Van Gogh Multimedia e la Stanza segreta. Ph Stefano Renna
A Napoli, nel Settecentesco Palazzo Fondi, rimodernato, nel 2018, al fine di accogliere eventi, è aperta, fino al 26 giugno 2022, la mostra âVan Gogh multimedia e la Stanza Segretaâ, ideata e prodotta da Navigare Srl, che ha lâintento di portare lâarte al piĂš vasto pubblico, cercando di bissare il successo della recente mostra, nella stessa sede, su Frida Kalo. Due vite inquiete: Frida placava la sua inquietudine nel rapporto, soprattutto amoroso, con gli altri; Vincent cercava inutilmente di placarla chiudendosi in se stesso e borbottando le sue insoddisfazioni in centinaia di lettere ai suoi pochi amici, soprattutto al fratello Theo.
Forse, a volte, la scelta degli artisti da mettere in mostra sembra sia dovuta allâappeal della loro vita tormentata, e su di essa si accentra lâattenzione degli organizzatori, attenti a soddisfare un pubblico commosso soprattutto dai personali drammi umani. E proprio un drammatico squilibrio câera nella psiche di Vincent, che alternava una quasi mistica esaltazione del credo religioso, appreso dal padre Theodorus (1822/1885), pastore della Chiesa Riformata dâOlanda, alla passione umanitaria spinta fino alla mortificazione di se stesso, condividendo la vita dei piĂš poveri, dei contadini e dei minatori, lesinandosi il cibo e dormendo sulla nuda terra, allâambigua lunga amicizia con Cien, una prostituta, e a smodate viziose frequentazioni.
Proprio questi ultimi episodi della sua vita sono stati oggetto, durante la mostra, di una performance con scene di disperazione del misero Vincent e vivacissime danze di travestiti e di sguaiate prostitute, eseguite da ballerini molto espressivi. Secondo alcuni, lâartista avrebbe dovuto meritare maggiore rispetto (ricordiamo il caso della mostra alla Courtauld Gallery di Londra, dedicata agli autoritratti di Van Gogh e aspramente criticata per un gadget a forma di orecchio in vendita al bookshop) e della sua vita sarebbero dovuti essere celati gli aspetti piĂš crudi. Ma questo sarebbe stato forse un errore in cui non sono cascati i curatori della mostra. Dalle centinaia di lettere di Vincent sono state tratte delle frasi significative, riportate in caratteri cubitali sulle pareti dellâesposizione, in cui lui si lamenta di essere considerato una nullitĂ . Infatti la sua arte non gli veniva riconosciuta e, durante una decina dâanni dâintenso lavoro, in cui produsse centinaia di opere-capolavoro, riuscĂŹ a venderne soltanto una.
Unâaltra scritta confida la sua gioia nel contemplare il cielo stellato, oggetto di tanti suoi dipinti. Questi sono letteralmente âspiegatiâ, dispiegandone (= ingrandendone) a dismisura, sulle pareti delle sale, le riproduzioni digitali. Arricchiscono la mostra le opere di pittori che operarono in quegli anni, tra Impressionismo e Belle Epoque: Bernard, CĂŠzanne, Cormon, Monticelli, Mauve, Toulouse Lautrec e Gauguin. Con questâultimo Van Gogh ebbe un violento alterco che lo fece adirare a tal punto (episodio noto ma le teorie sono molte) che se la prese con se stesso e si tagliò il lobo di un orecchio. Ma questo non fu lâesempio piĂš importante di masochismo nella sua vita, che concluse con il suicidio. Degli autori citati, oltre alcuni dipinti, ci sono soprattutto delle incisioni, tra cui câè anche una eliogravure di Van Gogh.
Ma non câè paragone tra lâemozione estetica procurata da queste opere e quella originata da due quadri di Van Gogh, di modeste dimensioni, che sono stati in mostra, nel Museo di Capodimonte, nel febbraio del 2017, per tre settimane, dopo essere stati recuperati, dopo un furto, dalla Guardia di Finanza: âPaesaggio marino a Scheveningenâ e âUna congregazione che esce dalla chiesa riformata di Neuenenâ.
Mentre nella mostra di questi giorni ha grande successo lâinserimento della realtĂ digitale e la visione tridimensionale con la tecnologia dellâOculos VR 360 QHD delle sue opere. Ma forse questo non basta a spostare lâattenzione dei visitatori dalla sua vita alla sua arte.
Dopo aver abbattuto un Papa con un meteorite, Maurizio Cattelan apre una linea diretta con lâaldilĂ (o quasi): un numero…
Arte pubblica e impegno civile: Michelangelo Pistoletto presenta Three Mirrors, unâopera globale sulla Pace Preventiva che si diffonderĂ sugli schermi…
Decine di migliaia di persone sono scese per le strade di New York per partecipare alla marcia No Kings: la…
La storica galleria Christian Stein celebra 60 anni riaprendo gli spazi ex-industriali alle porte di Milano: non un semplice magazzino…
Accademie italiane e istituzioni internazionali presentano la seconda edizione del Levante Prize, il concorso dedicato a studenti e giovani artisti,…
Galerie Negropontes inaugura la sua stagione veneziana con unâesposizione che celebra l'opera di Constantin Brancusi dentro uno dei capolavori di…