Categorie: Mostre

L’indissolubile legame fra arte e scrittura in mostra al Museo Correr di Venezia

di - 16 Maggio 2024

Una volta oltrepassata la soglia del Museo Correr, un’installazione lignea collega le opere degli artisti contemporanei ai beni archivistici della collezione, creando un parallelo tra la Via della Scrittura e una ipotetica Via dell’arte. Attraversandola, gli osservatori possono immergersi nel percorso storico-evolutivo della calligrafia, arrivando a comprendere sempre più la stratificazione di significati nel corso dei secoli.

Gli autori in mostra Gayane Yerkanyan e Sarko Meené, Golnaz Fathi, Hassan Massoudy, Mingjun Luo, Monica Dengo, di differente provenienza geografica, presentano, in modi differenti, le loro identità culturali tramite il loro gesto pittorico, strettamente legato alla loro personale determinante grafica. Il tratto artistico diventa per loro dunque un vero e proprio alfabeto visivo, un linguaggio simbolico.

Exhibition view. Courtesy Fondazione Musei Civici Venezia

Questo concetto è evidente nell’opera di Monica Dengo, curatrice dell’esposizione e artista, Meravigliarsi è andare oltre i confini, 2024. Qui le pennellate, apparentemente casuali, in realtà vanno a comporre una parola quando osservate da lontano. Per cogliere ciò è però necessario fare un passo indietro, così come è necessario allontanarsi per analizzare il legame che insiste tra arte e scrittura, entrambi determinati di uno stesso sistema linguistico.

Gli artisti nelle loro opere, riflettono attorno al significato dei soli grafemi che compongono una parola, per farlo essi arrivano ad isolare le singole lettere dal contesto. Cogliendole dunque per il loro mero contenuto formale, esse divengono veloci pennellate che animano la tela. Attraverso questa focalizzazione posta ai singoli grafemi, comprendiamo che, in fondo, questo apparato grafico non sia effettivamente di sola ispirazione al sistema pittorico, ma di come ne sia ad esso determinato.

Hassan Massoudy (Iraq). Con l’argilla creiamo vasi, ma il vuoto al loro interno dà al vaso la sua funzione (Laozi), 2003. Inchiostro e pigmenti su carta rigida, 27×20 cm. Courtesy Fondazione Musei Civici Venezia

La scelta curatoriale di porre tale installazione come introduttiva al percorso espositivo della collezione permanente, fornisce all’osservatore un filo rosso in grado di permettergli di analizzare le opere successive, di epoche più tarde, con un occhio rivolto al presente. La Via della Scrittura non vuole dunque solamente esplorare l’arte calligrafica, ma vuole anche fungere da ponte tra presente e passato, sottolineando come l’ “oggi” sia una sua continua rielaborazione.

Mingjun Luo (Cina), Tracce di scrittura, 2024 (dettaglio). Inchiostro su stoffa di cotone su struttura di legno, 150 cm ø. Courtesy Fondazione Musei Civici Venezia

Gayane Yerkanyan (Yerevan, Armenia, 1989), nelle sue opere, rivoluziona la calligrafia armena, trasformando i simboli tradizionali in espressioni visive e simboliche innovative. Anche Sarko Meené (Yerevan, Armenia, 1984) esplora la memoria e il valore delle lettere armene, ma lo fa attraverso i manoscritti del nonno, creando opere che collegano passato e presente. Golnaz Fathi (Teheran, Iran, 1972) unisce la calligrafia tradizionale con l’arte contemporanea, invitando gli osservatori a interpretare emotivamente le sue opere. Hassan Massoudy (Najaf, Iraq, 1944) unisce tradizioni orientali a quelle occidentali, creando un ponte culturale attraverso l’arte della scrittura. Mingjun Luo (Nanchong, Cina, 1963) esplora la tensione tra tradizione e innovazione, fondendo influenze cinesi e svizzere in un linguaggio ibrido, ed infine Monica Dengo (Camposampiero, Padova, Italia, 1966) sfuma i confini delle lettere, invitando gli osservatori a meravigliarsi davanti al potere della forma e del significato intrinseco della scrittura.

Sarko Meené (Armenia), Figli del sole, 2023. Serigrafia e rete metallica manipolata con cannello a fuoco, 200x120x22 cm. Courtesy Fondazione Musei Civici Venezia
(A sx) Raimundo del Valle (nome in cinese Lai mengdu zhu), missionario domenicano (Grazalema, Andalucìa, 1607 – Moyang, China, 1683), Sheng jiao zong du cuo yao. Elementi essenziali della dottrina cristiana. Meigui Tang, 1668. Volume a stampa, cartaceo, caratteri cinesi. Biblioteca del Museo Correr, Op. PD 478. (A dx) Mingjun Luo (Cina), Menù per la cena di famiglia, 2024. Inchiostro su carta di riso, 30×21,5 cm. Courtesy Fondazione Musei Civici Venezia

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Do ut do, il programma di mostre diffuse a Bologna, per riflettere sull’identità

Do ut do torna a Bologna con un programma diffuso e incentrato sul tema dell'identità come processo relazionale, dall'omaggio a…

11 Febbraio 2026 10:30
  • Mostre

Gioiello e potere: la metamorfosi della rappresentazione maschile nei secoli

Una mostra a Palazzo Morando di Milano ripercorre la storia del gioiello come linguaggio di potere, appartenenza e identità, attraverso…

11 Febbraio 2026 9:30
  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58