Categorie: Mostre

L’arte che sopravvive alla guerra: la nuova mostra del museo M9

di - 16 Marzo 2025

Si intitola Arte salvata. Capolavori oltre la guerra del MuMa di Le Havre la nuova esposizione temporanea che si dipana nelle bianche sale del Museo del Novecento di Mestre. Come suggerito dallo stesso titolo, punto focale della mostra è la capacità dell’arte di sopravvivere alle devastazioni dei bombardamenti e la necessità, anche nel presente, di prendersi cura del nostro prezioso patrimonio storico-artistico.

L’occasione si inserisce nelle celebrazioni per gli ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, che per Le Havre significò l’annichilimento quasi totale del proprio tessuto urbano. Arte salvata, curata da Géraldine Lefebvre, direttrice del MuMa, e Marianne Mathieu, esperta di impressionismo e post-impressionismo, diventa così una storia di rinascita che si spinge però oltre i confini francesi: imprescindibile è infatti il dialogo con Mestre e Porto Marghera, anch’esse duramente colpite dal conflitto. Questo dialogo si concretizza in particolare in una sezione fotografica dedicata alla guerra a Mestre, con un approfondimento sul bombardamento del 28 marzo 1944, che causò circa duecento vittime. Le immagini raccontano una città devastata, la difficoltà della popolazione civile, la lotta per la sopravvivenza e la lenta ricostruzione.

Arte Salvata, M9 Museo del ‘900 Mestre, exhibition view

Queste fotografie trovano un triste parallelo nelle immagine di una Le Havre rasa al suolo. Ma sopravvivono, durante la Guerra Totale, la maggior parte dei capolavori pittorici del MuMa, assieme al museo che li custodisce. Essi diventano così perno simbolico per la ricostruzione, guidata dall’architetto Auguste Perret.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore lungo l’evoluzione artistica di Le Havre, da crocevia dell’impressionismo fino agli sviluppi del Fauvismo. Si parte dalle marine di Eugène Boudin e Claude Monet, per poi immergersi nelle atmosfere di Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Maxime Maufra e Henry Moret. È in questo periodo che nella cittadina francese si crea anche una vivacissima comunità di collezionista e appassionati, che sostengono gl artisti e danno vita ad alcune delle più importanti raccolte d’arte dell’epoca.

Seguono le suggestioni simboliste di Paul Gauguin, Jean-Francis Auburtin, Ker Xavier Roussel, Maurice Denis e Marie Droppe, fino ad arrivare a Othon Friesz e alle vedute meridionali di Albert Marquet e Charles Camoin. Moltissimi sono poi i lavori di Raoul Dufy che si possono ammirare in mostra: marine, piccole imbarcazioni, zone costiere… Tutto si immerge comunque nel blu che per l’artista «è l’unico colore che mantiene la propria individualità. Prendete il blu nelle sue varie sfumature, dalla più scura alla più chiara; sarà sempre blu».

Ad arricchire l’esperienza della mostra, un percorso musicale curato dal musicista veneziano Dario Falcone: Debussy, Ravel, Messiaen, Malipiero, ma anche Bach, Mozart e Chopin—quest’ultimo amato da Dufy, che gli dedicò diverse opere. La musica diventa così una chiave d’accesso al contesto culturale e artistico della Francia tra Ottocento e Novecento.

Con quest’esposizione il museo M9 di Mestre si riconferma dunque come un luogo da cui possono nascere importanti collaborazioni internazionali —come dimostrato in precedenza dalle mostre dedicate a Banksy e a Burtynsky. Ancor più rilevante è poi il fatto che Arte salvata esplori il legame tra distruzione e memoria, mettendo in luce il ruolo dell’arte nel dare forma a ciò che resta dopo la guerra. Un racconto, questo, che non si ferma al passato, ma interroga il presente, ricordando come il patrimonio culturale non sia solo un’eredità, ma una responsabilità.

Arte Salvata, M9 Museo del ‘900 Mestre, exhibition view
Arte Salvata, M9 Museo del ‘900 Mestre, exhibition view

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