Categorie: Mostre

Il linguaggio è un territorio: la mostra di Marco Giordano da Casa Di Marino, Napoli

di - 23 Ottobre 2023

Come una parola che attraversa la notte, pronunciata e origliata tra la veglia e il sogno, emersa vibrando da un sottofondo di silenzio inerte. Così, accompagnati da questa indeterminatezza, ci si ritrova ad articolare le opere di Marco Giordano, a scandirle nella mente oppure a bassa voce, muovendo appena le labbra, magnetizzati dai tratti squillanti delle lettere mescolate di Riva Vira Riva Vira Riva Vira (2023). E poi Gabag (2023), Seamaes (2023), i caratteri scomposti, esplosi di ritmo e sonorità come segni prelinguistici, trascrizione visiva di un balbettio enigmistico, da profeta. Sulle molteplici dimensioni del linguaggio e sulla sua capacità – che sembrerebbe innata – di trasformarsi continuamente in altro da sé, si concentra la ricerca di Giordano che, in occasione di un—shaped breath, la sua prima mostra negli accoglienti ambienti di Casa Di Marino, a Napoli, presenta un’ampia serie di nuove opere eterogenee, sculture e disegni, dalla superficie alla profondità, nello spazio o sulla parete.

Marco Giordano, Un—Shaped Breath, 2023, vista della mostra presso Galleria Umberto Di Marino, Napoli ph Danilo Donzelli photography Courtesy l’artista e Galleria Umberto Di Marino
Marco Giordano, Un—Shaped Breath, 2023, vista della mostra presso Galleria Umberto Di Marino, Napoli ph Danilo Donzelli photography Courtesy l’artista e Galleria Umberto Di Marino

Per Giordano, il linguaggio è un territorio stratificato e frastagliato, tipografia e topografia animate dalla presenza di geyser, coni vulcanici, sostantivi e avverbi che mettono in contatto il mondo superiore con quello inferiore. In questo paesaggio, le lingue sono foglie che tremano, ondeggiano o sussultano (TonguesLeaves, 2023, Seismic Tongues, 2023). Ritrovate per caso o scelte con precisione, le parole vengono quindi ricomposte e interpretate, emesse lungo il canale della voce e attraverso l’aria e poi coagulate, ricadute nella materia diventate patina, impresse e avverate su una superficie bradisismica, che sia carta sottile e dispiegata o conglomerati minerali prelevati dalle profondità della terra, lucenti, piroclastici. L’artista nato a Torino, classe 1988, dispiega questa sua vena carsica linguistica in una frattura del senso un po’ magica, poietica, nel cui spazio potrebbero rivelarsi declinazioni inaspettate di numero o di genere, di tempo o di modo, ma anche formule rituali o ritornelli evocativi, «Not Not Knock Knock».

Marco Giordano, Un—Shaped Breath, 2023, vista della mostra presso Galleria Umberto Di Marino, Napoli ph Danilo Donzelli photography Courtesy l’artista e Galleria Umberto Di Marino
Marco Giordano, Un—Shaped Breath, 2023, vista della mostra presso Galleria Umberto Di Marino, Napoli ph Danilo Donzelli photography Courtesy l’artista e Galleria Umberto Di Marino

La tensione è quella di sfuggire da una enciclopedia precisa, rientrando in un ambito di indeterminatezza pur non rinunciando a gestire il conflitto, tra tecniche miste e fusioni in lava, processi attraverso i quali forgiare le parole delle opere e le loro repentine associazioni mentali, gli istantanei collegamenti sinaptici. Se nella squillante gradevolezza di questa rapidità si rivede il gusto dell’antinarrazione, dell’hic et nunc della Poesia Visiva o della Pop Art, Giordano pure riesce ad aggiornare il medium, modellando materiali industriali, come alluminio, acciaio e fibra di vetro, con freschezza, ironia, personalità e una suggestione vagamente cyberpunk.

Marco Giordano, Un—Shaped Breath, 2023, vista della mostra presso Galleria Umberto Di Marino, Napoli ph Danilo Donzelli photography Courtesy l’artista e Galleria Umberto Di Marino

Marco Giordano, Un—Shaped Breath, 2023, vista della mostra presso Galleria Umberto Di Marino, Napoli ph Danilo Donzelli photography Courtesy l’artista e Galleria Umberto Di Marino

Nel sovraccarico lessicale del nostro tempo, in cui ogni frase deve esprimere una forma di giudizio e ogni parola deve necessariamente polarizzarsi in un campo delimitato per acquistare peso specifico e valore, Marco Giordano sembra invitare a una riflessione per sottrazione: riconsiderare la bellezza indicibile della singolarità, come quando ripetendo più volte la stessa parola la si ascolta nella sua nudità, lasciando scivolare gradualmente sensi, sottintesi, distorsioni.

Marco Giordano, Riva Vira Riva Vira Riva Vira, 2023, tessuto in fibra di vetro alluminizzato, termoplastico e alluminio©DDph
Marco Giordano, Seamaes, 2023, tessuto in fibra di vetro alluminizzato, termoplastico e alluminio,146x104cm_© Danilo Donzelli
Marco Giordano, Gabag, 2023, tessuto in fibra di vetro alluminizzato, termoplastico e alluminio, 146x104cm© Danilo Donzelli Ph
Marco Giordano, Bell sounds, 2023, tecnica mista su carta di riso, alluminio e plexiglass, 40x60cm_© Danilo Donzelli Photo
Marco Giordano, Knock knock time time, 2023, tecnica mista su carta di riso, alluminio e plexiglass, 40×60 cm©Donzelli Ph
Marco Giordano, Rocks of peals, 2023, fusione in lava, alluminio, acciaio e resina, 220x45x25 cm_© Danilo Donzelli Photography
Marco Giordano, Seismic tongues, 2023, fusione in lava, pietra vulcanica, alluminio e resina, 152x33x33 cm_© Donzelli Ph
Marco Giordano, TonguesLeaves, 2023, fusione in lava, pietra vulcanica, alluminio, ferro e resina, 194 x 36 x 36 cm_

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