Lauren Wy, Twin Flame, 126x100cm, Oil on canvas, 2022, pg Stefano Mattea
Attraverso il linguaggio pittorico Lauren Wy (Long Beach, USA, 1987) crea una serie di lavori che raccontano in maniera romanzata la sua vita da artista itinerante. La sua ricerca indaga l’archetipo della donna selvaggia, esprimendo senza filtri la propria femminilità.
Il primo lavoro in mostra è il capitolo 12, intitolato Il corpo di una cagna (2021), appartenente al progetto Autodesire. In questo periodo Wy vive nomade all’interno della sua automobile ed inizia una ossessiva produzione di centinaia di pastelli ad olio di piccole dimensioni. Le scene narrano eccesso e perdizione tra piacere e sensualità, nel turbinio di un corpo che, rappresentato più volte, dà l’impressione del movimento.
I dipinti su carta, applicati su tavole di legno, sono rilegati come dei libri ed acquisiscono una dimensione spirituale. I visitatori sono invitati dall’artista a toccare i tomi del capitolo seguente: Io urlo per il tocco (2022), disposti su una mensola.
I quadri diventano grandi tele, raccontandoci tra le righe l’evoluzione del suo percorso ed il suo trasferimento a Torino dove ha un grande atelier in cui lavorare. I colori utilizzati nelle sue opere hanno toni freddi ed acidi, le pennellate rivelano un forte impeto dalla carica spontanea. Sopra le grandi campiture di colori sovrapposti emergono come abbozzati i tratti dei corpi nudi estatici tra linee di piacere e forme sensuali.
Infine Lauren Wy omaggia l’Italia scegliendo alcuni dei vasi e delle damigiane della tradizione, li riempie di cemento, materiale da lei considerato tipicamente mascolino, e ne ottiene calchi dalle forme femminili che diventano nuove superfici da dipingere. La sua narrazione è una medicina che vuole infondere indipendenza, libertà e invita le donne ad una sana introspezione, raccontando senza vergogna una pulsione, quella che appartiene alla donna selvaggia, analizzata da scrittrici e psicoanaliste come Clarissa Pinkola Estés.
La mostra continua negli spazi del Project Space di Société Interludio a Cambiano, in via Torino 5, dove sono esposte altre opere dell’artista.
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