Categorie: Mostre

La pittura onirica di Oliver Bak sembra sul punto di scomparire nello spazio

di - 13 Dicembre 2025

Fino al 17 gennaio 2026, Indipendenza ospita Swarmers, la personale dell’artista danese Oliver Bak. L’esposizione è l’esito di un percorso creativo che unisce la pratica pittorica dell’artista, di base a Copenaghen, e un periodo di residenza in Italia, iniziato ai Matta Archives di Tarquinia e concluso negli spazi dell’appartamento romano di via dei Mille, sede di Indipendenza. La mostra raccoglie 12 opere inedite su tela, in olio e cera, e una selezione di disegni esposti per la prima volta in quest’occasione. Allestite tra pavimenti alla veneziana, soffitti dipinti e carte da parati d’epoca, queste immagini transitorie abitano silenziosamente le stanze: figure sospese, creature in metamorfosi e un movimento interno alle opere che sembra animare lo spazio stesso.

Foto di Giorgio Benni. © the Artist, Courtesy the Artist and Sprüth Magers

Oliver Bak dal nord Europa al centro Italia

La residenza italiana ha messo Bak davanti a un territorio stratificato, denso di memoria e di simboli arcaici. Il confronto con Tarquinia — con il suo paesaggio, la sua storia etrusca e l’eredità di immagini che vi sopravvive — diventa per un giovane artista nord-europeo un’occasione di apertura e di scambio. Swarmers porta a Roma il risultato di questo attraversamento: un dialogo silenzioso che passa dal mito all’onirico, dal passato archeologico all’immaginazione contemporanea.

Con la sua identità ibrida fra spazio espositivo e appartamento storico, Indipendenza restituisce pienamente questo incontro. Le opere sembrano arrivare da lontano, “sciamare”, come scrive Giorgio Di Domenico nel testo che accompagna la mostra, attraversare le scale, infiltrarsi con naturalezza nell’ambiente, transitando, trasformando l’esposizione in un racconto di migrazioni visive.

Oliver Bak, Swarmers, Indipendenza. Installation view. Foto di Giorgio Benni. © the Artist, Courtesy the Artist and Sprüth Magers

Swarmers: pittura onirica a Indipendenza

La pittura di Oliver Bak possiede una leggerezza solo apparente. I suoi paesaggi evanescenti, aleatori, accolgono figure fluttuanti — danzatori, falene, spiriti, crisalidi — che sembrano emergere da un altrove indefinito. È una leggerezza che oscilla costantemente verso l’ombra, una danse macabre in cui i corpi non muoiono ma cambiano forma.
Le opere di Bak provengono da un’ambientazione surrealista, in cui la narrazione non è mai dichiarata, ma insinuata. Le creature liminali dipinte popolano un universo altro, sospeso tra fiaba e inquietudine. Queste figure non cercano realismo: attraversano lo spazio pittorico come presenze leggere, talvolta ironiche, altre volte perturbanti.

Foto di Giorgio Benni. © the Artist, Courtesy the Artist and Sprüth Magers

Oliver Bak e la metamorfosi della pittura

Le figure che Bak dipinge sembrano spostarsi incessantemente: salgono e scendono scale, scivolano dentro e fuori dalla superficie, emergono dagli strati di pittura per affacciarsi allo spazio reale. È un dinamismo che incarna immagini in migrazione, portatrici di narrazioni che attraversano tempo e spazio.

Nei quadri di Bak il movimento coincide con una metamorfosi continua, non solo dei soggetti ma della pittura stessa. Le sue tele mostrano pochi strati, un pittura ancora fresca e fertile, una ricerca in crescita, con la sua vitalità e la porosità che oggi la rendono così riconoscibile. In Swarmers, la pittura si muove, respira dentro lo spazio, si insinua tra le pareti e poi sembra scomparire, un’apparizione evanescente.

Oliver Bak, Swarmers, Indipendenza. Installation view. Foto di Giorgio Benni. © the Artist, Courtesy the Artist and Sprüth Magers

Articoli recenti

  • Mostre

Oltre la fotografia: al Museion di Bolzano gli ambienti di Franco Vaccari raccontano la storia di un artista visionario

A Bolzano, Feedback rilegge il lavoro di Franco Vaccari e le sue intuizioni visionarie sull’opera d’arte come spazio di scambio…

5 Aprile 2026 16:30
  • Arte contemporanea

Chi sono i nuovi protagonisti della Biennale? Sette padiglioni debuttano a Venezia

Dalle lacche del Vietnam alle radici post-coloniali della Sierra Leone: la Biennale di Venezia accoglie sette debutti assoluti che ridisegnano…

5 Aprile 2026 12:54
  • Fotografia

Other Identity #199, altre forme di identità culturali e pubbliche: Ana Priscila Rodriguez

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

5 Aprile 2026 10:30
  • Cinema

Before Sunrise torna al cinema e ferma il tempo

Celine e Jesse si incontrano sul treno, e si innamorano prima dell’alba. A distanza di trent’anni, il film cult di…

5 Aprile 2026 8:15
  • Arte contemporanea

Coniglio, simbolo pasquale e icona pop

Secondo Herman Hesse, «dove animali più nobili si estinguono, vince il coniglio, che non ha pretese, vive contento e continua a riprodursi all’infinito».…

5 Aprile 2026 0:02
  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00