Categorie: Mostre

Le opere di Daniele Basso al Santuario di Oropa, tra arte e spiritualità

Fino al 18 settembre 2022, a diversi metri di altitudine nei pressi di Biella, sarà possibile immergersi in luoghi incontaminati ed ammirare nove luccicanti opere in acciaio specchiante di Daniele Basso. Un percorso espositivo che coinvolge arte, architettura e natura. La mostra, dal titolo “Le pieghe dell’anima”, curata da Irene Finiguerra e ospitata presso il prestigioso complesso monumentale del Santuario di Oropa, riflette la volontà dell’artista di indagare i luoghi più reconditi dello spirito umano, creando un corto circuito visivo e mentale fra l’opera e lo spazio in cui è collocata. Come dichiarato dall’artista stesso infatti, «Quella di Oropa può essere definita una mostra in dialogo con le nostre aspirazioni e paure. Il desiderio di andare oltre la superfice delle cose, fin dentro alle pieghe dell’anima, verso l’essenza della vita».

Daniele Basso, Boogyeman, 2019, Acciaio lucidato a specchio e CorTen, 280x210cm

L’esposizione al Santuario, inizia con Boogyeman e Ikaros: opere metafora della lotta incessante tra debolezze e aspirazioni di ognuno. Rifacendosi al mito di Icaro e alle macchine di Leonardo da Vinci, Basso esprime l’irreprimibile impulso alla conoscenza insito nell’animo umano. E se Ikaros è un tentativo di volo oltre i confini dell’immaginazione, Boogyeman rappresenta una maschera grottesca della paura, pronta a sgonfiarsi per accedere ad un livello superiore di “coscienza consapevole”.

Daniele Basso, Cristo Ritorto, 2020, Resina blue e legno d’ulivo, 12×28 cm

Presso la Basilica Antica si trova invece la statua intimista ed umanizzata del Cristo Ritorto. Opera simbolo di un futuro da riscrivere, emblema di fede e di riflessione trascendentale che, insieme al falco Achill – collocato nel colonnato antistante – ci invitano a «conservare la nostra vita ricca di contenuto e di significato». Il nobile rapace, omaggio alla montagna e al potere della visione, fa parte del progetto Frame, che l’artista realizza come serie “non finita”. «Accade a volte – spiega Basso – che le “opere finite” impongano una sorta di distacco. Le ammiriamo come spettatori di un atto altrui. Possono piacerci ma alla partecipazione sostituiamo perlopiù il desiderio di possesso. Il progetto Frame vuole andare oltre questa distanza: mostrando l’opera in via di realizzazione, ne rivelo la storia, il senso, gli intrighi e le curiosità».

Achill, Daniele Basso, Contini Venezia, ph. Daniele Basso

La mostra così strutturata, non si limita al sito UNESCO di Oropa, ma continua in una sorta di percorso itinerante che avvicina gli spazi sacri alla città di Biella. Nelle sedi del Palazzo del Governo con l’esposizione di Bimbo Faber e nel Museo del Territorio Biellese, dove troviamo altre interessanti opere, Daniele Basso omaggia l’essenza del made in Italy e la cultura millenaria del nostro Paese. Infine, nel cortile interno di Palazzo Ferrero è possibile ammirare l’opera Hic Sunt Leones, anch’essa in acciaio specchiante.

Daniele Basso, Hic Sunt Leones, 2018, Acciaio lucidato a specchio a mano, 90×30 cm

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