Categorie: Mostre

L’immaginario dell’Hôtel-Dieu ricostruito a Venezia negli spazi della galleria A plus A

di - 15 Dicembre 2023

Una mostra che prende il nome dall’immaginario di Hôtel-Dieu, un simil-ostello, ospizio, luogo di sosta, transito e talvolta residenza, nato in epoca medievale per le persone meno abbienti. Organizzata dalla School for Curatori Studies Venice e da A plus A Gallery, la mostra nasce dalla richiesta fatta a ventisette artisti, di pensare ad una loro rilettura degli spazi di Hôtel-Dieu, riflettendo su come questo potrebbe trovare una traduzione nel contemporaneo, con il tentativo di riconferire a questo luogo un proprio volto e una propria identità.

Ecco che i pavimenti della galleria vengono tappezzati di materassi e simil-brandine, mentre le pareti rivestite di cimeli, volti e ricordi. I luoghi di Hôtel-Dieu, raccontati negli spazi di A plus A, diventano vivi, testimoni di quel rapido transito di volti e anime che qui hanno soggiornato e che hanno conferito loro una propria identità e personalità. Immagini affisse, profonde incisioni, macchie, graffi e usure vanno a costituire non solo la materialità ma anche il simbolismo di questo luogo. Qui ogni singolo oggetto perde il proprio significato materiale, divenendo una sorta di amuleto, un mero medium per veicolare un pensiero più alto e personale, unico rimando alla vita passata.

Hôtel-Dieu_A plus A Gallery_ph Clelia Cadamuro

Per ricreare questo immaginario alcuni artisti, ragionando attorno ai legami che loro stessi possiedono con alcuni oggetti e slegandoli dal loro involucro materiale, hanno qui collocato quegli elementi che racchiudono in sè frammenti della loro vita.

Possiamo ad esempio osservare il lavoro di Nebojša Despotović dove egli, nel suo cassetto del letto, dispone affiancati: un libro, il coltello di famiglia, una saponetta e conchiglia, regali di sua madre. Questi oggetti, che simboleggiano il suo attaccamento alla famiglia e ai ricordi, diventano degli amuleti avidamente conservati dal suo proprietario.

Questo concetto viene riproposto tramite un supporto differente anche nell’opera di Daria Dmytrenko e Bogdan Koshevoy. Qui la vita dei due giovani artisti si traduce nella bianca sutura che solca il vellutato tessuto nero del baldacchino. Attraverso il ricamo sono riusciti ad immobilizzare la loro storia nelle trame del tempo per mantenerla lì impressa, testimonianza del loro passaggio. C’è anche chi, nel tentativo di presentarci la propria identità, decida di collocare direttamente sopra la branda il suo stesso cuore, ecco il caso di Jingee Dong.

Thomas Braida & Anastasiya Parvanova, Collezione Casa delle ragazze, Hôtel-Dieu_A plus A Gallery_ph Clelia Cadamuro

A plus A propone attraverso questa esposizione anche una critica nei confronti della città di Venezia, denunciandone la sua situazione affitti. Per farlo, i curatori, creano un parallelismo fra gli spazi medievali, e post, di tel-Dieu, alle attuali residenze degli studenti, oramai ridotte a simil-dormitori. Le case decadenti di questi giovani, cariche di identità e personalità, diventano non luoghi di vita, ma di transito, dove ciascuno di loro, nel piccolo cassetto a lui riservato, colloca tutti i suoi miseri e scarni averi. È come se, in vario modo, Hôtel-Dieu si trovasse riflesso in molti palazzi della città veneziana, e non solo qui.

A plus A in questa esposizione cerca di portarci a ragionare attorno ai concetti di oggetto-spazi indagandone oltre la loro accezione materiale, per giungere a considerarli anche come luoghi mentale di riflessione, detentori di significati altri e più alti.

Alessandro Bevilacqua e Nina Ćeranić, Am I Really All the Things that are Outside of Me, 2023, mix media installation, 240x90x120cm, Hôtel-Dieu_A plus A Gallery_ph Clelia Cadamuro

I ventisette artisti che hanno presentato le loro opere allesposizione tel-Dieu sono:

Ornella Cardillo, Anna Marzuttini, Giulio Malinverni, Barbara Prenka, Pierluigi Scandiuzzi, Alessandro Miotti, Greta Ferretti, Daria Dmytrenko, Bogdan Koshevoy, Leonardo Furlan, Francesco Casati, Thomas Braida, Anastasiya Parvanova, Edison Pashkaj, Francesco Zanatta, Mattia Varini, Simone Rutigliano, Giulia Maria Belli, Sebastiano Pallavisini, Bruno Fantelli, Jingee Dong, Giulia Maria Belli, Wei Chao Chen, Nebojša Despotović, Simone Carrara, Alessandro Bevilacqua e Nina Ćeranić.

Pierluigi Scandiuzzi, Hôtel-Dieu_A plus A Gallery_ph Clelia Cadamuro
Hôtel-Dieu_A plus A Gallery_ph Clelia Cadamuro
Hôtel-Dieu_A plus A Gallery_ph Clelia Cadamuro

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Il Max Mara Art Prize for Women diventa nomadico e guarda all’Asia

Il Max Mara Art Prize for Women si apre a una nuova fase globale: la decima edizione sarà sviluppata in…

22 Gennaio 2026 11:00
  • Arte contemporanea

Cinque cose da sapere su Anselm Kiefer, in attesa della mostra a Milano

Aspettando la mostra Anselm Kiefer al Palazzo Reale di Milano, in apertura dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, cinque…

22 Gennaio 2026 10:30
  • Mercato

PhotoBrussels Festival 2026 festeggia dieci anni di fotografia

Un intero mese di eventi diffusi tra gallerie, musei, spazi indipendenti e luoghi pubblici. L'obiettivo? Riscoprire la città attraverso la…

22 Gennaio 2026 10:00
  • Musei

Un nuovo museo, restauri e tanto contemporaneo: il 2026 della Fondazione Musei Civici di Venezia

Dagli Etruschi al Ducale a Erwin Wurm al Museo Fortuny, passando per Jenny Saville a Ca’ Pesaro e per l’apertura…

22 Gennaio 2026 9:30
  • Arte contemporanea

Bocal, un nuovo spazio per l’arte contemporanea a Roma

Sotto la direzione artistica di Isabella Vitale, i Pieux Établissements de la France à Rome inaugurano bocal, un laboratorio di…

22 Gennaio 2026 0:02
  • Mostre

Tre artiste, due generazioni, un sud plurale: la mostra del Premio Meridiana al museo Madre

Al museo Madre di Napoli, la prima mostra del Premio Meridiana: Santa do pau oco, a cura di Gabriella Rebello…

21 Gennaio 2026 19:30