Un'installazione ambientale sonora di Invernomuto, 4 studi sull'increspatura del mare. Courtesy dell'artista e ph. credits di Agostino Osio.
âIl sogno di Antonio: un viaggio tra arte e tessutoâ è la mostra che ripercorre il lavoro, la vita e la passioni di Antonio Ratti nella splendida cornice di Como. Diviso fra Villa Olmo, Villa del Grumello e Villa Sucota, il percorso espositivo ricongiunge la visione e la storia dellâimprenditore comasco con lâarte contemporanea. La storia di Ratti S.p.A. nasceva nel Dopoguerra, seguendo lâintenzione di ricostruire lâItalia industriale a partire dal legame profondo tra grandi realtĂ aziendal allâavanguardia, cultura e filantropia.
Si tratta della terza mostra dedicata ad Antonio Ratti: la prima nel 2017, a Palazzo Te a Mantova, lâanno dopo a Roma, alle Terme di Diocleziano, dove veniva approfondita ulteriormente la passione di Ratti per la produzione tessile e per la cultura. In questa occasione la curatela della mostra è stata affidata a Lorenzo Benedetti, Annie Ratti, una delle figlie di Antonio, e a Maddalena Terragni, che si è occupata della sezione tessile.
Si parte da Villa Olmo, il centro nevralgico di questo progetto. Nella meravigliosa dimora settecentesca è possibile ripercorrere la storia di Antonio Ratti attraverso materiali dâarchivio, tessuti antichi e opere dâarte contemporanea. Uno degli elementi piĂš interessanti in mostra è il documentario dedicato alla vita dellâimprenditore, con interventi di Giulio Paolini e di molti degli artisti che lo hanno conosciuto e ammirato.
La storia di Ratti S.p.A. nasceva nel Dopoguerra, seguendo lâintenzione di ricostruire lâItalia industriale a partire dal legame profondo tra grandi realtĂ aziendali allâavanguardia, cultura e filantropia. Nel 1945 Antonio Ratti iniziò a produrre e vendere stampe e tessuti raffinati ed esclusivi, senza dimenticare la tradizione dellâartigianalitĂ . Oggi lâazienda collabora con le piĂš importanti maison di moda del lusso e del prĂŞt-Ă -porter a livello mondiale.
Uno dei progetti piĂš importanti a sostegno dellâarte e della cultura mandato avanti da Ratti è il CSAV â Artistsâ Research Laboratory, una piattaforma sperimentale che si pone come obbiettivo quello di incoraggiare il dialogo fra artisti di diverse generazioni e nazionalitĂ . Ogni anno vengono selezionati circa 20 studenti, per indagare le varie modalitĂ del fare arte al di fuori dallâottica accademica. Alcuni degli artisti che hanno partecipato a questo laboratorio sono Invernomuto, Daniel Jablonski e Oscar Santillan.
Lungo il Chilometro della Conoscenza â il percorso che unisce i parchi di Villa Olmo, Villa del Grumello e Villa Sucota â è possibile vedere le opere di Ilya e Emilia Kabakov, Liliana Moro, Giulio Paolini e RaĚ di Martino. A Villa Sucota, sede della Fondazione Antonio Ratti, istituita giĂ nel 1985, sono in esposizione altri elementi presi dallâarchivio tessile di Antonio Ratti insieme a opere di altrettanti artisti legati allâistituzione da molti anni come Jimmie Durham, Christina Mackie, Karl Holmqvist e molti altri.
Questa esposizione cosĂŹ estesa si diffonde anche nella cittĂ di Como, con una proiezione di Alfredo Jaar sulla facciata della Casa del Fascio e con unâopera di Hans Haacke sulla facciata del Teatro Sociale, davanti allo Spazio Culturale Antonio Ratti (ex Chiesa di San Francesco).
La volontĂ di descrivere la storia di Antonio non risulta mai invasiva rispetto alle opere o ai pezzi dâarchivio in mostra. Lâanima e la passione di Antonio Ratti vivono attraverso lâesperienza di chi apprezza i risultati del suo incessante lavoro a favore del mondo dellâarte e della cultura. Anche dopo la sua morte, nel 2002, la Fondazione Ratti è rimasta un punto di riferimento per lâarte contemporanea e la ricerca, una piattaforma incubatrice di idee che continua a lasciare un segno non solo sul territorio ma anche nelle esperienze degli artisti che vi entrano in contatto.
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