Fino al 21 settembre 2025, la GNAMC – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita una personale di Andrea Lelario, a cura di Nicoletta Provenzano. Dal titolo Un racconto lungo un viaggio, la mostra si snoda attraverso numerose sale, componendosi di disegni realizzati con penna micron 0,3 su cartoncino, incisioni e fotoincisioni, grafite e Dibond che, grazie all’intelligenza artificiale, hanno permesso di ampliare taccuini minuti in opere fuori misura.
Si tratta di un itinerario in cui il concetto di viaggio sembra sovrapporsi a quello di rebus, divenendo dispositivo simbolico per indagare i lembi dell’inconscio, i tasselli della memoria, le apparizioni dell’immaginazione.
Il supporto principale è la carta, dove il segno si fa mezzo esplorativo dell’interiore. Qui è contenuto il senso dell’esotismo, esso detta l’urgenza d’annotare flussi di coscienza, incastonando vegetazioni intricate e luoghi reconditi. Le citazioni iconografiche si fanno cesure dotte, echi dell’essere, in cui «S’intrecciano gli studi junghiani ai paesaggi del Grand Tour e dei Castelli Romani. Ci si addentra in un meccanismo che lega le reti universali a quelle neuronali, tracciando nuove mappe archetipiche», spiega la curatrice.
Le opere, come fossili di memoria, si fanno testimonianza per indagare l’energia radiante che ci circonda. Il tema onirico predomina, con un omaggio a Dürer e al mito, attraversando un’atmosfera sempre più sottile e ramificata, per una continua germinazione dell’esistenza.
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