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In dodici sezioni vediamo lo sviluppo della carriera del fotografo e giornalista musicale affermatosi negli anni Settanta: Guido Harari.
La prima sala, che idealmente rappresenta la sua adolescenza, è allestita con poster, pagine di riviste e diari e pone le basi della sua estetica. Il percorso continua poi mostrando fotografie di grandi personalità della storia dell’arte, della moda, del cinema e della poesia. Gli anni Settanta e Ottanta sono gli anni delle grandi tournée e collaborazioni e la musica diventa un collante che ti mette in relazione con il mondo intero. «Tecnica e stile non sono mai state per me delle preoccupazioni. Ho privilegiato spesso e volentieri l’azzardo e l’incoscienza». afferma Harari, il quale si guadagna il titolo di “fotografo rock”. Le sue fotografie sono improvvisate, sfuggenti,scattate nei momenti più improbabili e catturano una realtà non costruita. Iconici gli scatti raffiguranti Gianna Nannini, Freddie Mercury, Bruce Springsteen, per citarne alcuni.
Con gli anni Novanta e Duemila, l’avvento del web e il boom della televisione porta dei cambiamenti nel mondo della fotografia e Harariinizia a produrre ritratti di celebrities. Parla dei ritratti come diincontri i cui sia il soggetto sia il fotografo devono uscire dalla propria comfort zone, mettersi in gioco e rivelare qualcosa di sé. Anche le ambientazioni hanno la loro importanza e sono piene di personalità.
Interessante è la settima sezione della mostra, Italians, la quale tratta dell’immagine del Bel Paese all’estero alle soglie degli anni Duemila. Harari sostiene di sentire «l’urgenza» di fotografare le personalità più significative italiane che hanno reso l’Italia famosa nel mondo. Troviamo qui fotografie della brillante neurologa Rita Levi-Montalcini, del designer Bruno Munari, della senatrice Liliana Segre. In mostra non troviamo solo fotografie e filmati ma anche libri, biografie illustrate di Fabrizio De André, Fernanda Pivano, Mia Martini, Giorgio Gaber e Pier Paolo Pasolini che ricordano per la loro estetica dei libri d’artista.
Le ultime due sezioni, strettamente collegate, sono tra le più originali: Occhi di Ferrara e Caverna Magica. La prima presenta dei ritratti scattati durante il periodo d’apertura della mostra, realizzati all’interno di Caverna Magica, un set fotografico posto alla fine del percorsoespositivo. In questa sala i visitatori stessi, prenotando online, possono farsi ritrarre da dall’artista. Quest’ultima sezione rappresenterà idealmente gli sguardi della città che la ospita.
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