Categorie: Mostre

La poesia che diviene dipinto: opere di Mauro Pipani in mostra a Milano

di - 7 Dicembre 2024

Gli occhi velati dal sonno, le lenti della montatura hanno un sottile strato di polvere, il fumo, che sale serpeggiando dalla tazza di tè, si perde e non si sa se sia lui o l’espirare dell’artista ad appannare leggermente il sottile vetro. Di fuori sta iniziando l’inverno: una pervasiva nebbia mattutina avvolge la casa, si fonde nei colori della foresta dilaniata dal terremoto e, più in là, lascia solo lo spazio a una potente e vorace nuvola biancastra che riflette un cielo quasi di mare. Infine, ecco il noto ignoto che sputa la caligo marina, una massa di infinita umidità sull’Adriatico. Così immagino Mauro Pipani, in riflessione prima dell’inizio di questa danza giornaliera di colori, strati e piani visivi per preparare la mostra Über die Ferne, omaggio a Paul Celan, tradotta dal curatore Flaminio Gualdoni come Oltre la lontananza e visitabile alla Galleria Monopoli di Milano.

Cosa c’è oltre la lontananza? Oltre la lontananza c’è stata una vicinanza; forse c’è ancora una vicinanza o addirittura ci sono tante vicinanze, come le presenze eteree nei quadri dell’artista. Queste presenze sono raggiungibili e salvifiche: appigli, ancore di salvezza, gradini che permettono un giorno di definire nuovamente vicinanza ciò che prima era così lontano da non poter essere visto ma solo percepito, seppur chiaramente.

Mauro Pipani, SpazialitĂ  2024, tecnica mista (pigmenti su carta e garze intelate), 60Ă—60

Così Pipani, in quella mattina invernale, non vede il mare dalla sua Cesena, ma sa che è laggiù, sa che superando tutti quei piani può raggiungerlo, sa come farlo, ha percorso quella strada migliaia di volte, nonostante sia sovente piena di nebbie. La sua è una visione così cristallina e così geneticamente profonda che può riportarla senza fatica in pittura dentro il suo isolato studio fatto di legni, smalti, colle, pigmenti, tutti dello stesso colore e della stessa sostanza di quei piani che si frappongono tra il suo ceruleo iride e il suo azzurro mare. Riprendendo il poeta Paul Celan: «Nella fonte dei tuoi occhi / Il mare mantiene la sua promessa».

Mauro Pipani, I muri del paese, 2024 tecnica mista (pigmenti su carta e garze intelate), 110Ă—130

Le sue opere, installate nella Galleria Monopoli, fluttuano nella bruma candida dei muri e tracciano uno sguardo verso l’infinito, oltre il lontano. Durante questo percorso le sue creazioni sono capaci di suscitare svariate riflessioni. Evidente il suggerimento di una vita vissuta in un presente ben localizzato e attorniato da tanto amore e da tanta rigogliosa vita; i suoi quadri raccontano la capacità di essere, di stare e lavorare su di un piano presente, temporale e tangibile.

Mauro Pipani, Laguna, 2024, tecnica mista (pigmenti su carta e garze intelate), 135Ă—175

Soprattutto questo percorso di opere, di piani e di distanze presenta i molteplici e necessari sipari che si affrontano durante qualsiasi percorso di vita: non c’è nulla di veramente distante, se, dall’obiettivo lontano, ci si incammina per la strada inversa, annotando tutte le pietre del presente su cui il passo non vacillerà, tornando infine a noi stessi, pronti al viaggio con lo zaino pieno di chiarezza e lo sguardo colmo di bellezza.

Mauro Pipani, Paesaggio, 2024, tecnica mista (pigmenti su carta e garze intelate), 109Ă—134
Mauro Pipanit Senza Titolo, 2024, tecnica mista (pigmenti di rosso ercolano su carta e garze intelate), 110Ă—130

La mostra di Mauro Pipani sarĂ  visitabile alla Galleria Monopoli di Milano fino al 14 dicembre 2024.

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