Categorie: Mostre

Il mare attraverso i vetri, Roberto di Alicudi in mostra a Capri

di - 6 Luglio 2024

Sopra un’isola, qualunque essa sia, lo sguardo è sempre rivolto verso il mare. Il mare che cambia con le stagioni, che porta lontano gli affetti, da cui arriva il nemico. I vetri delle finestre delle case antiche che affacciano sul mare sembrano intrappolare tutti quegli sguardi. È per questo che Roberto di Alicudi, artista napoletano che ha fatto di Alicudi – cinque chilometri quadrati di terra in mezzo al mare, nell’arcipelago delle isole Eolie – la sua casa, dipinge su vetri antichi. «Sui vetri antichi dipingo il mare. Quei flutti salmastri si animano come fiammelle, grazie alla vita che ci è passata attraverso», racconta.

La sua mostra Jeunesse d’Amour, a cura di Valentina Rippa e in esposizione a Villa Lysis, a Capri, fino a lunedì, 8 luglio 2024, è un omaggio alle isole della sua vita: Capri, luogo dell’infanzia e dell’adolescenza che dietro la patina glam conserva un’anima imperscrutabile e selvaggia. E le altre isole: Salina, la Sicilia tutta e, ovviamente, Alicudi.

Roberto di Alicudi, Grotta azzurra

Capri e Alicudi, antitetiche all’apparenza ma complementari nell’opera dell’artista, concretizzano il concetto di esilio a cui Roberto di Alicudi è tanto legato. «Alicudi è stata per me ciò che Capri è stata per il Barone Fersen, proprietario di Villa Lysis e che proprio in questa dimora unica trovò la morte. Capri e Alicudi sono, ognuna a modo suo, luoghi in cui trovare pace ma anche coltivare l’amore per la bellezza, continue fonti di ispirazione artistica e intellettuale».

Ogni isola è un modo a sé, con leggi tutte sue e una propria mitologia. Ed ecco che attraverso la fervida immaginazione coltivata in solitudine dall’artista, sirene sguazzano nella grotta azzurra, totani e draghi inseguono marinai disperati e un asinello occhialuto – reminiscenza di un ricordo sbiadito – si candida alla santità in quella che sembra un’immaginetta votiva.

Roberto di Alicudi, Scoglio delle Sirene

«Così come l’isola è una via di fuga dalla realtà della terraferma, così la pittura su vetro nega tecnicamente tutte le regole della pittura su altri supporti», prosegue di Alicudi. «Dipingere su di un vetro significa dipingere “al contrario”: si inizia dai particolari per arrivare, pennellata dopo pennellata, al contesto generale; ciò che dipingi a destra si ritroverà al sinistra. È un modo di guardare il mondo che mi rappresenta».

Le opere che compongono Jeunesse d’Amour sono al tempo stesso fortemente simboliche ma anche intensamente autobiografiche. In esse ci sono ricordi, piccoli aneddoti di vita vissuta che grazie alla forza dell’immaginazione si spogliano della nostalgia per diventare altro. «Non sono una persona nostalgica. A volte, semplicemente, il mondo che mi circonda non mi piace. Così ne invento un altro. Lo dipingo su questi vetri e lo guardo con i miei occhi. È un modo per aggiungere ilmio sguardo ai tanti rimasti lì intrappolati nel tentativo di raggiungere il mare».

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