Categorie: Mostre

Maria Cristiana Fioretti, Il Colore dell’acqua | Acquario Civico di Milano

di - 2 Marzo 2020

Milano nel 2020 si tinge di rosa e apre musei, piazze e luoghi urbani con una fitta programmazione di eventi intitolata “I talenti delle donne” all’insegna della parità di genere, opportunità e sensibilità sociale, una rassegna inclusiva pensata per valorizzare il pensiero creativo femminile, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano. Cristiana Maria Fioretti (1966) con la mostra personale “Il colore dell’acqua”, a cura di Raffaella Resch (1962-2020) scomparsa troppo prematuramente, pochi giorni prima dell’inaugurazione all’Acquario Civico di Milano. L’artista, marchigiana che vive tra Mentone e Milano, dove è docente di Cromatologia all’Accademia di Belle Arti e direttrice della Scuola di Decorazione a Brera, è stata scelta dalla curatrice per sondare le profondità del mare, le onde elettriche della luce nelle sue infinite variazioni cromatiche. Qui Fioretti, nell’ambito del ciclo di mostre dedicate a temi marini e naturalistici, con le sue onde diafane di blu trasparenti come l’acqua presenta incursioni pittoriche nei paesaggi di “azzurrità” possibili degli abissi.

La mostra di Cristiana Maria Fioretti

Il percorso espositivo comprende oltre venti opere (dal 2008 al 2020) che inscenano i moti dell’acqua cristallizzate in pennellate fluide il movimento ondulatorio elettromagnetico, racchiuse in composizioni amniotiche attraverso diverse tecniche e linguaggi. L’allestimento a cura di Domenico Nicolamarino, con la collaborazione di Gaetano Corica e Fabio Agrifoglio coduce lo spettatore a immergersi nel “blu dipinto di blu” del mare, del cielo, a perdersi dentro a un orizzonte immaginifico, in bilico tra materiale e immateriale. Passeggiando tra le sue opere si materializzano arcipelaghi di azzurro tra Dream in Box (2010), Colormaps or Spices (2015), anomale opere olfattive composte con un mix di spezie e colori organici, l’ipnotico trittico Sisma (2017), dipinto con colori fluorescenti che avrebbe incantato in gruppo parigino simbolista dei Nabis ( 1888), con stesure ampie e sinuose ispirate alle onde della luce, dell’acqua e l’alba boreale si sprofonda nella luce, colore, spazio di sfumature di blu che virano al rosso, arancione, verde intenso in cui forma fluida e composizione geometrica interagiscono tra loro. Luce, spazio e cromatologie visuali di Fioretti, culminano nella nuova e sorprendente serie di Meduse: dieci opere pittoriche che presentano un richiamo formale inedito nel suo linguaggio astratto, volto a valorizzare gli elementi espressivi ed emotivi degli abissi immaginati risolti con pennellate diafane e poetiche. Queste opere sondano stadi emotivi con simbologie cromatiche, colore e sentimento, spostando l’orizzonte visivo dell’artista dal cielo, alle profondità del mare, in cui spicca la linea bianca di demarcazione, che segna il passaggio da sopra a sotto.

Maria Cristiana Fioretti

Si imprimono nella memoria le sue evanescenti composizioni suggestive di paesaggi emozionali dalle tonalità tenui e sfumate ”liquide”, ispirate anche alla pittura asiatica. Fioretti viaggia dalle Marche a Mentone, osserva dalla finestra di casa sua affacciata sul il Mediterraneo irrorato dalla luce del Sud della Francia e in estate naviga intorno all’ oceano Indiano e al golfo del Messico, a caccia di nuovi paesaggi luminosi. Sovente si reca a Pechino, dove tiene lezioni nelle accademie e presenta le sue opere, che registrano le sue confluenze paesaggistiche tra Oriente e Occidente. In questa mostra milanese Fioretti “fa luce” sul mistero del colore dell’acqua impalpabile come l’aria con una serie di opere diverse in cui assembla elementi della pittura astratta occidentale ispirata alla Teoria dei Colori di Goethe e a allo Spirituale nell’arte di Kandinskij, in cui scienza ed estetica, ragione e sentimento si fondono in composizioni armoniche dal blu oltremare elettrico dal moto dinamico. La mostra si chiude con l’opera ambientale site-specific, ideata per questa occasione, in cui Fioretti rielabora con maggiore consapevolezza il potenziale scenografico dell’opera esposta a Venezia Sensorial Space (2013) in dialogo con l’Acquario, dal titolo emblematico Amniotic Space (2020), installazione multimediale d’impatto scenografico. Questa opera non è un remake, bensì un adattamento ex novo di un’opera precedente con varianti formali significative, come la comparsa di microrganismi misteriosi e di meduse, esseri dal fascino magnetico. All’Acquario Civico, una palazzina Liberty costruita in occasione dell’Esposizione Universale del 1906, unico padiglione costruito progettato dall’architetto Sebastiano Locati (1861-1939) nel parco del Sempione a non essere smantellato in seguito alla conclusione dell’evento, Fioretti in una sala introduce anche il suono dell’acqua e interagire con lo spazio, invitandolo a toccare con mano e non soltanto con gli occhi, l’acqua che si colora tramite luci e proiezioni.

L’acqua è un elemento vitale per l’uomo e per l’Acquario di Milano, lo spazio in sé diviene l’opera, dispositivo visivo, concettuale, emotivo e simbolico per gli artisti di ieri e di oggi: un set adatto dove inscenare l’effetto, l’illusione del mare fluttuante nei paesaggi emotivi sinestetci di Fioretti.

Jacqueline Ceresoli

Dal 6 febbraio all’8 marzo 2020

Il colore dell’Acqua. Maria Cristiana Fioretti| Acquario Civico di Milano,

Viale Gadio 2, Milano

Orari: dal Martedì alla Domenica dalle 9:00 alle 17:30

Info: www.acquariocivicomilano.eu

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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