macchina, frequente, in verità, nei manifesti e nei proclami.

Gerardo Dottori, Incendio nella città, 1930 ca, olio su tela

«I futuristi non sentono una contrapposizione tra natura e cultura, ma tra cultura passatista e cultura futurista» – prosegue Saccoccio – « Prendiamo un testo molto noto, il manifesto “Uccidiamo il chiaro di luna”, pubblicato da Marinetti nel 1909. Qui le forze naturali contribuiscono alla ribellione futurista. Le città di Paralisi e Podagra vanno distrutte e abbandonate, perché incarnano tutta una civiltà, una cultura che ha negato energie e istinti vitali. Le forze della natura che hanno conservato l’energia primordiale (i pazzi e le belve, a cui si aggiunge significativamente anche l’Oceano Indiano) sono tutti uniti contro la logica, la razionalità e la saggezza passatiste, per “ringiovanire e ricolorare il volto rugoso della Terra”. I futuristi vogliono appropriarsi dell’energia contenuta negli elementi naturali, vogliono dominare le forze della natura. Dobbiamo comprendere che per essi la tecnica è parte fondamentale dell’uomo. Ma il loro nemico è un determinato tipo di cultura (stantia, museificata) che definiscono “passatista”, non è certo la natura». Ci sembra di intravedere in queste considerazioni gli enzimi di un’avanguardia per i tempi attuali… ma diamo ancora l’ultima parola al curatore: « Questa mostra, interamente dedicata ai quattro elementi, vorrebbe provocare queste e altre considerazioni, nella consapevolezza che la cifra fondamentale del Futurismo è la complessità e ogni lettura riduzionista non renderà mai giustizia alla prima avanguardia europea».

Luigi Capano                                                                                                                                      

Dal 20 febbraio 2020 al 20 aprile 2020

Futurism, I quattro elementi, Visioni futuriste | Futurism&Co Art Gallery

Roma

Via Mario de’ Fiori 68, Roma

Info: www.futurismandco.com

Articoli recenti

  • Mercato

La Venezia di Bellotto torna all’asta dopo 138 anni: stima fino a 6 milioni di sterline

Capolavoro giovanile del vedutista veneziano, il monumentale "Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca" passerĂ  al vaglio della casa…

8 Giugno 2026 18:28
  • Mostre

Barocco in metamorfosi: la resilienza del vivente di Aldo Salucci

"Aldo Salucci. Sospesi tra essere e divenire" è organizzata da CRAG – Chiono Reisova Art Gallery in collaborazione con Galleria…

8 Giugno 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Dietro le linee di Mondrian: il restauro accende una nuova luce su un capolavoro

Dopo oltre cinque anni di studi e di restauri, il capolavoro di Piet Mondrian della Collezione Peggy Guggenheim torna esposto…

8 Giugno 2026 16:30
  • Fotografia

Il MAST di Bologna dedica una grande retrospettiva ai maestri della fotografia industriale Bernd e Hilla Becher

La fotografia come catalogo del paesaggio industriale: attraverso piĂą di 350 fotografie originali in bianco e nero, la mostra bolognese…

8 Giugno 2026 16:24
  • Musei

MAXXI Roma: si chiude dopo tre anni il mandato di Francesco Stocchi

Nominato nel 2023, Francesco Stocchi concluderĂ  a fine giugno il suo mandato alla direzione artistica del MAXXI di Roma: le…

8 Giugno 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

Un archivio della notte queer italiana: Sabato De Sarno cura la mostra di Ambrosia Fortuna al PAC

Ambrosia Fortuna racconta oltre dieci anni di comunitĂ  queer e drag tra Milano e Napoli attraverso fotografie, video e memorie…

8 Giugno 2026 14:30